La mia amica corsa

Non inizi a correre fino a che non incontri qualcuno con cui farlo. E magari quel qualcuno lo conosci molto bene :)

Tempo di lettura: 2 minuti

Corro. Corro da una vita.
Corro tutto il giorno: con la testa, con i pensieri, lo stress e le preoccupazioni.
Corro sempre per accontentare chicchessia: il capo, i colleghi, gli amici, mio padre, senza sosta.

Ma perché non correre in altro modo?

Ci conosciamo.. ognuna sta sulle sue.. sulle difensive.. siamo un po’ scettiche..
“Ciao..”
“Ciao..quindi..che vuoi fare?”
“Non so…” (già mi sta antipatica… però adesso sono qui… mica posso ritornare subito a casa) “Facciamo un giro?”
Primo giro concluso… pochi chilometri, tanta stanchezza.
“Scusa..sono già ko” mi vergogno.
“Lo vedo. vabbè per oggi basta. Ci si sente allora”.
Classica frase di chi intende esattamente il contrario.
Mi avvio verso casa e rimugino. Anche se il giro è stato breve, la compagnia non mi è proprio dispiaciuta in fondo in fondo, chissà se…

“Ciao, ti va di rifare un giro?”
“Oh toh… non pensavo che ti avrei rivisto!”.
Certo che diretta è diretta, le cose te le sbatte sul muso, non ci gira tanto attorno. Vabbè lasciamo stare, incasso e partiamo.
“Vai con i tuoi tempi…”
“Come dici scusa?”
“Ho detto va con i tuoi tempi… e respira. E per favore cerca di concentrarti. Sei tutta storta, fai attenzione a come ti muovi”
Porca miseria, pure questa che mi dà ordini… eh no eh. Però in fondo ha ragione… Ok, va bene, ci provo.

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Continua così per un po’.
Diventiamo amiche.

Ci cerchiamo. Litighiamo. Ci scontriamo.
“Ehi ma piove!”
“E quindi? Hai paura dell’acqua?”
“Ma no cosa vuol dire… dico solo che…”
“Non fare la bambina capricciosa: forza muoviti!”.

Poi però ci ritroviamo e insieme ricominciamo.

Appuntamento fisso.
Di questa amica inizio a esserne gelosa: delle ore e dei km trascorsi con lei.
Non voglio dividerla con nessun altro.
Ogni sera torno a casa con un nuovo insegnamento, con un nuovo spunto per migliorarmi.
La sua compagnia mi fa bene: rallenta il ritmo dei miei pensieri man mano che aumenta il ritmo dei miei passi.

“Non sei così male”
“Neanche tu..pensavo avresti mollato..”
“Come scusa? Lo sai che io sono testarda e non…”
“Lo so, adesso lo so… forza dai, non perdere tempo: mettiti le scarpe e andiamo.”
Mi tende una mano e io sorridendo gliela stringo… sussurrandole un timido… GRAZIE.

Mariacristina Balla

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