Lo Strudel leggero ed energetico per il Runner

dal profumo inebriante

Tempo di lettura: 3 minuti

Sì il panettone e il pandoro, a prescindere. Sì i dolcetti tipici (buonissimi!) che sforna ogni diversa regione ma sono in moltissimi a non saper rinunciare a un dolce tipico natalizio che contiene meraviglie. Quale? Lo Strudel!

Lo strudel è un dolce tipico del Trentino Alto Adige  ma pare che le sue origine siano turche; come la stragrande maggioranza dei dolci ungheresi, polacchi e albanesi le origine sono mediorientali ed è per questo che il più delle volte portano tra le trame di frolla un sapore speziato, dolce e fruttato. La mela, per chiare ragioni, è una declinazione onnipresente ma a seconda del gusto si può variare in infinite declinazione. Le migliori per questo dolce sono le renette ma anche le golden andranno benissimo.

Allo stesso modo si può adoperare la frutta secca che si preferisce: noci, mandorle, nocciole, pistacchi sino ad arrivare ai datteri, uvetta e qualsivoglia prelibatezza (ma pure le bacche di Goji nel pieno mood modaiolo foodie!). Lo strudel che propone RunLovers è pensato e studiato sulla leggerezza. Non rinunciare al dolce (giammai!) avendo il pieno di zuccheri sì, ma scelti con consapevolezza. Non è presente il burro e nessun tipo di latticino in modo che anche i RunLovers intolleranti possano goderne; perché molto spesso il termine “vegano” -et similia- passa come roba “di nicchia” o da invasati ma bisogna sempre ricordare che sono preparazioni perfette anche per chi ha delle intolleranze. E non si tratta di una piccolissima e irrisoria fetta della popolazione, anzi. Esattamente il contrario.

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L’impasto è profumato, friabile e molto elastico. L’olio extra vergine d’oliva delicato non sarà invadente al palato e la marmellata riuscirà a tener su tutta la magia della frutta presente in ogni forma. Una preparazione semplicissima da preparare ma soprattutto veloce. Si può pensare di farlo anche all’ultimo minuto. Largo sfogo alla fantasia per quanto riguarda il ripieno. Con i datteri e pezzotti di cioccolato fondente? Perché no? Non è presente alcun tipo di zucchero raffinato (lo zucchero a velo? naaaaa! Pochissima quantità e comunque facoltativa. Non in ultimo si può preparare in casa adoperando uno zucchero migliore di quello in commercio e imbustato. Basta solo frullarlo, del resto) ed è davvero l’apoteosi del gusto e della leggerezza.

L’idea di metterci dei semini di papavero rimane validissima giusto per rievocare un dolce molto simile che si prepara in Polonia. A me piace tantissimo metter anche la scorza di arancia -non trattata- a listarelle nel ripieno. Un profumo inebriante che sazierà mente, corpo e anima. Ah dimenticavo! La marmellata va benissimo anche di albicocche, ciliegie, o qualsivoglia gusto preferisci.

Ci vediamo Lunedì per la prossima ricetta Natalizia ma leggera, sana e gustosa. E soprattutto studiata per te, O RunLovers!

La Ricetta

Ingredienti per 8 persone circa:

Base strudel

  • 200 grammi di farina
  • 50 grammi di olio extra vergine d’oliva delicato
  • 80 grammi di succo di arancia freschissima
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Ripieno

  • 4 cucchiai di marmellata di arancia
  • 2 mele
  • 5 cucchiai di mandorle leggermente tostate
  • 4 cucchiai di uvetta
  • 1 cucchiaino di cannella
  • la scorza di un limone biologico non trattato
  • 3 cucchiai di pistacchi tritati resi farina

Impasta per bene la farina, il succo e l’olio. Aggiungi un pizzico di sale e ottieni un impasto omogeneo ed elastico. Lascia riposare per 20 minuti in pellicola dentro il frigorifero. Nel frattempo sbuccia le mele e tagliale a cubetti piccoli. Trita le mandorle. Unisci l’uvetta, la polvere di pistacchio e la marmellata di arancia. Aggiungi quindi la cannella e la scorza di limone.

Stendi la pasta a forma di rettangolo stretto e lungo e disponi il ripieno al centro per bene. Arrotolalo lungo il lato più lungo e chiudi per bene le estremità. Fai dei piccoli forellini sulla superficie e poi inforna a 180 già caldo per 40-45 minuti finché dorato. Quando è tiepido spolverizza con lo zucchero a velo e servi.

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Si dice che, all'inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell'ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla a quella sciacquetta di Alice. Dalle pendici dell'Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un'ora, poteva essere altrimenti? Ha pubblicato per Mondadori "Le ricette di Maghetta Streghetta", best seller in cima alle classifiche nelle categorie: gnomi da giardino, unicorni e cani retriever. Ti consigliamo di comprarlo - seriamente: è in cima alla classifica "cucina per le feste" - e di leggerla; il ricavato andrà all'AIRC quindi avrai un bel libro e contribuirai alla ricerca!

2 COMMENTI

  1. sì ma la fotooooooooooooooo è stupendaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    continuerò a prolungare vocali fino a che non saranno finite le feste, non posso farne a meno.

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