La cima

Quel punto in cui il cuore sta per saltare fuori dal petto e le gambe tremano, ma è la cima, l’arrivo prefissato, da lì è tutta discesa.

Tempo di lettura: 1 minuto

Ho 29 anni, fingo di correre da due. Dico che fingo perché alterno momenti di grande costanza a lunghissimi periodi di enorme pigrizia. La pigrizia è una gran brutta bestia, perché lascio che mi privi della soddisfazione che arriva insieme alla stanchezza dopo una corsa.

Fino ad oggi ho corso per perdere peso, con risultati più o meno scarsi. Oggi forse qualcosa è cambiato, magari domani tutto sarà come prima, ma spero di no. Ultimamente mi sono allenata poco e ho perso quel poco di fiato acquisito, il piano di oggi era di fare il mio solito percorso camminando veloce, questo percorso alla fine ha una salita piuttosto ripida, mentre arrancavo per arrivare in cima pensavo: ho una vita mediocre, di cui sono insoddisfatta e non so dove farla andare. Sono spaventata per il futuro.

E poi eccola la cima, il cuore sta per saltarmi fuori dal petto, ma sono contenta, era parecchio che non arrivavo fino qui. Mi giro, inizio a scendere, le parole si formano nella testa, non lo so da dove arrivino, le gambe iniziano a correre.

Ho corso veloce come non avevo mai fatto. Quando i polmoni e il cuore non ce la facevano più ho camminato, ma le gambe chiedevano di ricominciare a correre. Ho corso perché avevo voglia e bisogno di farlo.

Le parole che si sono formate nella mia testa quando ho iniziato a scendere sono solo 3:

e quindi corro

Non lo so cosa farò domani, che direzione dare alla mia vita, non ho avuto chissà quale epifania, ma spero che domani mi accompagnino ancora queste 3 parole.

Nicoletta Favale

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4 COMMENTI

  1. Vuoi che tutto continui e sia sicuro che non finirai più di correre? Primo obbiettivo, arriva a correre 10km in 60 minuti. Non importa quanti mesi ci vogliono oppure se già lo fai passa al secondo obbiettivo. Iscriviti ad una squadra che corre e avrai tanti amici e stimoli e farai gare per puro divertimento. Conoscerai tante persone con il tuo unico scopo che sarebbe quello del terzo obbiettivo. Cioè in gara SORRIDI E DIVERTITI

  2. Avere dei momenti di pausa..fa parte di questo sport che avvolte ci spinge anche a limiti assurdi…io per fortuna non li ho ancora raggiunti..ma con questo coglio dirti che se corri per l amore di farlo …non lo mollerai mai..ma se. Corri per dimagrire..presto ti scoccerai..correre è amore non obbiettivi….incomincia a farlo così..e scoprirai..emozioni uniche…

  3. Figa la cima, fighissima. E maledettamente dura. La mia prima cima, 12 anni fa, la salita di San Luca a Bologna, 2 Km (così pochi?), pendenza media 15%, il muro delle Orfanelle al 20%, 500 metri di puro inferno in terra, se sei ateo cominci a credere in dio e se già ci credi cominci a parlargli, in ogni caso ancora oggi, a 12 anni di distanza e parecchie salite ancora non sono riuscito a trovare qualcosa che ti faccia scavare interiormente come possono fare le Orfanelle, non puoi dire di conoscerti abbastanza a fondo se non fai quella salita e in particolare quel muro.
    Nel 2007 al giro dell’Emilia-Romagna all’arrivo su questa salita un professionista belga sbagliò rapporto e dovette procedere a zuig-zag per arrivare in cima, Davide Cassani che commentava per la Rai non poteva crederci ma allo stesso tempo la mise giù come prova definitiva della durezza di questa salita. E del suo fascino e della sua bellezza e del significato vero ed intimo della parola “gratificazione” quando arrivi su, in cima.

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