5 Regole per affrontare con coraggio il nemico: Il Supermercato!

RunLovers ti accompagna nell'impervio cammino tra gli scaffali dribblando gli insidiosi pericoli

Tempo di lettura: 6 minuti

Abbiamo fatto colazione, pranzo, merendacena insieme. Ci siamo dissetati con smoothie, centrifugati, frullati e acqua aromatizzata. Non ci siamo fatti mancare lo snack a base di patatine e creme spalmabili al cioccolato senza dimenticare le imprescindibili barrette energetiche. Abbiamo chiacchierato sui  carboidrati, proteine e grassi e imbottito panini a base di carne senza dimenticare quelli di legumi. Abbiamo condito magistralmente insalate con il tofu per non farlo sembrare polistirolo e costruito tartare con il salmone come torrette di salute e benessere. Abbiamo reso giustizia al pollo con versioni multigusto. Pure ripassato insieme 5 delle infinite regole per mantenersi leggeri mangiando e tantissimo altro. Ma allora cosa ci manca davvero in questo triste Lunedì?

Ci manca la Rubrica del Runner al Supermercato! (lo dico sempre che il Lunedì sragiono più del solito). Il Lunedì che cambierà tutto è questo, te lo dico io! Niente sarà più come prima. RunLovers non ti abbandona mai e per questo motivo ha deciso di venire al supermercato con te (non vuoi tenerci neanche dentro al portabagagli? Fa niente. Ti corriamo dietro).

Quando si prende la coraggiosissima decisione di nutrirsi al meglio il primo nemico da affrontare è solo uno: il supermercato; a ben pensarci anche il frigorifero, amante delle notti più bollenti. Perché ci siamo ritrovati tutti avvinghiati a lui -che fosse possente a quattro ante o rassicurante a due-  mangiando mestolate di maionese a imbottire segretamente panini. Oggi quindi nel giorno più triste della settimana che coincide non di rado, ahimè, con l’agghiacciante frase “Da Lunedì mi metto a dieta” si comincia questa saga (e purtroppo non sagra di polenta, salsiccia e funghi) per affrontare al meglio l’impervio cammino tra gli infiniti scaffali manco fossimo nei gironi dell’inferno. Corridoi pieni di tentazioni, scatolette traditrici, barattoloni che celano scritte fuorvianti e confezioni con la dicitura “light” che cercano di convincerci millantando grassi zero (vade retro Grassum Fintus!). Fare la spesa ormai è diventato un esame a tutti gli effetti. Alla cassa cerchiamo di nascondere prodotti con l’olio di palma nella speranza che nessuno se ne accorga (metti che la cassiera è una salutista convinta! Se vede che acquisti un determinato prodotto bene che va te lo batte due volte o ti leva due punti per vincere il tostapane, te lo dico io! E a noi quel tostapane tocca di diritto!). Non possiamo agguantare nulla che contenga lattosio o glutine senza che lo sguardo indagatore dei passanti davanti al banco frigo ci trucidi. Se prima si andava al supermercato per scorazzare felici tirando il carrello adesso solo con l’ansia da prestazione si perde il fabbisogno calorico giornaliero davanti al reparto marmellate (seeeee! magari!).

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(nessuno dica “non vado al supermercato” perché faccio una strage!)

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Cominciamo con le 5 Regole per diventare un Runner tuttodunpezzo al Supermercato? Bene. Parte uno. Il tragico inizio.

Senza zucchero- Light- Zero- Sugarfree? Leggenda?

I produttori ormai perdono più tempo a cercare di inserire nel Packaging scritte di tal tipo che a impegnarsi a nuove formulazioni. I prodotti senza zucchero sono in crescita e non perché siamo stati tutti colpiti improvvisamente da diabete, che è una malattia seria su cui non bisogna fare ironia, ma semplicemente perché lo zucchero raffinato bianco è entrato  (finalmente) a far parte dei demoni più temuti. Quello che però  raramente emerge, come nella composizione dei prodotti fantomatici light, è che spesso non vi è presenza di zucchero raffinato bianco d’accordo ma comunque fruttosio, maltitolo, glucosio e un interminabile etcetcetc. Questo non significa che sia sugarfree ma che non ci sia un determinato tipo di zucchero. Cosa voglio dire? Che il fruttosio, zucchero estratto dalla frutta, e compagnia bella sono sicuramente meno dannosi del demone in questione ma il consumo va comunque moderato perché i picchi di glicemia non è che non avvengano ugualmente eh (eh è detto come una vecchia zia rompiscatole, sì). L’appeal di queste scritte è innegabile. In moltissimi credono ancora che la versione light di un formaggio faccia sì che ognuno possa tappezzarcisi tutte le parete dello stomaco. L’etichetta e la tabella nutrizionale, per legge presente su ogni prodotto, chiarisce la vera componentistica ed è fondamentale leggerla.

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(e vi supplico: zucchero di canna non significa nulla. Ce lo tatuiamo sulla fronte tutti, per piacere?)

Dimmi di sì. Dimmi che il formaggio sìììì!!!

Ci facciamo poi settecento post sui formaggi, giusto per non esagerare ok? Ma la prima regola da seguire è: stai lontano da quelle maledette sottilette, formaggini e cremine varie (soprattutto se hai i bimbi in casa). Non è formaggio, te lo posso giurare su tutta la mia collezione preziosa di nani da giardino. Non è davvero formaggio quello. Se hai una sacrosanta voglia di formaggio è comprensibile e giusto ma anche in cuor tuo sai che si sta parlando di latte, caglio e poco altro. Se hai due minuti di tempo prendi uno dei prodotti più pubblicizzati e famosi e guarda l’etichetta. Ti ritroverai tra le mani componenti agghiaccianti che hanno agglomerato per noi dando semplicemente la forma  e il gusto di formaggio (e molte volte neanche quelle). Esempio stupido? Eccolo: la vanillina (prodotto chimico da laboratorio) e la bacca di vanigia (uh la natura che meraviglia!). Il formaggio, quello vero intendo, esiste e vive tra noi. Bisogna cercarlo e non tra scritte light, zero colesterolo e solo il cielo sa cosa.

I biscottini? Posso prendere i Biscottini?

Sì. Sìììììììììììì!  Non bisogna eliminarli dalla dieta questi stramaledetti carboidrati. Neanche se devi perdere peso. Te lo dice una cretina che ha perso 80 chili con una proteica (pericolosissima basata sulla chetosi) e che per ristabilire certi valori ce ne ha messo di tempo (e i danni psicologici sono ancora visibili). L’eliminazione dei carboidrati è solo un gesto ignorante. Fermati al reparto della pasta e dei biscotti. Non correre via urlando “noooooooo!!! non mi avreteeeeeeeeeee!!! maledetti carboidratiiiiiiiiiiii!!!”. Eliminali dal carrello e prendi coscienza di star sbagliando tutto. Senza i carboidrati un Runner non va da nessuna parte. La gamma di carboidrati integrali è infinita. La scelta dei cereali è aumentata esponenzialmente. Vanno assolutamente prediletti nelle ore diurne, senza mai farli mancare al mattino per la prima colazione. Comincia ad assaggiare l’avena, il farro, orzo, miglio, crusca, bulgur e la quinoa se non lo hai mai fatto. Avvicinati ai “nuovi prodotti” senza paura. Non infilare sempre la stessa cosa nel carrello affidandoti a quelli che reputi porti sicuri. Sperimenta. Apri la mente e non temere che il gusto non possa piacerti. Può capitare, ovvio ma è nell’ardire e il coraggio che si scoprono cose belle.

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Ma questi semi sono per i canarini?

Ma che sono tutti questi semi che circolano ultimamente? Lo so. Tutti stanno assistendo attoniti a questa rivalsa dei semi. Gente che li mette nell’insalata, nei dolci e folle impazzite per i semi di chia. La cosa sorprendente? Esistono da sempre. Sono cibi antichi come le farine integrali. Si sta tornando al “cibo antico” perché la raffinazione e l’industrializzazione ha solo portato malessere, disturbi alimentari e malattie. Niente terrorismo per carità ma molto sinteticamente il discorso è questo. Semi di ogni tipo e sorta si trovano ormai in tutti i supermercati e non solo negli spacci biologici di fiducia di gente invasata e votata all’alimentazione sana. Fermati al reparto dei semi e scegli i mix che solitamente si trovano per condire le insalate o altrimenti abbandonati ai più buoni che generalmente sono quelli di girasole, zucca e canapa. Piccoli scrigni di vitamine e sostanze nutritite contengono un valore energetico importante per noi Runner.

L’olio nel carrello per le fritture lo infilo o no?

Subitooooooooo! (tocca fare un piccolo bignami pure sull’olio, mi sa). L’olio lo devi proprio andare a cercare, abbracciare e poggiare dolcemente nel tuo bottino. L’olio extra vergine d’oliva spremuto a freddo, sì. Preferiscilo sempre a freddo per condire. Me lo prometti?

Ma se mi voglio friggere una bella melanzana per farmi la parmigiana che devo fare? Sono candidato all’esplosione del fegato? No mio adorabile amico. Però ecco che ti dico giusto due cosette (lo so mi odi. Mi odio anche io). 

  • Mai superare i 180 gradi per far sì che siano difficili le alterazioni e quindi le conseguenze. Avere una friggitrice con termostato sarebbe cosa buona e giusta per questi peccati di gola consentiti ma con parsimonia; altrimenti munirsi di un bel termometro da cucina che male non fa (lo so che stai pensando “ehhhh io non ce l’ho questo tempo!” e hai ragione ma. Il punto di fumo è fondamentale)
  • Assorbire sempre l’olio in eccesso poggiando l’alimento ancora ben caldo e appena tolto dal fuoco su carta assorbente cercando di tamponare quanto più possibile.
  • Non salare in cottura ma solo dopo aver tolto l’alimento dal fuoco perché l’operazione “ci butto un pochino di sale mentre sfrigola” accelera solo i processi di alterazione intervenendo nell’acqua contenuta all’interno dell’alimento stesso.
  • Non adoperare per più di una volta l’olio (fa male. Amen) e conservarlo al buio perché la luce ne altera le proprietà.
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Andare al supermercato insieme diventerà divertente (fingi o piango, intesi?). Ritornerai a spingere il carrello felice, senza rinunciare al gusto e con un portafogli sorridente (ahimè alcune cose costano tanto, hai ragione). Eliminare le schifezze prediligendo basi sane su cui costruire palazzi di salute non è solo possibile ma necessario. Per avere una lunga vita in salute. Per te e per chi ami.

C’è forse qualcosa di più importante?

Ci vediamo al Supermercato uno di questi Lunedì ok? (lo so che accelererai fortissimo e non mi porterai con te)

(ma io ti raggiungerò*va va via ridendo sadicamente)

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Si dice che, all'inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell'ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla a quella sciacquetta di Alice. Dalle pendici dell'Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un'ora, poteva essere altrimenti? Ha pubblicato per Mondadori "Le ricette di Maghetta Streghetta", best seller in cima alle classifiche nelle categorie: gnomi da giardino, unicorni e cani retriever. Ti consigliamo di comprarlo - seriamente: è in cima alla classifica "cucina per le feste" - e di leggerla; il ricavato andrà all'AIRC quindi avrai un bel libro e contribuirai alla ricerca!

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