Le adidas ultraboost diventano (quasi) interamente biodegradabili

adidas ha presentato una versione delle sue boost con la tomaia biodegradabile

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È noto che i tedeschi sono particolarmente attenti alle questioni ambientali, quindi non stupisce più di tanto che adidas applichi certe attenzioni alle proprie scarpe.

Le scarpe da running non sono proprio il massimo in termini di rispetto dell’ambiente: usano mescole e gomme che non derivano da materiali naturali, vengono prodotte in quantità enormi (adidas ha prodotto 300 milioni di scarpe nel 2015) e si usurano più velocemente delle scarpe normali ma per un buon motivo: con quelle ci corriamo tantissimi chilometri.

Ora adidas ha proposto una versione particolare delle ultraboost che sarà in vendita nel 2017. Non è totalmente biodegradabile: l’intersuola e la suola sono quelle della tradizionale ultraboost, ma la tomaia può invece tornare a essere cioè che era prima di essere una tomaia. È infatti ottenuta con la tecnologia BioSteel, una lavorazione della tela del ragno che ha proprietà di resistenza da 7 a 10 volte maggiori al filato normale ed è totalmente biodegradabile.

L’aspetto di queste boost – che battezzerò amichevolmente le “Spiderman boost” – è del tutto identico a quelle normali, come anche il feeling. Cambia però che quando saranno da buttare un buon 50% si decomporrà come una qualsiasi materia organica quindi senza inquinare.

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(Photo credits Highsnobiety)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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