La corsa, la mia seconda figlia

Non è un caso che a volte ci chiedano come è nata la nostra passione per la corsa. È nata infatti, come la neonata di Stefano

Tempo di lettura: 3 minuti

Da quasi un anno ho ricevuto il gran bel dono di diventare papà. Da quel giorno tante bellissime emozioni, tante responsabilità e mille dubbi quotidiani. Da qualche mese inoltre ho iniziato a correre. E anche per la corsa tanti dubbi, fatica, ma tante emozioni.

Qualche giorno fa, mentre osservavo la mia cucciola fare la nanna, dopo esser tornato dalla mia solita uscita di allenamento, mi scatta nella testa una riflessione. E cioè più precisamente mi viene in mente che hanno davvero tanto in comune il ruolo del genitore con la vita da runner.

Innanzitutto, prima fondamentale similitudine, per entrambe le cose arriva un momento della vita in cui ci sentiamo pronti. Vuoi perché anche i nostri amici o parenti lo sono già, genitori o runner, ma anche noi ci rendiamo conto di essere pronti.

Preso atto di ciò, come per la gravidanza, anche per la corsa partono mille dubbi, si inizia a leggere di tutto e da tutte le fonti possibili, internet..riviste…amici e conoscenti.. Una volta che i primi dubbi sono chiariti si passa al corredino. Vestitini, biberon, passeggino, cameretta da un lato; completino, scarpe, orologio dall’altra. Finché non arriva il grande giorno. Non vedevamo l’ora, ma abbiamo anche un’ansia pazzesca..

WOW…che emozione…ma che sofferenza (il parto, lavorando anche in sala parto, so quanto possa essere doloroso…ma anche i primi km di corsa lasciano qualche segno…).

Da lì in poi inizia un percorso quotidiano, sempre bello, ma duro e impegnativo. E cominci, spesso sbagliando, a fare confronti con gli altri, seguire alla lettera mille manuali, essere convinto che deve andare tutto in un determinato modo e rendersi conto, a volte amaramente, che va in tutt’altro. Per esempio autoconvincersi che il bimbo mangi ogni 2-3 orette e poi faccia nanna beato e ritrovarsi invece nottate intere a cullare ore e ore il piccolo urlante che mangia ogni 5 minuti e non dorme per le colichette. Lo stesso vale per la corsa…

Partiamo convinti di fare un’uscita di una certa distanza a un’andatura, per poi ritrovarsi a metà strada con i crampi, qualche fastidio che ci blocca..e poi vedere gli altri che fanno tempi e distanze da paura. E sentirsi in entrambi i casi distrutti e sconfitti,come genitori e come runner.

Ma è proprio da li che si comincia a maturare quella consapevolezza che ci fa superare tutti gli ostacoli e ci fa ritornare la gioia e la carica iniziale.

Cominciamo a cogliere i segnali, troppo spesso sottovalutati, che bebè e corpo ci lanciano. Diamo il giusto peso al confronto con gli altri, ma ascoltiamo con più consapevolezza noi stessi.

Assecondando le esigenze e gli orari del bimbo, via via acquisisce una certa regolarità di pappa-nanna e si tranquillizza (e noi con lui…). Assecondando invece il nostro corpo, dandogli il giusto riposo e un’alimentazione adeguata, lui ricambia facendoci godere appieno le nostre uscite, facendoci sorridere come dei beoti nonostante la stanchezza e farci stupire in positivo quando l’orologio ci regala tempi inaspettati.

Una volta raggiunto questo equilibrio, ci troviamo in una splendida condizione in cui tutto va secondo le aspettative.
Il bimbo cresce, comincia a parlottare, gattonare, inizia lo svezzamento,ma noi consci delle nostre capacità affrontiamo tutte le fasi con assoluta tranquillità. E anzi non vediamo l’ora di affrontare le nuove tappe della crescita, perché aumenta si la responsabilità e la fatica, ma sono davvero infinite le gratificazioni. Lo stesso vale per la nostra amata corsa. Conosciuti pregi e difetti del nostro corpo, iniziamo a macinare km e ridurre i tempi. Programmiamo le prima corse non competitive, le 5k, le 7k, le 10k… avendo però in mente già i nostri futuri obiettivi.

Ormai siamo lanciati sempre verso nuovi traguardi, senza mai dimenticare come tutto ha avuto inizio, perché le difficoltà di ieri sono i risultati di oggi e i traguardi di domani.

Che bello essere genitore,anzi genitore-runner. Amo davvero tanto le mie 2 figlie: Aurora (questo è il nome della mia cucciolina) e la corsa.

Stefano Barbieri

(Photo credits Drew Hays)

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2 COMMENTS

  1. Auguroniiii Stefano per la tua piccola Aurora. Tre giorni fa mi sono messo per la prima volta alla prova, dopo settimane di allenamento. Un ora di corsa continua. Quasi 12 km. Stavo pensando di cambiare il mio contapassi, perché mi embrava impossibile! È davvero bello ascoltare il proprio corpo mentre reagisce borbottando alla fatica. Tanti piccoli segnali che chiedono di essere ascoltati. Per questo anche io preferisco non ascoltare musica mentre corro. Perché alla fine la musica è nell’aria che ti fruscia nelle orecchie e sul viso…

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