La Scarpetta di Iaia

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Iaia Guardohttp://www.maghetta.it
Si dice che, all'inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell'ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla ad Alice. Dalle pendici dell'Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un'ora, poteva essere altrimenti? È figlia di un grande maratoneta. Ha pubblicato per Mondadori scalando le classifiche e donando alla Ricerca per il Cancro il suo ricavato. Continua a scrivere, disegnare, cucinare, fotografare inarrestabilmente.

Tempo di lettura: 5 minutiSo che nessuno si ricorda di me qui a RunLovers e questa è la prima bella notizia che voglio darvi, giusto per cominciare nel migliore modo possibile; anche perché da questo momento in poi: il declino. Sarà un susseguirsi di comunicazioni nefaste che potrebbero essere riassunte con un: sono tornata! (per gli appassionati del buon Freddy Krueger potrebbe sembrare una citazione degna di questo nome)

In quella data, esattamentre il 14 Maggio del 2012, avevo sapientemente ammorbato tutti i lettori raccontando le mie piccole gesta: Campionessa di salto in lungo al supermercato reparto schifezze e runner accanita direzione fast food. Pure i pop corn al micro caldi dentro il gelato nocciola e caramello, sì (e nessuno osi dire che non sono buoni, nel caso in cui non li aveste ancora provati) e gli arancini con la crema di pistacchio colante (qualora te lo stessi chiedendo, sì. Esistono. Sono una magica realtà).

Figlia di un corridore professionista e con centoquaranta chili portati allegramente (ma non ho mai detto che avessi l’ossatura grande o che le zeppe delle scarpe pesassero troppo, lo giuro), divento poi una sorta di eroina dei nostri giorni (concedetemelo perché ho tanta fame ancora): perdo ottanta chili, comincio a correre giornalmente, riprendo in mano la mia vita, decido che se ho davvero così tanta fame devo cucinare/fare qualcosa con il cibo/averci a che fare ma non necessariamente in modo carnale/malato e isolato e quindi? Blog. Confondo tutto il web e li costringo a definirmi food blogger, nonostante non lo sia e da lì: il libro, meraviglie e disgrazie. Come accade nella vita di tutti e per certi versi come è giusto che sia.

RunLovers non l’ho mai abbandonato nel cuore. È un progetto importante, nato da persone che stimo e a cui credo; e non in ultimo di cui sono soprattutto fruitrice (ma possiamo pure adoperare, senza rischio di essere ridondanti, il termine fan sfegatata con tanto di pon pon, eh).

Solo che poi Papà, che mi ha donato l’amore e la passione per il running, si è ritrovato a sconfiggere mostri e adesso corre tra le nuvole di pop corn e il cielo di ciniglia. E mi sono chiaramente un po’ persa. Prendendomi del tempo dal rumore dei passi. Smettendo di correre perché credevo di non dover andare da nessuna parte senza di lui. Costringendomi a credere che le avventure fossero finite.

Niente di più sbagliato. Chi è un corridore nell’anima non smette mai. E’ fisiologico, vitale e fondamentale. Accantonare la corsa è farlo con la vita stessa, i traguardi e gli obiettivi.

Doverosa premessa per dirvi che sono tornata, sì, e che mi dispiace un po’ per tutti quelli che dovranno sorbirsi le mie logoranti chiacchiere. Ero andata via tutta sicura di dover parlare dell’indice glicemico e di roba mortalmente noiosa. Avevo lasciato pure una ricetta di pollo con yogurt ed erbette, ben conscia del fatto che fosse appetibile tanto quanto una mia rubrica qui all’interno di RunLovers. Ce l’ho messa davvero tutta a fare una brutta figura dietro l’altra insomma durante il primo (e unico) sfolgorante ingresso a RunLovers (e devo dire che pure con questo non è che stia andando malissimo).

Il destino infausto ha deciso che stavolta: rimango. Un’ex-obesa forzatamente definita food blogger, diventata salutista accanita, come referente per quanto concerne alimentazione, ricette e deliri culinari. Con l’aggiunta di zero competenza da parte mia. Direi che ce n’è da gioire, no? Sono insomma una di quelle classiche raccomandate che ha la fortuna di poter partecipare a un bel progetto senza alcun merito.

Per farmi perdonare (intendo di essere tornata, ovviamente) ho pensato bene che occorresse un dolce. Poteva non essere al cioccolato? E’ una sorta di muffin senza molti grassi ma – nonostante questo – gustoso, morbido e coccoloso. Il termine vegano, e avremo modo di approfondire, terrorizza le masse in quanto tristemente abbinato a psicopatia dilagante e folle estremismo. All’interno di questa farneticante Rubrichetta tenterò di sfatare quanto di più falso aleggi in questi tristi luoghi comuni.

Un dolce ha il diritto sacrosanto di avere uova, latte, burro e quant’altro, per carità; ma qualora non li avesse tra i componenti della sua dolcissima struttura culinaria non significa affatto che sia idoneo solo per gente fissata.

È un’orgia di cibo ovunque ormai e tutti, io per prima, fanno uno smisurato abuso di competenza (molto spesso inesistente)  e millantate bravure, genialità e tecniche. La realtà è che io qui non sarò maestra di nulla né tanto meno insegnerò qualcosa. Il concetto assoluto è semplice condivisione di idee (spero) sfiziose, divertenti e veloci con la pretesa in principal modo di essere golose sì, ma con ingredienti scelti consapevolmente. All’interno di RunLovers spero di essere un sorriso innanzitutto e quell’esclamazione che ti porta a dire:

oh se ce l’ha fatta lei, posso farcela pure io con minor sforzo.

Riderci su. Gioire delle piccole conquiste, che col tempo si riveleranno grandi e non prendersi mai troppo sul serio. Non è mai una questione di numeri nella corsa, nella dieta, nella vita. E’ solo questione di che numero senti di darti tu. E’ il valore che dai a te stesso il vero traguardo. Il più difficile. E certamente raggiungibile.


Tortini leggeri (vegani) al cioccolato

muffinveganicioccolato1

Ingredienti:

  • 300 grammi di farina 00 (ma anche 150 grammi di 00 e 150 grammi di farina di riso vanno benissimo)
  • 150 grammi di zucchero di canna
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 50 grammi di olio extra vergine d’oliva
  • 300 grammi di latte di mandorla senza zucchero (ma anche soia, avena, riso o qualsiasi latte vegetale preferisci)
  • 70 grammi di cacao amaro in polvere
  • essenza che preferisci: vaniglia,  cannella, spezie in genere

Se possiedi una planetaria l’operazione potrebbe risultare più facile ma nulla toglie che si possano preparare anche alla santa vecchia maniera ovvero: ciotolona, cucchiaio e olio di gomito. In questa preparazione non occorre inserire gli ingredienti in un modo specifico. Lavora se vuoi prima farina, olio e zucchero e poi, pian piano, aggiungi  gli altri ingredienti. Setacciare le polveri è cosa buona e giusta ma non assolutamente necessaria. Con la planetaria lavora l’impasto almeno otto minuti fin quando è tutto ben amalgamato e morbido. Fai lo stesso con lo sbattitore elettrico, se eventualmente usassi quello. L’unica accortezza, in qualunque modo si esegua, è quella di lavorarlo per bene e non svogliatamente. Una volta ottenuto l’impasto versa nei pirottini che più ti piacciono. Per questa dose adopero sempre una teglia di silicone da sei e preferisco non mortificarli in robettine basse e piccole. Vengon fuori tortini deliziosi, alti e soffici. Si può anche pensare di adoperare una teglia e farne un tortino intero.

A 180 rigorosamente caldo per 30 (massimo 35) minuti. Trascorso il tempo controlla infilando uno stecchino (se non ce l’hai andrà benissimo uno spaghetto) dentro il tortino. Se vien fuori asciutto significa che è pronto. Tira fuori dal forno. Lascia raffreddare.

Per arricchire il tortino ho fatto sopra una colata di cioccolato fondente stemperata con un po’ di panna vegetale, che mi ha poi permesso di fare la decorazione con le perline di zucchero (scritta run) e il cuore (glassa semplice con acqua, zucchero a velo e colorante naturale alimentare). Questo rimane comunque un tortino base perfetto per qualsiasi arricchimento.

Si può aggiungere frutta secca, marmellata, gocce di cioccolato all’interno o qualsiasi prelibatezza la fantasia suggerisca.

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13 COMMENTS

    • Ovviamente anche tu non sei la mia migliore amica nonché sorella dell’altra mia migliore amica.
      Perché io NON GIOCO MAI in casa.
      sia chiaro
      ( <3 )

    • tutto questo è meraviglioso e ai limiti del commovente. Ricambio con passione
      ( ci butteranno fuori entro 12 minuti )

      • allora raggiungiamo i massimi estremi della follia in questi dodiciminuti. non si spreca niente. <3

  1. io non sono una tua amica ma dopo questo post vorrei tanto diventarlo…non per te, per i dolcetti, ovvio! :P p.s. e se oltre a vegani diventassero anche celiaci questi dolcetti? tanto per togliere ancora qualcosa.. XD

    • Helena perdonami se ti rispondo solo adesso (ma leggo solo adesso).
      Siamo amiche allora! Amiche di dolcetti. Ci stai?

      Possono diventarlo gluten free assolutamente sì. Senza alcun problema con un bel mix di farine gluten free.
      Se ti interessa ho una ricetta di tortini gluten free al cocco buonissimi.
      Grazie per essere passata di qui e per avermi lasciato un commento.
      Spero a presto.
      Un bacio !

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