Perché la GoPro è inutile per chi corre

E qual è un'alternativa migliore

Se pensavi questo fosse un articolo pieno d’odio e risentimento ingiustificato verso un prodotto puoi tranquillamente fermare qui la tua lettura perché non troverai assolutamente nulla di tutto ciò.

Scrivo perché da qualche anno ho una GoPro e mi sono reso conto che – a parte agganciarla al casco quando esco in bici – non l’ho mai usata per correre.

Mi spiego: come prodotto, tutta la linea GoPro (compresa la nuova e bellissima Hero4 Session) è una figata. Colori vividi, un obiettivo fisheye che fa filmati e foto molto emozionanti, facile da usare anche collegata al telefono, leggerissima, GoPro sembrerebbe davvero la ActionCam perfetta per immortalare le nostre imprese sportive MA. Già, perché c’è sempre un “ma” e in questo caso, soprattutto per chi corre, non è affatto trascurabile.

GoPro non ha alcuna forma di stabilizzazione ottica (si può stabilizzare in postproduzione dopo ma la situazione è molto diversa). Cosa significa questo? Che la camera registrerà ogni singola vibrazione o minimo movimento, rendendo il filmato inguardabile, provocando episodi di “mal di mare” a terra.

Chiaramente, se usi la Hero attaccata a una tavola da surf o a uno skateboard (o qualunque altro oggetto si muova in modo fluido), il problema non si pone ma se corri è decisamente un gran casino. Serve a poco registrare un filmato in 4K se poi non puoi riguardare le tue riprese. No?!

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Per le foto la questione è diversa perché comunque si prevede che tu sia fermo, anche se non sai bene cosa stai inquadrando. Però, grazie alla comoda app per smartphone puoi vedere – anche se con un certo ritardo – quello che inquadri. Peccato che le GoPro Hero, quando hanno anche il WiFi attivo, consumino più energia di quanto facesse Keith Richards con l’alcool ai tempi d’oro.

Ripeto. E continuerò a farlo. Stiamo parlando di un prodotto che in genere è letteralmente una figata ma, per correre, no. Decisamente no.

E quindi cosa compro?

È una domanda che mi sono posto per circa 2 anni mentre uscivano nuove ActionCam (e quelle di Garmin e TomTom mi hanno incuriosito molto) ma – alla fine – ho optato per un modello di casa Sony.

sony_AS200V

La HDR-AS200V (nome impronunciabile e impossibile da ricordare; GoPro Hero è molto più figo, ammettiamolo) ha una caratteristica che mi ha fatto scegliere senza grosse titubanze: Sony HDR-AS200V ha lo SteadyShot. Ovvero il sistema di stabilizzazione elettronico dell’immagine. E ce l’hanno anche le sue sorelline (i modelli meno costosi) e la sua sorellona (FDR-X1000VR, la versione che fa le riprese fino a 4K). Dai primi test con il kit per fissare la cam al petto, i risultati sembrano molto molto molto superiori a quelli fatti con GoPro. Prossimamente posterò qualche video (intanto qui sotto c’è quello fatto dal triatleta Alberto Mizzotti fatto con la FDR-X1000VR).

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Parliamo sempre di video FullHD, fps elevato dalla risoluzione HD (720) e – ma questo è il mio gusto personale – dei colori molto vividi e piacevoli.

La AS200V ha il WiFi per collegarla al telefono, GPS, ha ottiche Zeiss, registra anche in formato XAVC S, è piccolissima (24,2 x 46,5 x 81,5 mm) e pesa 93 grammi e la batteria dura circa il 25/30% più della GoPro. Nonostante le piccole dimensioni puoi maneggiare la ActionCam Sony in modo molto più sicuro e comodo rispetto a GoPro. Peccato non abbia ancora la miriade di accessori offerti dalla Hero ma, quelli che ci sono, bastano. In fondo con il fissaggio al petto, quello per il caso, il manubrio della bici e il polso sei già apposto. Io, lo ammetto, ho comprato anche l’imbracatura per il cane. Così mi porto l'”operatore” quando vado a correre.

Insomma, una ActionCam anche per chi corre. Finalmente.

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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