Vacci piano con l’entusiasmo

Articoli correlati

L’alimentazione dopo l’allenamento

In che maniera e con cosa bisogna alimentarsi dopo un allenamento? Vediamo nel dettaglio come gestire l'allenamento anche nell'alimentazione

Il caldo può farti correre meglio

Correre con il caldo non è solo un ottimo allenamento mentale ma anche fisico: ecco perché, secondo la scienza

Basta pancia! Ecco come farla diminuire in poche mosse

Come diminuire la pancia? Con la triade: alimentazione, allenamento e recupero/riposo. E qualche accorgimento.

L’allenamento per principianti per fortificare i muscoli

Specie quando hai iniziato da poco a correre ti concentri solo su quello: correre. Invece è meglio fare anche altri esercizi per fortificare il resto del corpo
Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

Tempo di lettura: 3 minutiUna delle leggi di Murphy dice che più una cosa ti entusiasma prima ti deluderà.
Non è vero. Non è una legge di Murphy ma potrebbe tranquillamente esserlo.

Quanti amici hai che un giorno ti hanno detto con aria complice “Oh, sai che ho iniziato a correre?”. Avevano una luce particolare negli occhi: determinata, infantile, gioiosa. Non potevano crederci nemmeno loro: da un pacchetto di sigarette al giorno a qualche chilometro al giorno. E la settimana dopo uno in più. Che bella cosa è la vita: un giorno sputi un polmone per il fumo e un mese dopo lo fai perché stai facendo delle ripetute.

Quanti ne ho visti anche io. Che si iscrivevano in palestra e dopo 3 sedute mi raccontavano che avevano perso “quasi 9 etti. In un giorno solo!”. Ho sempre sorriso amichevolmente glissando su un concetto trascuratissimo come le variazioni fisiologiche di peso e pensando fra me e me “Ci vediamo fra qualche mese fratello”.

Qualche mese dopo li ritrovavo con la sigaretta in bocca e una birra in mano. “E la corsa?” “Eh sai, mi si era rotta un’unghia. Correre era diventata una tortura”.
Eh già amico, già già.

Questi amici erano vittime del loro stesso entusiasmo. Vittime, letteralmente. Perché l’entusiasmo è un prodotto naturale dell’apprendimento di nuove capacità. Impari a fare una cosa che non pensavi di saper fare e improvvisamente sbielli: ti sembra che non debba esistere altro. Perché anche se fai fatica vedi che migliori e ti sembra che non ci sia limite al miglioramento. È come iniziare a vincere alla roulette: pensi che non finirà mai, che è la tua serata. E in quel momento resti fregato.
Che la corsa ti faccia star bene perché produce endorfine è risaputo: dopo aver corso sei drogato di endorfine, sei euforico. E l’euforia produce entusiasmo. Che è una sensazione stupenda: ti senti invincibile, stai bene, sei wow! Però ha un difetto: ti fa sottostimare le difficoltà. Le vedi con la coda dell’occhio ma fingi che non siano importanti.

Quando si molla

C’è un preciso momento in cui l’entusiasmo non basta più: succede quando il cervello, drogato di endorfine, ci si abitua. Si chiama assuefazione. E coincide con un altro fenomeno fisico naturale: non puoi migliorare indefinitamente. Se parti come un rottame i tuoi miglioramenti sono evidenti anche nel breve periodo. Quando diventi la versione migliore di te stesso però ogni ulteriore miglioramento è più faticoso da realizzare. Nella prima fase fai fatica ma vedi che migliori. Nella seconda fase fai la stessa fatica (anzi: forse ne fai di meno perché il tuo fisico è più allenato) ma la percepisci di più. E lo zuccherino del miglioramento non è più così dolce.
In quel momento qualcosa si rompe: la tua fiducia di farcela. La capacità di trovarci un senso.
La sigaretta e la birra sono lì che ti guardano. “Ehi amico, ci facciamo un giro?”.

Diffida dall’euforia

Se per natura non sei portato ad essere riflessivo ma ti fai prendere dall’entusiasmo, cerca di godere dell’euforia responsabilmente (sembra una pubblicità progresso o l’avvertimento sulle bottiglie di whisky). L’entusiasmo è bellissimo ed è contagioso. Ma devi renderti conto che è uno stato d’animo temporaneo. Dura davvero poche ore. Quello su cui è più importante lavorare è il grande vero fallimento di chi ci prova e poi molla. Si chiama costanza. La costanza è più forte di milioni di scariche di entusiasmo perché è costruita nel tempo, è solida, è silenziosa ma implacabile.
Come credi che Kipsang abbia stabilito il record del mondo in maratona? Perché più correva più si esaltava? No: l’ha fatto perché ha costruito una carriera sul metodo, sull’abnegazione, sulla precisione nel seguire i programmi. Sulla costanza: di allenarsi sempre e comunque, limando secondi, diluendo l’entusiasmo in poche piccole significative vittorie quotidiane e arginando lo sconforto per gli insuccessi. Più lentamente conquisti qualcosa, più è tollerabile non ottenerla subito.
Per vincere la sfida con te stesso devi costruire la strada per la vittoria lentamente, non trascurando nessun dettaglio.

Ok zio, quindi?

La tua storia con la corsa è una storia d’amore. E le storie d’amore non sono sempre belle, no? Capitano le incomprensioni e le litigate. Se ami veramente correre (se ami veramente te stesso, alla fine) devi essere disposto a perdonare, ad accettare cose che non ti piacciono. Tipo che non puoi migliorare sempre. Tipo che correre qualche volta non ti piacerà. È un motivo per smettere? No. L’amore è un atto di fiducia: sai che oggi il tuo amore non è stato ricambiato ma credi che averne avuto fiducia ti ripagherà un giorno.
E la corsa alla fine ti ripaga sempre: è una banca che dà sempre ottimi interessi per i risparmi che ci metti dentro.

E alla fine goditi l’entusiasmo che ti dà ma sappi che il vero piacere della corsa è molto più intimo, silenzioso. E duraturo. Come l’amore di una vita.

(Photo credits The Steve)

- Advertisement -

Altri articoli

15 COMMENTS

    • Grazie, ma non voglio entusiasmarmi per questo commento, sai mai che cambi idea. Scherzo! Grazie :)

    • Grazie mille :) Ecco: pensa solo che lo sconforto a volte è dovuto a questioni chimiche. Non ti manca la voglia ma ti mancano certe sostanze prodotte dal tuo organismo in circolo. Oppure ti manca la soddisfazione perché ti sembra di non migliorare. Ma l’unico modo per migliorare a correre è… correre!

  1. Condivido al 101%, non è l’entusiasmo che ci fa fa uscire con 2 gradi, pioggia, vento o con 30 gradi e un’umidità che manco tra le mangrovie in centramerica; al contrario è quel sottile e tagliente senso di soddisfazione che si prova nel buttare, come dicono quelli bravi, il cuore oltre l’ostacolo, nel rientrare a casa pensando “oggi ho dato veramente più di tutto!”, e questa soddisfazione, al contrario dell’entusiasmo, è in un serbatoio illimitato.

  2. Quando si butta il cuore oltre gli ostacoli si raggiungono sempre ottimi traguardi. Nella corsa e nella scrittura. Questo post ne è ulteriore prova.

  3. Bel post davvero!
    Voglio anche chiederti una cosa, credi che porsi degli obiettivi, al di là del miglioramento prestazionale, possa aiutare?
    D’accordo che ci assuefacciamo alle endorfine, ma porsi un obbiettivo agonistico (o meno) può essere la molla che ci tiene incollati alla strada e lontani dal divano?
    Seguo con interesse la discussione perchè io stesso ho ripreso a correre (da appena 4 mesi) dopo moltissimi anni e mi sono rivisto in molte delle cose che hai scritto.
    Ad esempio ho necessità di variare il percorso e gli orari per non farmi prendere dalla pigrizia ed ho fissato un obbiettivo per fine anno, forse un po’ troppo in là con le mie capacità, forse no, per darmi la motivazione che mi serve.
    Oltre ovviamente ad adorare la corsa e la sensazione che mi da nel momento in cui corro.

    • Ciao Antonio e grazie per le tue parole. Sì, porsi degli obiettivi è fondamentale. Alcuni scelgono di fare delle gare per avere una motivazione tangibile e per potersi preparare di conseguenza. Io scelgo un altro tipo di obiettivo, più sfumato e meno concreto ma non per questo meno efficace: fare sempre di più o, se non ci riesco, essere costante. Fare di più per esempio per me ha significato introdurre nei giorni di riposo degli allenamenti di interval training (in 15-20 minuti te la cavi). Essere costanti è legato più alla soddisfazione personale: mi impongo di correre 3/4 volte alla settimana, non conta quanto o con che tempo, ma conta farlo. Come noto non sono veloce, non punto particolarmente a migliorarmi ma sono molto costante. Ecco: per me la motivazione è un patto che faccio con me stesso. Rispettarlo mi fa star bene, e questo mi basta (per ora).

  4. Guarda io oggi proprio ho voluto strafare e mi d sono beccato un colpo di calore. Ora sono a letto molto meglio di stamattina ma che spavento! Sono un runlovers non un runner. Questo mi deve entrare in testa x ascoltare il mio corpo. Ciao a tutti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

- Advertisement -

News più recenti

New Balance Fresh Foam More v2 e Trail v1: do more

Su strada e fuori strada: New Balance presenta due importanti novità che promettono ammortizzazione, sicurezza e leggerezza

Lo strano caso delle scarpe LIDL

LIDL ha messo in vendita delle sneaker per cui tutti sono impazziti, fino a pagarle cifre assurde

Il latte di mandorla siciliano

Sorseggiato con del ghiaccio sotto il patio e un libro in mano guardando le onde. Ecco la vera Estate siciliana

L’alimentazione dopo l’allenamento

In che maniera e con cosa bisogna alimentarsi dopo un allenamento? Vediamo nel dettaglio come gestire l'allenamento anche nell'alimentazione

Il caldo può farti correre meglio

Correre con il caldo non è solo un ottimo allenamento mentale ma anche fisico: ecco perché, secondo la scienza

Brooks Glycerin 18, missione morbidezza e protezione

Più morbide, più leggere, sempre reattive e versatili: ecco la 18a versione delle Brooks Glycerin

Wilson Kipsang squalificato per 4 anni

Dopo le indagini, la sentenza: quattro anni di squalifica per Wilson Kipsang
- Advertisement -

Scelti dalla redazione

Ti scrivo su Telegram

Nasce il canale ufficiale Runlovers su Telegram. Lì ti avviseremo in tempo reale sull’uscita di nuovi post, news, appuntamenti e approfondimenti.

La bici nell’Ironman

Per molti versi, la prestazione in un ironman si decide nella frazione in bici. Ecco come affrontarla, pianificarla e gestirla al meglio.

Correre con il caldo

Se non vuoi rinunciare a correre anche d'estate e col caldo, almeno fallo seguendo i consigli di RunLovers.