Io non ci rinuncio più

Stefania ha condiviso la sua storia con noi, una storia molto bella. E adesso è anche la nostra.


Anni fa ci avevo provato a correre. Ma probabilmente quella che mancava era la motivazione (oltre che la voglia). Poi la motivazione è arrivata: di base una storia d’amore che mi aveva mandato l’autostima sotto le scarpe e la scoperta di una malattia cronica che non solo mi aveva mandata d’urgenza in sala operatoria ma che mi ha anche obbligato ad accettare una terapia ormonale a data da definirsi. Ed ecco che questo “malessere” si trasforma in chili. Di troppo. Pesanti da portarsi dietro e che non mi fanno stare bene né con me né con gli altri. Poi una luce in fondo al tunnel: quello che diventerà mio marito. Per lui, per me (soprattutto), per il mio fisico che già tollera male quegli ormoni devo fare qualcosa.

Inizio a camminare. Poi a camminare veloce. Poi, durante una di queste camminate, scopro un gruppo podistico vicino a dove abito e mi iscrivo. Mio marito sta a guardare e mi aspetta a casa dopo le corse (forse pensando… “questa è matta!”). Provo a invitarlo ma con scarso successo. Inizio a correre, lentamente ma corro.

Ricordo ancora i miei primi 3km: corsa a Cassinetta di Lugagnano (MI). Pensavo di morire. 3km in 25 minuti. Un incubo. Ma non mollo e arrivo agonizzante alla fine.

Ma arrivo: quindi ce-la-posso-fare!

Capisco che la corsa però da sola non basta, devo dare un giro di vite. E, sapendo che gli ormoni rischiavano di avere un effetto devastante sul mio fisico già acciaccato, chiamo una nutrizionista. È il 7 maggio 2014. Salgo sulla bilancia e rimango di sasso. Peso tanto. Molto. Troppo. Non va bene. Non sono più io. Non mi piaccio. Non mi voglio così. Piango. La nutrizionista è chiara: “A oggi è come se tu corressi con una cassa da sei bottiglie di acqua sulle spalle. Ma la situazione è assolutamente reversibile!”. E così capisco che quello è solo l’inizio. L’inizio, non la fine. E da quel giorno, da quel pomeriggio in quello studio assolato in piazza all’ultimo piano di un palazzo storico, tutto cambia.

Ricordo ancora che con il foglio del mio nuovo regime alimentare sono andata subito a fare la spesa, sono tornata a casa, ho buttato nella pattumiera tutto ciò che “non andava bene” e ho detto a mio marito “Da oggi io cambio”. Risposta? “Beh, se cambi tu farà bene anche a me!”.

Inizia a correre anche lui e mi segue come mai avrei sperato in questo cambiamento. Corsa, alimentazione sana, corsa, bici. Non si sta fermi. Mai.
Inizio a correre 5km in 30 minuti, poi arrivo ai 10km in poco più di un’ora e infine tocco i 15km. Penso di preparare la mezza maratona ma la mia bandelletta ileotibiale sinistra inizia a farsi sentire. E anche fortemente. Quei chili di troppo erano davvero troppi. E il fisico ha subito il colpo. Ma non demordo. Correrò meno, correrò più piano ma non smetto di correre. E così faccio. Di correre non ho mai smesso. Vado al mio passo.

Così, un anno dopo a maggio 2015 ho l’ultimo controllo: -15kg di insicurezze e brutte cose lasciati per strada correndo. Perché non solo ho smaltito ciccia ma ho smaltito anche brutti pensieri e ho recuperato un nel po’ di autostima. Correre mi ha fatto bene al fisico ma soprattutto all’anima. Anzi, non uso il passato. Correre MI FA BENE!

Io alla mia dose settimanale di endorfine non rinuncio. Mai più.

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