Ahia

"Ahia" è la cosa che dirai più spesso vedendo queste acrobazie di parkour che non vanno a finire proprio benissimo

Tempo di lettura: 1 minuto

Questo potrebbe essere il titolo più breve mai pubblicato su RunLovers. Però scusa, cosa si può dire di più per commentare questo video? Non solo “Ahia” riassume perfettamente il suo contenuto ma è anche l’interiezione che più frequentemente dirai vedendolo.

Cosa vedrai? Gente che salta, gente che si arrampica, gente che fa capriole e acrobazie. Ma soprattutto gente che si schianta praticando il parkour. In maniere più o meno pericolose e, si spera, senza gravi conseguenze.

Alcune scene sono impressionanti perché lasciano intuire che si siano fatti davvero male, altre partono in maniera così sballata che sai già che si concluderanno in maniera tragicomica. Insomma, si ride (anche) molto. O almeno io ho riso scompostamente più di qualche volta.
Ma io sono una brutta persona.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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