Kalenji Kiprun SD – La prova

Ragionevoli: nel prezzo, nel design, nel comportamento.

Tempo di lettura: 3 minuti

Sai quanto ci piace Top Gear, no? Ah no? Beh, sappi che Top Gear ci ha sempre ispirati, l’abbiamo sempre amata e l’ameremo per sempre. E se non sai cosa è Top Gear ti basti sapere che è una trasmissione inglese che parla di auto, ma ne parla in una maniera talmente innovativa, divertente e originale che è la più seguita trasmissione del genere da decenni. Insomma, in Top Gear c’è sempre una Star in a Reasonably Priced Car, cioè un VIP che sale su un’auto normalissima e di prezzo contenuto e le tira il collo in pista.
Se RunLovers fosse Top Gear, adesso ci sarebbe il segmento della Reasonably Priced Shoes, ma senza VIP, perché le Kalenji Kiprun SD le ha provate il tuo collaudatore di fiducia, e solo lui.

Un prezzo ragionevole

Kiprun_SD_01

È poco dire che hanno un prezzo ragionevole: a 79,95 € è difficile trovare un altro paio di scarpe capaci di offrire quello che offrono le Kiprun SD. Il loro prezzo è poco più della metà di scarpe analoghe: con un leggero supporto antipronazione, ben ammortizzate e aggiornate e con un design gradevole e una certa personalità. Non poco per una scarpa versatile e adatta a molti piedi: da quello di chi pesa il giusto e la usa per allenarsi per una mezza o una maratona (“SD” sta per “Short Distance”, ossia “Distanza Breve”. Kalenji le consiglia per gli allenamenti medio-veloci in preparazione di gare del genere, quindi per chilometraggi tra i 15 e i 20 km) o anche per chi pesa un po’ di più e corre i 10k.

Sullo stesso argomento:
361 Meraki, la sorpresa

Su strada

Quando in Top Gear c’è questo particolare segmento, il conduttore Jeremy Clarkson segue la prova in pista del VIP della settimana e intanto commenta scherzosamente quello che accade sullo schermo. Ora stai vedendo il nostro collaudatore che spinge le Kiprun SD alla massima potenza. Poi ci corre di avampiede e poi di tallone, per provare l’ammortizzazione. Intanto ti raccontiamo da dove nasce il nome “Kiprun”. Innanzitutto “Kalenji” è una tribù etiope. “Kip” è la radice di moltissimi nomi di maratoneti famosi (tipo Kipsang, vincitore della ultima NY City Marathon, per capirsi) e “Keep on running” (continua  a correre!”) è il tipico incitamento che la folla di quella maratona dispensa ai runner.
Ma ecco il nostro collaudatore piacevolmente stupito dalla reattività delle scarpe che ha ai piedi. “Sono molto secche e reattive di avampiede. Non me l’aspettavo”. Ha tempi superiori alla sua media, e non sembra spingere particolarmente. Sul tallone come vanno? Sul tallone montano un brevetto Kalenji chiamato K-Ring: un anello di EVA e altre mescole che distribuisce in maniera ottimale il peso scaricato a terra. Suola e intersuola hanno un comportamento molto omogeneo e reattivo: sono un insieme che reagisce prontamente, sia che si corra di avampiede che di tallone. Unica pecca è il grip della suola: su fondo bagnato si scivola un po’ troppo, come se la mescola della suola fosse troppo dura. Un difetto da correggere senz’altro.

Sullo stesso argomento:
Zoot Ali'i, una scarpa fuori dal comune

Veloce sulle brevi distanze

Come suggerisce il suo nome (SD) la Kiprun SD dà il massimo sui chilometraggi contenuti: è molto fasciante e ammortizzata il giusto. Per distanze più lunghe è meglio usare modelli più protettivi, come le LD.  Inoltre il supporto antipronazione, per chi non prona o è neutro o anzi, è supinatore, può essere fastidioso perché tende a premere eccessivamente sull’arco plantare. È sufficiente allacciarle non troppo, ma una presenza un po’ meno intrusiva di questo supporto è da considerare. Per i 10-15 km non è un fastidio particolare, ma oltre può esserlo.

Un ottimo compromesso

Le Kalenji Kiprun SD sono interessanti soprattutto per il rapporto qualità/prezzo che hanno: costano molto meno di analoghe scarpe (a meno che non le compri in svendita) ma non per questo offrono molto meno, anzi. Esteticamente sono molto migliorate e per un motivo molto semplice: Kalenji è un marchio ormai consolidato e con una personalità definita e riesce ad esprimerla con sicurezza. Inoltre chi le progetta corre e anche molto forte (garantisco personalmente perché c’ho corso assieme. Cioè, loro erano davanti, molto). Sono scarpe insomma usate e collaudate da chi va, e molto forte anche.
Se vuoi iniziare a correre o se già corri e vuoi avere un secondo paio di scarpe sono la soluzione ideale: non impegnano economicamente, sono oneste e costruite bene.
Ragionevolmente ti offrono più di una ragione per averle.

Sullo stesso argomento:
Nike riscopre (finalmente) il trail running
IN BREVE
Comodità
7
Estetica
7
Calzata
8
Tomaia
8
Suola
7
Peso percepito
8
Protezione
8
Rapporto qualità/prezzo
10
CONDIVIDI
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

1 COMMENTO

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.