Levi’s e Google faranno una smart-jacket

Dopo gli smart watches è il momento degli abiti smart?

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Di abiti avveniristici se ne sono visti molti: luminescenti, che cambiavano colore col calore, che parlavano pure, forse. Nessuno però che non sembrasse alla fine una cosa stramba e divertente, per i primi 20 secondi.

Ora invece Levi’s e Google stanno sviluppando una giacca che a prima vista sembra una comunissima giacca jeans da mettere nelle mezze stagioni. È di un tessuto normale (apparentemente) e funziona come una giacca: ti copre e ti tiene caldo.
In cosa è smart? Collegando le cuffie e usandola quando hai le mani occupate (alla guida o in bicicletta, per esempio) ti fornisce informazioni sulla tua posizione, ti dà indicazioni stradali, ti dice che luoghi interessanti ci sono nelle vicinanze (ristoranti compresi, che non guasta mai) e ti permette di rispondere alle chiamate. Basta azionare un sensore sulla manica che funziona con poche semplici gesture.

Lo scopo è duplice: sembrare ed essere una giacca normale (che non ti fa sentire un fenomeno se la indossi e non ti imbarazza con gli amici iniziando a parlarti mentre bevi un aperitivo o illuminandosi come un albero di Natale) ed essere utile, ma sfruttando la tecnologia in maniera sottile e poco invasiva.

La fase di test inizierà in autunno mentre la commercializzazione è prevista per la primavera del 2017.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L’importante è che siano barefoot.
Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l’accortezza di annunciarlo su twitter.
Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l’altra faccia della stessa medaglia.

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