Nascere un’altra volta

Nella vita si può nascere una sola volta o molte di più. Basta deciderlo.

Mi chiamo Lina e sono nata due anni fa.
Intendiamoci, una cosa è ciò che è scritto all’anagrafe ed un’altra è quella che porti in testa.
Non so se il motivo per cui ho iniziato a correre possa essere interessante o di stimolo per qualcun altro, ma so che è mio, ed è forte. È talmente forte da non farmi sentire tutti i kili che mi portavo addosso.

Sono sempre stata una ragazza in sovrappeso, felice del proprio corpo solo a giorni alterni, ma che da poco ha iniziato ad amarsi.
La scelta di iniziare a correre non è stata per un fattore fisico, ne psicologico. Non sarebbe bastato, dato che la mia (ormai ex ?) pigrizia avrebbe vinto.
No, la mia era una sfida qualcosa di più grande, di più profondo, legato ai miei valori ed ad un’etica crescente che non poteva più essere contenuta solo in testa, ma doveva trapelare dal mio corpo.

Due anni fa, infatti, decisi di smettere di mangiar carne e derivati. Diventai vegana, in altre parole. A parte la novità della mia scelta, che comunque mi fece sentir bene sin da subito, iniziai ad osservare gli sguardi della gente quando parlavo di questa cosa. Erano titubanti, non credevano che il mio star bene fosse reale, ma solo un pretesto per spacciare la mia etica come migliore a quella altrui. Cosa si ci poteva aspettare da una ragazza di 80kg?

Così per gioco dissi a me stessa di iniziare a camminare per un’oretta al giorno, e mi piacque al punto tale che iniziai ad accennare qualche passo di corsetta. Ovviamente non ce la facevo a reggere il passo, e dopo un po’ riprendevo la camminata.
Le mie uscite sportive però diventavano sempre più frequenti, ed avevo anche la possibilità di osservare quelli che intorno a me facevano tutto il percorso correndo.

Un giorno, sovrappensiero, iniziai a correre, e quando mi fermai alla fine del percorso mi resi conto che avevo fatto quei 2km completamente di corsa! Con la stessa tecnica provai anche a fare il ritorno, e ci riuscii senza alcun problema. Fiera di me, inserii sul mio lettore qualche canzone di quelle che danno il ritmo, perché dovevo essere pronta per la prossima volta! Non potevo di certo fermarmi lì!

Iniziavo a sfidarmi, e sfidavo a mia volta il mio percorso, anche solo con lo sguardo! Mi sentivo forte, potente, capace, padrona del mio corpo!

Stavo ottenendo ciò che speravo, quindi principalmente la fiducia di potercela fare.

Bene, il resto del mio cammino introspettivo e fisico è quasi scontato, ma per me non lo è stato, non lo è.
Dove mi porterà non lo so di certo, ma non è forse uno degli obiettivi degli sportivi godersi il percorso senza pensare alla meta? ?

Lina Amendola

(Photo credits Will van Wingerden)

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