Enda, le prime scarpe da running made in Kenya

Dal Kenya arrivano i runner più veloci al mondo. Ora arriveranno anche le scarpe più veloci?

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I più veloci al mondo sono i kenyani, si sa. Dal 1988, su 28 Boston Marathon, 20 le hanno vinte i kenyani. 8 dei 10 più forti top runner al mondo sono kenyani. 4 su 10 invece fra le donne. Se non è predominio questo non so come chiamarlo.

Più vittorie accumulavano, più il mondo si è interessato a loro. Che segreto hanno? Perché vanno così forte? Alcune teorie ipotizzano si tratti dell’alimentazione, altre del fatto che vivano in altura, altre ancora che vadano e tornino da scuola percorrendo lunghe distanze. Anzi: correndo lunghe distanze.

Oggi c’è chi ha deciso che se dal Kenya vengono i più veloci al mondo, è giunto il momento che in Kenya si facciano anche le scarpe dei più veloci al mondo.

L’imprenditore kenyano Navalayo Osembo e l’americano Weldon Kennedy (che lavora comunque in Kenya) hanno fondato Enda, che significa “Dai!”. Ora stanno cercando di raccogliere 75.000 dollari con una campagna Kickstarter che ad oggi è già prossima ai 50.000.

Come una freccia

La freccia ristilizzata che appare anche nella bandiera nazionale è il logo di Enda. Le scarpe hanno un design molto aggiornato: drop contenuto, buona ammortizzazione e una punta ampia. L’ispirazione è decisamente barefoot e natural, come si conviene a chi corre con l’impostazione dei campioni del mondo. Il loro costo è di 100 dollari negli USA, dove un trattato commerciale permette l’importazione senza dazi doganali proprio per favorire o sviluppo dell’industria locale, mentre in Europa ancora non si sa. La produzione inizierà a settembre.

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A beneficio di tutti

Quella che potrebbe sembrare una speculazione abbastanza cinica è invece motivata da intenti sociali. La volontà dei due imprenditori è duplice: far conoscere al mondo le capacità manifatturiere del Kenya e portare lavoro nel paese. Attualmente non c’è sufficiente conoscenza tecnica per produrre interamente le Enda in loco: i componenti sono fatti in China e vengono solo assemblati in Kenya, ma l’obiettivo è quello di produrre le scarpe in toto nel paese.
Dobbiamo aspettarci che dal Kenya non vengano più solo i più veloci al mondo ma anche le scarpe (dei più veloci) più veloci al mondo? Qualche mese e lo scopriremo.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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