E L’Estate la salutiamo così

Una Torta semplice e gustosa con corn flakes, panna e fragole

Siamo ufficialmente in Autunno e dopo esserci lamentati, a buona ragione, per questa Estate umida, caldissima e opprimente saremo lesti a cogliere le meraviglie che la prossima stagione ci riserva: i primi raffreddori, le prime piogge, i primi mal di testa per i repentini sbalzi di temperatura e quei piccoli e passeggeri esaurimenti nervosi per il vento e il naso colante. Non troveremo i fazzolettini e ci lamenteremo. Volevamo andare a correre ma c’è troppo buio-troppa pioggia-troppa nebbia-troppe pozzanghere-troppo freddo. Insomma sì siamo pronti a lamentarci – prede di una dilagante meteoropatia – anche per l’Autunno. Come tutto il resto dell’anno, a dirla tutta. Aspetteremo con bramosia il Natale per dire che non vediamo l’ora di attorcigliarci insieme alle luci dell’Albero ma anche lì sarà un Inverno in attesa della Primavera che per via dell’impollinazione verrà detestata portando allergie. E via che si ricomincia! Un meraviglioso ed estenuante lamento continuo, sintomo di una sola cosa: siamo diventati vecchi. Ed è così che voglio cominciare questo Autunno con te, mio adorabile RunLover: con una bella botta di ottimismo! Sei felice, lo so.

Le fragole hanno una stagionalità diversa a secondo del clima (volevo continuare a dire ovvietà, oggi) ma negli ultimi anni in Trentino e Veneto c’è una specializzazione sulle varietà cosiddette “rifiorenti” che forniscono due raccolti: a fine primavera e Settembre e Ottobre. Adesso mi piacerebbe dire che sono andata lì a raccoglierle per voi con un cestino di vimini e abbigliata in stile tirolese con la variante delle scarpette da running, ma mentirei. Non mi confaccio alle vere Food Blogger, quelle serie, che ricercano il prodotto e lo valutano accuratamente. Io le ho acchiappate dal Santo Fruttivendolo di Fiducia. Facciamo che c’è andato lui vestito tirolese? Non essendo una vera Food Blogger, ma soprattutto non essendo seria, non ho chiesto neanche da dove arrivassero. Perdonami ma ho una buona scusa: la macchina parcheggiata in tripla fila perché sono orgogliosa cittadina sicula, ligia a rispettare il codice stradale. Tutto questo per dire cosa? (sono concisa vero?). Che ti ho visto con la faccia inebetita fissare lo schermo dicendo ” ma perché le fragole adesso?” ed è per questo che mi sono premurata di dirti che le fragole a fine settembre ci sono eccome, e sono pure buone e che io sono una cretina che parcheggia in terza fila. Per fugare eventuali dubbi, qualora ne fossero rimasti (ma non credo).

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A dirla tutta poi è anche una ricetta che si può fare con qualsiasi tipo di frutta tu preferisca. È innegabile però che questo frutto abbia da sempre un appeal sensuale e goloso se abbinato alla panna (e non ne ho mai capito il reale motivo, lo confesso: per me le fragole stanno meglio con i fagiolini e l’aceto balsamico. Rivedi il capitolo: food blogger non seria e incompetente).

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Ma le fragole fanno bene a noi Runner?

Benissimo! Le fragole sono ricchissime di vitamina C, calcio, ferro e magnesio e sono consigliatissime per chi soffre di reumatismi. Combattono i raffreddori e aiutano a mantenere sotto controllo la pressione e la fluidità del sangue (combattono pure l’alito cattivo, lo sapevi?). Infinite e incredibili proprietà che ci tornano in aiuto proprio durante questo specifico cambio stagione. Approfittare di queste ritardatarie, insomma, una brutta idea non è. Come dicevo però non significa che non si possa comporre questa torta con una incredibile varietà di frutta. Con i mirtilli ad esempio o qualsiasi frutto di bosco senza dimenticare i fichi (che con i latticini sono generalmente una goduria) e l’uva.

E i Corn Flakes?

A me non piacciono neanche tanto i Corn Flakes, ma basta leggere solo la storia dei fratelli Kellogg per voler loro bene. Ci sono tantissimi cereali che sarebbe meglio prediligere ma diciamolo: questi si trovano ovunque e se non si ha tempo da perdere (o non lo si vuole) possono essere i primi a instradarci nel meraviglioso cammino che porta a delizie più naturali e meno elaborate come l’avena, per dire (io qualche volta faccio il porridge e il primo che urla “sbobbaaa!!” mi sente, intesi?!). I Corn Flakes sono un’ottima base per la costruzione di ricche merende come questa che rimane più che altro una tra le infinite idee che puoi realizzare. Contengono zucchero e mais e possiedono diverse tipologie di vitamine molto interessanti oltre che il ferro. Hanno un valore nutritivo pari a 380 Kcal per 100 grammi circa e i carboidrati sono intorno ai 90 non di più.

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Se non si ha tempo e voglia di preparare questa torta, che rimane appunto un esempio per rielaborare cereali e annessi, anche dei deliziosi bicchieroni con yogurt (anche di soia o greco) insieme a corn flakes e frutta fresca (un po’ di succo d’agave-miele-sciroppo d’acero-sciroppo di mela) rimane un’ottima idea per una colazione/merenda veloce, gustosa e golosa.

La Ricetta

Ingredienti per 6 persone circa:

  • 4 dl di latte
  • 150 grammi di miele
  • 100 grammi di Corn Flakes
  • 2 dl di panna fresca
  • 1 cucchiaio di zucchero a velo
  • 500 grammi di fragole o qualsivoglia frutta si preferisca

Versa in un recipiente grande il latte e aggiungi il miele. Mescola fin quando tutto è amalgamato e se ti piace la nota alcolica aggiungi adesso circa 0.7 di Rum (ma a merenda e colazione direi di no). Versa a pioggia i Corn Flakes e mescola con un cucchiaio di legno e lasciali riposare 20 minuti. Il tempo è necessario affinché questi assorbano il liquido. Monta la panna a neve fermissima con lo zucchero a velo dentro una ciotola di acciaio precedentemente raffreddata in freezer. Elimina i piccioli dalle fragole (alcuni lasciali per decorazione) e lavale. Asciugale bene con un panno asciutto e pulito. Tagliale a metà. Disponi sul fondo della tortiera a cerniera i Corn Flakes e livella per bene. Copri con metà della panna e poi metà delle fragole. Sovrapponi i corn flakes rimasti e poi ancora fragole e panna magari adoperando la sac-à-poche in modo da fare adorabili ciufetti coreografici. Chiudi con fragole o come preferisci. Deve stare almeno 3 ore in frigorifero prima di essere servita.

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Si dice che, all'inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell'ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla a quella sciacquetta di Alice. Dalle pendici dell'Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un'ora, poteva essere altrimenti? Ha pubblicato per Mondadori "Le ricette di Maghetta Streghetta", best seller in cima alle classifiche nelle categorie: gnomi da giardino, unicorni e cani retriever. Ti consigliamo di comprarlo - seriamente: è in cima alla classifica "cucina per le feste" - e di leggerla; il ricavato andrà all'AIRC quindi avrai un bel libro e contribuirai alla ricerca!

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