Correre, malgrado tutto

Lorenzo si sentì dire dal dottore che non doveva assolutamente mai più correre. Lo ascoltò. Per poco tempo.

Tempo di lettura: 3 minutiQuesta Lovers Mail dovrebbe essere preceduta da un “Don’t try this at home” grande così. Tranquillo, Lorenzo non ci racconta come sfidare di corsa dei leoni inferociti. Ci racconta invece che un giorno decise di non dare ascolto al dottore che gli aveva detto di non provarci proprio a correre, mai più. La sua storia non insegna a non ascoltare i medici, anzi: insegna solo ad ascoltare meglio se stessi, un passo alla volta, con tanta cautela e attenzione. 


Tre anni fa, dopo un lungo periodo di mal di schiena apparentemente irrisolvibile da ortopedici, osteopati, fisioterapisti ed esperti più o meno olistici, feci, di mia inziativa, una risonanza magnetica e scoprii di avere una spondilolistesi e andai molto preoccupato da un bravo neurochirurgo.

Questo mi disse che non era da operare, mi avrebbe operato solo se fossi giunto da lui in ginocchi pregandolo di farlo perché il dolore era irresistibile, condizione che al momento non si era verificata. Mi consigliò di fare fisioterapia in un posto di bravi professionisti, iscriversi in palestra e iniziare a eseguire esercizi per rinforzare il “core” ovvero la fascia addominale e dorsale per sostenere la colonna vertebrale. Mi sconsigliò assolutamente di correre e di saltare e mi disse di nuotare con una certa attenzione, in particolare di non usare troppo le gambe per spingere.

Tornato a casa mi pareva di essere un handicappato. Ho due bambini piccoli e i primi tempi non osavo nemmeno rincorrergli ai giardini pubblici per paura di spaccarmi la vertebra incriminata in due pezzi. Me la immaginavo cindolante li in mezzo alla schiena. Camminavo sulle uova.

Facevo diligentemente fisioterapia con un bravo fisioterapista e imparavo nel frattempo a muovermi in modo corretto.
Poi finita la fisioterapia, anche per non consumare tutti i miei risparmi in sedute personalizzate, decisi di procedere per conto mio nella palestra vicino a dove lavoro.
Dopo un po’, verso la fine del 2014 iniziai timidamente a fare un po’ di tapis roulant pensando che stavo facendo una cazzata enorme, però non stavo peggio e anzi, mi piaceva quella corsetta a metà giornata.

A dicembre del 2014, durante le festività natalizie, la palestra era chiusa per ferie e non volevo rimanere inattivo e decisi di andare a correre in strada. Presi questa decisione come uno che si butta per la prima volta con il paracadute, dicevo “me ne pentirò, tornerò a casa dolorante”. Corsi mezz’ora e mi pareva di aver fatto la maratona. Però ebbi solo sensazioni positive e nessuna ripercussione sulla schiena.
Da gennaio decisi di alternare palestra, nuoto e infine corsa, una volta alla settimana, accompagnato da qualche amico che mi faceva coraggio.
Correndo, ho fatto progressi, poi mi sono rifermato per una tendinite e poi ho iniziato nuovamente con scarpe migliori adatte al mio peso (80Kg) e al mio passo.
Adesso, a Gennaio 2016 posso definirmi completamente coinvolto nel “runners’ high” ovvero nella droga da corridore e non posso più fare a meno di quelle sensazioni che provo quando corro.

La schiena per adesso non mi fa male, sto attento, corro quando e quanto mi sento, uso scarpe buone e alterno sempre allenamento in palestra, piscina e corsa e riesco a correre senza problemi 14km e mi sto preparando (spero di riuscirci) a fare la mia prima mezza maratona ad aprile.

La mia esperienza non è esportabile a tutti e ognuno, ovviamente, deve correre quanto è in grado di farlo e seguendo le indicazioni dei medici di fiducia, però quello che voglio condividere è che delle volte fare una cosa che fa star bene al di là di ogni raccomandazione ragionevole fa star bene prima di tutto la testa e poi, a cascata il corpo. Prima mi sentivo un impedito che non avrebbe mai più fatto una corsetta dietro ai figli, adesso mi sento che posso raggiungere i risultati che mi prefiggo.
Spero di non pentirmi delle scelte fatte e che la mia schiena mi assista per molti anni. E se non sarà così potrò sempre dire, per due anni ho corso come mi pareva e sono stato bene!

Lorenzo Logu

(Photo credit Lorenzo Logu)

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2 COMMENTS

  1. Ho letto solo oggi questa esperienza e mi ci sono trovata in pieno. Lorenzo, ho il tuo stesso problema, diagnosticato dopo anni di dolore e impedimenti fisici. Stesse identiche raccomandazioni da parte di neurochirughi e fisiatri. Finalmente con una buona fisioterapia, ginnastica posturale e un attento ascolto del mio corpo, anche io ho ripreso a correre, forse non quanto vorrei (posso sognarmi la maratona, pur avendo lavorato sulla postura e sulla tecnica di corsa, dopo circa 20 km appare il dolore, ma arrivo a fare le mezze con buoni risultati). Mi alleno tre volte a settimana e quando il dolore sacrale è forte, mi limito a lunghe camminate (pratico comunque trekking in montagna e non solo). Non so quanto durerà, spero a lungo, la la corsa mi fa stare meglio e la passione mi motiva, per ora.

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