Il triatleta mangia hamburger di lenticchie nere? Sì.

Lunedì abbiamo parlato degli ingredienti che non possono mai mancare in dispensa e in frigo per organizzare sempre correttamente i nostri pranzi con prodotti sani, genuini e soprattutto buoni. Lo so che ripeto sempre le stesse cose, eh. Sono ancora giovane e ricordo le cose. Cosa stavo dicendo? Ah sì.

Davvero però l’uso quotidiano di prodotti sani, genuini e non raffinati giova alla tua salute che è la cosa più importante e non in ultimo alle tue prestazioni. La ricetta di oggi è tratta da un libro, di cui vorrei straparlare per ore, di Fabrizio Bartoli “Vegan man” che consiglio caldamente. Tralasciando il fatto che sia composto da ricette vegan (oltre 80) va detto che è perfetto soprattutto per chi vegano non è. Colpo di scena! Chi non è vegano o semplicemente vegetariano immagina sempre queste diete un po’ tristi e ripetitive (uhhh come si sbaglia!). Fabrizio Bartoli confeziona questo libro come un vero e proprio manuale per atleti e sportivi. Non lo conosci? (dietro la lavagna!). Fabrizio Bartoli è tra i maggiori esponenti italiani di Cross-triathlon quindi direi che possiamo solo imparare no? Ha partecipato a campionati italiani e internazionali di altissimo livello: XTerra, Xnatura, Elbaman, Zell am See e Ironman vestendo i colori delle più importanti società italiane di tritathlon. Dopo i dovuti inchini e complimenti ecco una ricetta tratta dal suo libro che ben si riallaccia al discorso precedente di prediligere a pranzo cereali di ogni tipo e sorta e tantissima verdura. Avevo scritto come i legumi fosse meglio mangiarli per certi versi la sera perché in molti hanno problemi lato digestione; tengo quindi a sottolineare che un bel piattone di lenticchie è chiaramente diverso da un hamburger o polpetta, come dir si voglia, per via delle quantità. Hamburger per altro che si possono preparare con netto anticipo, quindi la sera precedente,  e poi imbottire al mattino (si impiegano tre minuti). Allora sì che in ufficio all’ora di pranzo in molti ti invidieranno. Altro che numero 23 sandwich con tonno finto e maionese scadente alle macchinette.

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Via che pure i vegani fanno gli ironman! Sfatiamo le fesserie ;-)

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La Ricetta

Hamburger di Polpette di lenticchie nere

  • 200 grammi di lenticchie nere secche
  • 100 grammi di fagioli cannellini
  • 30 gramnmi di noccile tostate
  • 3 grammi di semi misti tostati
  • 2 cucchiai di yogurt (che preferisci ma bianco senza zucchero)
  • 2 cucchiai di senape
  • 1 cipolla rossa (facoltativa)
  • 1 carota
  • 1 scalogno
  • 1 costa di sedano
  • prezzemolo, alloro, salvia, peperoncino se vuoi, olio.

Lessa le lenticchie con l’alloro e i fagioli con l’aglio e la salvia. Rosola la cipolla, carota, sedano e scalogno con l’olio e poi unisci le lenticchie e i fagioli quando cotti e scolati. Lascia insaporire. Frulla il composto. Aggiungi lo yogurt, la senape e il peperoncino se vuoi. Aggiungi le nocciole e i semi. Forma degli hamburger (o polpette leggermente schiacciate) e fai rosolare in padella o se preferisci cuoci su carta da forno a 180 già caldo come ho fatto io (perdonami Fabrizio ho preso molte iniziative!)

Versione facilitata? eccola

La ricetta in realtà nasce come una vera e propria polpetta servita con una deliziosa salsa di curcuma composta da latte di cocco (l’ho provata ed è un idillio. Sembra di fare un salto in Thailandia ma con meno peperoncino grazie al cielo). Per la versione hamburger (e quindi più “secca” e meno “umida”) puoi direttamente adoperare i legumi in vetro a patto che siano biologici e di ottima fattura e non necessariamente insaporire così tanto. Puoi aromatizzare come preferisci. Aggiungi le spezie che vuoi, l’aglio se ti piace (e se sei solo in ufficio) o qualsivoglia verdura. Regolati sempre con la consistenza come quando fai le polpette/hamburger in casa. Non ci sono mai dosi precise perché una carota può pesare 100 grammi come 340 se proprio vogliamo dirla tutta. Non è una composizione chimica che se sbagli dosaggio esplodi in aria. Una semplice polpetta. Al tatto quando la senti bella consistente vai. Arrostita, al forno o in padella con un filo di olio. A tua discrezione.

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Si dice che, all'inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell'ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla a quella sciacquetta di Alice. Dalle pendici dell'Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un'ora, poteva essere altrimenti? Ha pubblicato per Mondadori "Le ricette di Maghetta Streghetta", best seller in cima alle classifiche nelle categorie: gnomi da giardino, unicorni e cani retriever. Ti consigliamo di comprarlo - seriamente: è in cima alla classifica "cucina per le feste" - e di leggerla; il ricavato andrà all'AIRC quindi avrai un bel libro e contribuirai alla ricerca!

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