La corsa più bella

Non esiste. Anzi, ne esistono centomila.

Il basket NBA ha uno slogan meraviglioso: I love this game. E per oggi vorrei usarlo anch’io per dedicarlo alla corsa. Anzi, per dedicarlo a una corsa sola, quella che tutti ricordiamo come la nostra corsa più bella.

Che tu corra da 40 anni o che tu abbia appena messo le scarpe da running ai piedi dopo anni di fidanzamento con il divano, sicuramente porterai nel cuore una corsa particolare. Può essere una gara dove hai fatto una prestazione che ti ha stupito, o dove sono successe cose particolari; un allenamento che ha lasciato il segno oppure un’uscita con panorami meravigliosi. Insomma, la corsa più bella non è necessariamente prestazione ma è quella che racchiude l’amore per la corsa. Il tuo amore per la corsa.

Una, nessuna e centomila

Come nelle storie d’amore, non ne esiste una uguale all’altra – cambiamo noi, cambiano le situazioni, cambiano i momenti. Per questo la corsa più bella, quella che ricordi, è sempre una ma – in un certo senso – possono anche essere tutte. Perché tutte si portano un pezzetto di noi.

Onestamente, se dovessi dire qual è la mia corsa più bella, sarei molto in imbarazzo. Mi sono commosso attraversando, correndo, la Porta di Brandeburgo a Berlino e l’ho fatto pure a Central Park, Londra, Parigi e un sacco di posti fighi; ho avuto la fortuna di viaggiare e correre e mi sono rimasti gli occhi pieni di meraviglie. Ma non so se tra queste ci sia la mia preferita (anche se sicuramente sono nella mia top ten).

Credo tutti ricordiamo perfettamente i nostri primi 5K, 10K, la mezza, la maratona e, oltre la fatica l’unica cosa che resta è la felicità per il traguardo raggiunto.

Il traguardo

Ecco qual è la corsa più bella secondo me. Quella che ti fa attraversare un traguardo. Che può essere un gonfiabile con la scritta “FINISH” ma può anche essere un altro obiettivo raggiunto: una scoperta, una crescita, sia essa visiva o interiore.

Il traguardo che riesci a ottenere solamente grazie alla corsa e che ti fa dire: “io amo correre”. Poi sposti il traguardo un po’ più in là e fai spazio per un’altra “corsa più bella”.

Ma questo è solo il mio – personalissimo – pensiero.

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