Merrell Bare Access 4, un’introduzione alla corsa naturale

Se vuoi provare a correre barefoot queste potrebbe essere le scarpe giuste

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Quest’estate ho reimparato a correre. Con una lunga gavetta fatta di prove e vesciche mi sono iniziato alla corsa naturale. Partendo dalla scarpa più estrema che si può usare per correre natural, ossia un paio di sandali Rastro Lagoa prodotti artigianalmente da un ragazzo romano, ho scoperto la sensazione che può darti correre con così poco (o quasi niente) materiale a proteggerti il piede. Il primo effetto è che quando abitui il piede ad essere libero, rimetterlo dentro ad una normale scarpa da running è quasi un inferno: si sente costretto, si sente pesante, si sente anestetizzato all’urto.

Volendo però provare a correre così ma con una scarpa più protettiva ho cominciato a cercarne una che mi consentisse di avere un minimo di controllo in più rispetto ad un sandalo ma eguale libertà.

E finalmente ho scoperto le Merrell Bare Access 4.

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Una piuma

Si tratta di una scarpa da poco più di 200 g, che per un 44,5 di taglia è davvero poco, considerando che le mie amate Launch sono 300g! Ma – come insegna il buon Big – il peso non è tutto, anche se un etto in meno fa tanta differenza.

La scarpa è caratterizzata da un toe box davvero ampio (la parte frontale) e il piede si sente libero di espandersi, per conferire massimo equilibrio e prepararsi alla massima spinta. Il collo della scarpa è bassissimo, tant’è che se poi riprovi una scarpa normale le caviglie iniziano a protestare.

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Il battistrada è diviso a metà: uno zoccolo duro dal mesopiede fino al tallone e un foglio di carta sulla parte frontale. Il tutto rigorosamente protetto dal Vibram, la mammasantissima delle “gomme”. Cos’avrà mai di eccezionale? Beh: un’ottima presa nel terreno e la sua caratteristica principale di smorzare i colpi pungenti su tutta la superficie in modo orizzontale. L’ho provata anche sui sassi e l’effetto sul piede è una sorta di massaggio, ma mai doloroso.

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Barefoot? Oh yes

L’appoggio è totalmente barefoot, quindi con drop zero (la differenza di livello fra punta e tallone è insomma nulla). L’intersuola è di 13,2 mm, con 8mm di strato ammortizzate e una tassellatura del battistrada profonda 2mm, buona quindi per il light trail. Il sostegno dell’arcata plantare dà l’impressione alla prima calzata di indossare le scarpe che ci mettevano da bimbi per evitare il piede piatto. Durante la corsa quasi non si sente, però si sente che c’è ;)

Nonostante il piede assolutamente allenato alla corsa naturale ho deciso di andarci piano: mi sparo 10km e il feeling è stato totale: leggerezza, frequenza del passo che si alza, piedi che si sentono liberi e tallone che non ci pensa proprio ad appoggiare. Sono loro insomma che ti spingono a una corsa naturale, senza che la rullata classica parta dal tallone.

Pochi giorni dopo devo fare un 30 km e temo a usarle: infilo le Jazz e sento una fitta alla caviglia/tallone. Ok, rimetto le Merrell e loro mi ripagano come perfette amiche per più di due ore e mezza di viaggio. I piedi hanno ringraziato: intatti ;)

Lunghe Distanze

Solitamente quando si parla di lunghe distanze (mezza maratona, maratona, ultra maratona) si consigliano scarpe ben ammortizzate. Se non ben allenati il rischio è che nelle ultime fasi di gara cali la frequenza del passo e peggiori la postura d’appoggio. Dopo aver provato le Bare Access in tutta la preparazione per una maratona, ho deciso di sfidarmi e provarle a Venezia: 42km senza preoccuparmi dei miei piedi. Alla fine il piede era l’unica parte a cui non avevo fastidi. Nessun problema né di vesciche, né di bagnato a seguito di copiosi spugnaggi alle gambe, né di unghie. Hanno vinto!

Difetto? Per ora  non ne ho trovati. Volendo essere pignoli è meglio fare un doppio nodo ai lacci perché tendono a sciogliersi e il materiale della tomaia non è particolarmente traspirante.

Concludo: è una scarpa eccezionale, dedicata però ad un pubblico già piuttosto maturo nella pratica del natural running. L’ammortizzazione è minima e non concederà clemenza a chi passa da una A3 senza un periodo di apprendistato. Non è invece una estrema (come può essere una Five Fingers o una Vapor Glove di Merrell) e si concede amabilmente a chi ancora non è asceso all’olimpo della corsa a (quasi) piedi scalzi.

IN BREVE
Comodità
10
Estetica
8
Calzata
9
Tomaia
6
Suola
9
Peso percepito
10
Protezione
7
Rapporto qualità/prezzo
9
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Riccardo Mares detto Merlinox. Una strana alchimia di sport, bellavita e informatica. Si allena a suon di slalom tra i bit e ripetute di algortmi. Nel tempo libero aiuta i siti degli altri a funzionare meglio, molto meglio. I suoi? Piangono la sua mancanza. Personaggio strano: un #AlbaRunner. Adora la sua mamma, tanto da dedicarle un libro: #MammaMrx. Piatto preferito? La birra.

16 COMMENTI

  1. con il 44,5 non c’è problema ma io ho il 46 e per mia esperienza con le Merrel devo prendere il 47.
    Ci credi non le ho trovate, e parlo di Roma, non di un borgo sulle Apuane. dovrebbero migliorare la distribuzione o forse a loro non interessa più di tanto il running, hanno già un ottimo mercato con gli altri modelli

    • “Lo scopriremo solo correndo” cit.
      Purtroppo non le ho provate, e la Nike sforna più nomi che modelli.
      Le più “minimal” di Nike oggi sono le RN Motion (ex 3.0) mentre le tue dovrebbero essere pari alle 4.0.
      Vedendole così penso sia un approccio ancora diverso come scarpa: da provare :)

    • Le Nike Free RN Motion Flyknit sono quelle che più si avvicinano, hanno il differenziale di 4mm. Le sto usando da un mese e sono abbastanza soddisfatto. Per il momento sto notando uno scarso sostegno dell’arcata plantare e una calzata leggermente ampia per cui consiglierei di acquistare un mezzo numero in meno rispetto al solito! Possono essere una buona scarpa di passaggio verso modelli più radicali!

      • Grazie Matteo per la condivisione. Le Merrell hanno drop zero e fra 2 settimane ho deciso che ci correrò Venezia.
        In ogni caso penso siano 2 i fattori da valutare:
        – drop
        – altezza generale

        Ci sono anche dei modelli di ALTRA o di Hoka a Drop ZERO, ma sei a 3 cm da terra ;)

  2. Ciao Riccardo,

    Anch’io ho reimparato a correre quest’estate. Da agosto mi sono dedicato a un programma di allenamento per passare gradualmente a una scarpa sempre più minimal. Adesso uso una Nike Free drop 8, e leggendo le recensioni (compresa questa) ho capito che la scarpa successiva sarà una Bare Access 4.

    Dato che il mio obiettivo è la maratona, la mia domanda è: tiene veramente sulle lunghe distanze?
    Considera che ormai faccio allenamenti da 10/11 km con le drop 8 e appoggio midfoot, il tutto senza dolorini o fastidi il giorno dopo.
    Personalmente mi sento fiducioso, ma non essendomi mai spinto oltre (sia come distanze che come drop) mi sembra un po’ di saltare nel vuoto.

    Un’altra cosa: vista la differenza nel passo, consigli di prenderla un pochino più lunga (tipo 0,5/1 cm liberi davanti al piede) o di puntare a una calzata più “giusta”?

    • Ciao Stefano, benvenuto nel mondo natural. Con le Merrell ho appena corso Venezia e la 18 km trail di Baone: io le trovo meravigliose, ma la scarpa perfetta non esiste. Ogni piede e postura sono diversi. Purtroppo è come con le donne: bisogna provarci.. :)

      Se oggi corri con un drop 8 (usi praticamente una A2?) considera che il passaggio a drop zero non è poco. Da considerare poi che le merrell sono minimal come ammortizzazione: il Vibram di protegge e basta. Sono decisamente secche e tutto è declinato sulla postura.

      Magari valuta una Nike Free più minimal, giusto per un passo alla volta. Poi ribadisco, è tutto molto personale. Io oggi sto guardando anche alle Newton Race o alle VivoBarefoot :)

  3. Grazie della risposta,
    In effetti stavo valutando un passaggio più graduale, e anche se mi sarebbe piaciuto bruciare un po’ le tappe proverò a vedere se c’è qualche “semi-minimal” che mi soddisfa.

    Certo che questo modello continuerà a farmi gola…

    Ti terrò aggiornato :D

  4. Poi ribadisco è tutto molto personale. Chi detta regole secondo me sbaglia.
    Puoi provare a prenderle e usarle come sneaker e magari ogni tanto, con calma, fare qualche km.
    Magari ti trovi subito bene oppure ti fanno schifo ;)

  5. Ciao, la mia esperienza personale…sto gradualmente scendendo con il drop, così volendo passare dal 4 allo zero le ho ordinate. Appena arrivate però ho notato subito che il supporto per l’arco è (davvero) un po’ troppo presente, e visto che uno dei requisiti della corsa naturale/minimalista è quella di allenare e rinforzare l’arcata plantare ho deciso di renderle: non trovo che abbia senso abbia comprare delle scarpe minimaliste con supporto quasi ortopedico… Fra l’altro oltre al supporto sotto l’arco c’è anche un fastidioso bordo rigido sull’esteno del piede…peccato perché per il resto sarebbe stata una figata, la scarpa è ben fatta, suola in Vibram e avampiede largo (ho il 43 e le ho prese 44.5 e sto benissimo)

    • Onestamente Michele quell’arco non lo senti minimamente in moto, ma solo da fermo.
      Con l’uso poi tende molto ad attenuarsi.
      Nella corsa naturale la parte dove senti l’arco non dovrebbe toccare il terreno.
      Mi spiace per la tua cattiva esperienza, eventualmente prova a dare una occhiata a VivoBareFoot o FiveFinger.

      • Caro Merlinox…grazie per avermi fermato giusto in tempo: il mattino successivo le avrei rispedite indietro ma prima ho letto la tua risposta e ti ho ascoltato. Già dopo 5 km l’arco si è appiattito abbastanza e in generale la rigidità iniziale è scomparsa e ora posso dirti che con queste scarpe davvero si vola. Dopo un paio di uscite anche i polpacci hanno imparato ;) e insomma…tutto molto bene. Grazie ancora

  6. e’ da un annbi o che lavoro sulla cadenza del passo,e con molti dubbi ho preso queste merrell…niente,prima le indosso tutto il giorno per testarle,e devo dire che all’inizio il supporto era molto fastidioso,il piede quasi dolorante all’altezza del meso piede.
    dopo alcune ore pero’ tutto e scomparso e cosi’ decido dopo 3 giorni di usarle per correre con un tapis roulant,all’inizio sempre un po di fastidio quando le indosso,dopo tutto scompare,e rimane solo di avere una piuma ai piedi…40 min. tutto ok!!
    dopo un altro giorno e mezzo di test,decido di provarle per strada:pazzesche,niente di niente,niente classici dolorini ai piedi o alla gamba!!
    arriva la domenica,quindi giorno del medio (20 km),le indosso con ancora qualche remora,risultato 1 ora e 29 min. di puro divertimento!!
    promosse a pieni voti!!
    difetto,scaldano parecchio,nella primavera\estate (siciliana) dovro’, mi sa,trovare un alternativa….

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