RunLovers meets Martina Dogana

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Leì è Martina Dogana, ha 35 anni, è veneta e quando si tratta di triathlon o, meglio, di Ironman, spacca tutto quello che c’è da spaccare.
Nel 2008 vince l’ironman Nizza e nello stesso anno vola a Kona nelle Hawai per la finale mondiale che conclude classificandosi al 15° posto, stabilendo la migliore prestazione cronometrica di un’italiana (9 ore 49 minuti e 20 secondi). Sempre all’Ironman di Nizza arriva terza nel 2009, seconda nel 2011 e quinta nel 2012. Nel 2011 vince l’Ironman 70.3 di Pescara, dove tra l’altro è arrivata seconda anche l’anno scorso.
Fuori dal circuito Ironman, Martina ha vinto il Challenge di Vichy nel 2012. Nel 2013 si è classificata prima nel Triathlon internazionale di Mergozzo e all’Irondelta. E se ancora non vi basta, sappiate che la fanciulla ha al suo attivo anche un primo posto al Desafio Dognana nel 2009 e due secondi posti nel 2010 e nel 2011.
Ciliegina sulla torta, la scorsa estate a Barberino del Mugello, Martina si è laureata (per la quinta volta!!) campionessa italiana di triathlon sulla media distanza.
Può bastare? No perchè ci sarebbero ancora diversi piazzamenti importanti in giro per l’Italia e il mondo che ho evitato di elencare nel timore che alla fine potesse risultarvi antipatica da quanto è forte!
Invece Martina non solo è simpatica, ma è anche una bella persona e un’atleta modesta, pulita e veramente innamorata del suo sport. Non solo una RunLover ma una vera TriLover!
Ho quindi atteso che vincesse anche l’Israman 2015, e finalmente Martina è stata ben felice di rispondere alle nostre domande.

Ciao Martina! Per prima cosa, complimenti a nome di tutta la redazione di RunLovers per la vittoria all’Israman. Ci racconti come è andata la gara?
Vi ringrazio! Era la prima gara stagionale, con tutte le incognite del caso aumentate dal fatto che in tanti anni non avevo mai gareggiato prima a gennaio. Diciamo che allenarsi a dicembre e gennaio è stato duro, e per fortuna che non ha fatto un inverno freddissimo! La gara era molto dura: soprattutto i percorsi si bici e di corsa erano impegnativi. Per farvi capire nei 90km di bici c’erano 1800m di dislivello positivo, mentre nei 21km di corsa il dislivello era di quasi 900m…in discesa! Una gara molto muscolare resa un po’ più dura dal vento che spirava dalle montagne. Io ero preparata e diciamo che meglio di così non poteva andare, visto che ho condotto la gara dall’inizio alla fine!

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Quando, come e perché hai iniziato a dedicarti al triathlon?
In realtà ho iniziato seguendo i miei genitori: un amico di famiglia ha convinto prima mia madre e poi mio padre, da sempre molto sportivi, a provare questo sport nuovo. Io ero ancora piccola e nei weekend li seguivo ancora, così è stata una conseguenza quasi naturale provare una gara promozionale.

La tua prima gara? Come è andata? Che emozioni ti ha dato? Il primo impatto con la “transition zone”?
La mia prima gara di multidisciplina in assoluto è stato un duathlon promozionale all’interno dell’autodromo di Imola, nell’autunno del 1994. Ricordo solo i crampi a fine gara!!
La mia prima gara di triathlon invece l’ho disputata il 7 maggio 1995 al Lido delle Nazioni e ho ricordi molto più nitidi. Ricordo che era tipo la terza volta che salivo su una bici da corsa e che ero tra le poche a nuotare senza muta, ma nonostante ciò non arrivai ultima. Anzi mi divertii un sacco e decisi di provare ad allenarmi con un po’ più di metodo e per questo i miei mi iscrissero alla Rari Nantes Marostica, l’unica società di triathlon in provincia di Vicenza.

La tua gara più bella invece o comunque quella che ricordi più volentieri?
Sicuramente ogni gara ha la sua storia e i suoi ricordi. Quella che rivivo sempre con grande emozione è l’Ironman di Nizza del 2008, quando vinsi stabilendo anche il record della gara. Questa gara ha sicuramente cambiato la mia carriera e mi ha aperto molte porte oltre che a darmi molta fiducia nei miei mezzi. Le emozioni che ho vissuto quel giorno sono difficili da spiegare a parole, credo che solo chi fa sport, meglio se di resistenza, possa capire cosa si prova a raggiungere un obiettivo rincorso per tanto tempo e con tanto sudore.

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E quella più sofferta?
Di nuovo l’Ironman di Nizza, ma quello del 2009. Ero in uno stato di forma molto buono, ma il giorno prima della gara ho cominciato ad accusare mal di pancia e di schiena, cose da donne!, non mi succede molto spesso, ma stavolta le fitte erano molto forti. Sono partita per la gara e a nuoto non ho avuto problemi, mentre in bici è stato un vero calvario, soprattutto in salita, perché non riuscivo ad alzarmi in piedi. Ho cercato di stringere i denti e nell’ultima parte del circuito, che è in discesa, ho anche recuperato qualche minuto. Ma in t2 sono arrivata con un ritardo di più di 20 minuti dalla testa della corsa. Mi sono detta che non avevo più nulla da perdere e a quel punto ho cominciato a correre forte, la schiena non mi faceva più male e il tifo mi ha aiutato tantissimo. Morale della favola: ho corso la maratona in 3h01, superando tante avversarie e tagliando il traguardo in terza posizione!

Conciliare al meglio la preparazione ad alti livelli di tre discipline sportive con gli altri impegni della giornata non è facile, tu come fai? Quante volte ti alleni al giorno? Come ti alleni? Ci descrivi la tua giornata tipo?
Innanzitutto ci tengo a precisare che il triathlon è uno sport composto da tre discipline, non sono tre sport diversi! Ogni allenamento è in funzione degli altri, non fine a se stesso, e spesso si simulano situazioni di gara con gli allenamenti combinati. Io mi faccio in media 12 allenamenti a settimana, principalmente al mattino perché i pomeriggi/sere lavoro. Tre pomeriggi, prima del lavoro in piscina, svolgo gli allenamenti di nuoto. Le mie giornate sono densissime: sveglia verso le 7, colazione abbondante e faccende domestiche. Poi mi preparo per l’allenamento di bici o di corsa e parto, d’inverno verso le 10 per sfruttare le ore più calde, d’estate un po’ prima anche perché gli allenamento sono più lunghi. Due giorni a settimana insegno spinning in palestra quindi faccio uno spuntino prima e uno dopo la lezione, altrimenti pranzo e cerco di ritagliarmi una mezz’ora per riposare. Quindi via in piscina per nuotare e per lavorare fino a sera quando rientro in casa bella cotta. Generalmente dopo cena sono talmente stanca che non mi metto neanche a guardare la tv, a meno che non ci sia qualche evento sportivo importante o un bel film o qualche documentario interessante. Per fortuna che anche Mirco, il mio ragazzo, arriva a sera stanco dal lavoro e dal suo allenamento e mi capisce!

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Segui un’alimentazione particolare?
No, mangio di tutto e tanto! Diciamo che ho avuto una buona educazione alimentare che mi aiuta molto.

Tra il nuoto, la bici e la corsa, qual è la tua disciplina preferita? Perché?
Sicuramente la corsa perché ho iniziato quand’ero bambina e mi riesce facile.

E quella che ti piace di meno? Perché?
In realtà mi piacciono tutte. All’inizio faticato molto a nuoto perché non ho mai praticato questa disciplina a livello agonistico, ora invece tribolo un po’ di più in bici perché il livello femminile nelle gare internazionali si è alzato tantissimo negli ultimi anni.

Martina Dogana e i social network, qual è il tuo rapporto?
Diciamo che ormai è diventato un lavoro! Sono su Facebook, Twitter, Instagram, ho un sito personale e un blog… è dura star dietro a tutto, ma lo faccio volentieri perché ho tanto tifosi che mi seguono e mi fanno sentire il loro calore anche quando gareggio lontano.

Martina Dogana atleta e scrittrice. L’anno scorso è uscito il tuo libro “Triahlon. Regole, materiali, tecniche e allenamento spiegati da una campionessa”. Come è nata quest’idea? Colpa di Linus?
No no Linus l’ho coinvolto solo alla fine del progetto, quando gli ho chiesto se aveva voglia di scrivere la prefazione. In realtà, come ho scritto nell’introduzione, è grazie ad un amico triathleta che mi ha messo in contatto con la casa editrice Hoepli. Loro stavano cercando qualcuno che scrivesse un manuale sul triathlon e abbiamo subito trovato l’accordo. È stata una bella esperienza, anche se molto impegnativa, ma sono contenta del risultato. È una guida al mondo del triathlon in cui ho cercato di guidare in maniera semplice e concreta, un neofita a scoprire questo mondo tanto affascinante. Spero che sempre più persone si avvicinino al triathlon e possano capire la magia di questo sport.

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Impegni per il 2015?
Ora mi sto preparando per il Cannes International Triathlon, poi partiranno le gare in Italia (Challenge Rimini e 70,3 Pescara) e a fine giugno ho in programma l’Ironman Austria.

(Photo credits Marco Bardella)

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