Combattere la fame nervosa

Doverosa premessa. La fame nervosa non è un sintomo da sottovalutare MAI. Non credere che sia una sciocchezza. Non importa che età tu abbia, che lavoro tu svolga o se la tua vita sia piena di soddisfazioni o meno. La fame nervosa è un termometro preoccupante e non devi in nessun caso minimizzarlo. Rivolgiti al tuo medico e parlagliene senza vergognarti. Saprà consigliarti ed eventualmente indirizzarti da uno specialista competente. L’argomento mi sta molto a cuore e lo conosco personalmente.

Quella che segue va presa come una chiacchierata/conforto. Sicuramente è solo un momento di particolare stress e non una condizione psicofisica che deve allarmarti ma come diciamo sempre qui su RunLovers l’unico posto dove andare è solo uno. Il dottore. Non il web. Non tra i commenti di un articolo. Non su un articolo linkato che trovi nella pagina facebook. Con il cibo non si scherza mai.

Detto quello che di sacrosanto andava detto ecco come provare a fronteggiare questa stramaledettissima fame nervosa, o come renderti conto se ne sei affetto.

Pasti piccoli e frequenti.

Fare tanti pasti durante l’arco della giornata. Piccoli e frequenti e non abbondanti e concentrati in massimo due volte. Fondamentale per non fare addormentare il metabolismo -è risaputo- ma anche per darti quella sensazione di mangiare più spesso. La frutta secca o essiccata come spuntino -a dosi contenute- ti aiuterà.

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Avere sempre cibo sano a portata di mano.

Conservare in frigo sempre della verdura lavata e tagliata. Sì lo so potrebbe essere noioso ma se ti sorridono delle carote a bastoncino o del sedano forse hai più chance di rivolgere il tuo interesse a loro che a quel barattolo di cioccolato (chetusiamaledetto!!!)

Non è solo una questione di quantità.

C’è questa terribile diceria di utilizzare piatti piccoli in modo che il cibo sembri tanto. Ti prego: no. Non affidarti a queste sciocchezze ma alla tua testa. Alla tua percezione. Non c’è bisogno di mortificarti con piatti piccolini e bacchette per mangiare più lentamente. Se si tratta di un’insalata sai che può essere grande come un copertone della tua auto il recipiente mentre se si tratta di un fritto misto no (purtroppo lo so!). Sìì orgoglioso di te. Tu hai saputo “combattere” la porzione con la razionalità. Questo moto di ottimismo nei tuoi riguardi ti farà credere in te. Ci tengo a precisare che nel caso ci fosse bisogno di porzioni precise sarà il medico a indicarle correttamente perché non basta dire “prendi un piatto piccolo come misura” senza specificare correttamente che alimenti ci vadano a finire dentro.

Prima dei pasti principali.

Inizia sempre con l’insalata o con un antipasto che contenga molte verdure. Riempiti di queste in modo da non addentare tre panini e fiondarti sui buonissimi carboidrati tentatori. Questo “trucchetto” si dice da decenni e non è affatto una fesseria.

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Masticare. Il segreto che spesso si dimentica.

Cerca di concentrarti al massimo e mastica lentamente. Se ti tormenta la fame nervosa sicuramente starai ingoiando senza masticare bene (succede sempre. Non preoccuparti. Respira profondo. Non sei solo). Provaci. So che è difficile ma provaci. Sembrerà un tempo più lungo. Sembrerà più cibo. Sembrerà meno peggio. Se non ci riesci la prima volta stai tranquillo. Alla seconda andrà meglio. Perché il vero segreto è l’ottimismo. Fallire una volta non significa fallire sempre.

Attention, please!

Concentrati quando mangi e non stare al telefono o alla tv. Se sei in questo particolare momento guardare un film, un video su youtube o qualsivoglia distrazione ti farebbe mangiare di più senza rendertene conto. Facci caso. Osservati. Ti renderai conto che davanti ai video e letture si tende a mangiare di più e svogliatamente senza assaporare davvero il cibo. Come gesto meccanico.

Timer alla mano.

Darsi un tempo a volte è necessario e molti medici lo consigliano. Il tempo deve essere minimo di 30 minuti. In quei 30 minuti deve svolgersi lentamente il pasto (principale intendo). Allo stesso modo datti dei tempi per gli spuntini. Non dico di cronometrarti come nei 100 metri ma se mangi una barretta in 2 secondi e 22 è peggio che mangiarla in un minuto e mezzo, ecco.

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Siediti, sì.

Non mangiare mai in piedi. Mai. Un errore clamoroso che ti assicuro che fanno in tanti (e pure io!). Mangiare in piedi è quanto di più sbagliato si possa fare. Devi sederti e stare con la schiena dritta. Cercare di respirare anche bene. So che sembrano assurdità ma il vero dramma è che ormai mangiamo tutti meccanicamente. Per come siamo abituati. Purtroppo non è così. Esiste un modo e ci sono delle regole come in tutto.

Questi sono solo alcuni dei modi per combattere la fame nervosa nonostante la doverosa premessa sia il messaggio più importante da ricordare.

L’altro? Non sei solo. Passa. Impegno, forza e soprattutto saper chiedere aiuto.

 

Foto Testata: Ljupco

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Si dice che, all'inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell'ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla a quella sciacquetta di Alice. Dalle pendici dell'Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un'ora, poteva essere altrimenti? Ha pubblicato per Mondadori "Le ricette di Maghetta Streghetta", best seller in cima alle classifiche nelle categorie: gnomi da giardino, unicorni e cani retriever. Ti consigliamo di comprarlo - seriamente: è in cima alla classifica "cucina per le feste" - e di leggerla; il ricavato andrà all'AIRC quindi avrai un bel libro e contribuirai alla ricerca!

5 COMMENTI

  1. Mi capita spesso ma a momenti..
    Mangio in maniera salutare per 2-3 settimane, corro 2/3 volte a settimana (lavoro permettendo) ma arriva quella sera in cui in maniera abbastanza strana inizio a mangiare tanto, troppo e non me ne rendo conto.
    inizio col salato o frutta secca, per poi passare a cucchiaiate di nutella e tornare nuovamente al salato e poi concludere nuovamente col dolce.
    Ovviamente sul momento non realizzo lo schifo che sto combinando ma una volta finito mi pento di tutto e il bicchiere di nutella appena aperto, è completamente vuoto.
    è proprio fame nervosa, lavoro, trasferimento, posto nuovo.. la testa fa brutti scherzi.
    Il momento più brutto si presenta appena mi metto a letto, triste e pentito di quella abbuffata insensata

    • Ciao Paul,
      grazie a Felix che ha riportato i commenti in alto (purtroppo alcuni li perdo, scusami) ti ho potuto leggere. Premesso che Felix ti ha dato il consiglio migliore, ovvero quello di rivolgerti a un bravo nutrizionista magari specializzato nei disturbi alimentari o che abbia quantomeno un supporto psicologico, vorrei prima di tutto ringraziarti per aver scritto.
      Ammetterlo e riconoscere il problema è già segno di vittoria. Il binge eating disorder -ribadisco come ha giustamente scritto Felix- è a tutti gli effetti un disordine alimentare caratterizzato da abbuffate analoghe a quelle di soggetti bulimici. La differenza sta nel fatto che non vengono “eliminate” dal corpo volontariamente autoinducendosi il vomito.
      Mangiare in modo compulsivo -ahimè- è un chiaro segnale di un fortissimo stress che può celare molto. Tantissimo Paul.
      Il fatto che tu non te ne renda conto, come hai scritto, è il primo segnale e passare compulsivamente da un cibo dolce a uno salato e così via senza una ragione ed equilibrio un altro segnale ancora.
      A seguito dei cambiamenti. Che siano emotivi o di altra natura accade spesso che queste cose possano verificarsi.
      Ti parlo da amica. So che il termine amica non deve essere adoperato visto che non ci conosciamo. Suona un po’ “buonista”? Uhm. Allora ti parlo da.
      Una che ci soffre da una vita. Suona meglio? Lo spero (ma spero più amica, ecco).
      Sono stata bulimica. Sono stata altro e sono altro ancora. Soffro di disturbi alimentari da quando ho 15 anni. Da pochi anni l’ho ammesso a me stessa e quello è determinante.
      Sicuramente il tuo problema è temporaneo e legato a uno stress del momento ma ti prego di non sottovalutarlo.
      Perché i mostri si annidano.
      I mostri nel buio prendono corpo e forma. Alla luce no.

      Il pentimento. Se hai mangiato troppo è uguale alla vittoria se hai mangiato poco o addirittura niente.
      Il cibo dovrebbe essere solo allegria. Quando non lo è più significa che c’è un problema. E quando c’è un problema bisogna parlarne.
      Mi auguro di rileggerti presto sai?

      Mi dispiace così tanto che io abbia perso il tuo messaggio e spero tanto che tu mi leggerai.
      Ti abbraccio forte.

  2. Ciao Paul,

    ci sono passato anche io, hai descritto i miei stessi sintomi.
    Più il reggime alimentare è restrittivo più le abbuffate sono frequenti.
    Se vuoi provare ad “auto-aiutardi” ti consiglio il libro:
    – “Vincere le abbuffate. Come superare il disturbo da binge eating”
    – Oppure quelli di Riccardo Dalle Grave

    Oppure rivolgerti ad un nutrizionista con specializzazione in disturbi alimentari.
    E’ dura, ma se ne può uscire! Basta volerlo.
    In bocca al lupo

    Ciao

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