Inarrestabile Kilian Jornet: vince la Hardrock 100 e la Mount Marathon a Seward, Alaska

Il tranquillo week end di Kilian Jornet si compone – come molti di noi – di una bella corsetta. Per alcuni, come per lui, in montagna.
Nel suo caso alla Hardrock 100, una delle più belle ultramaratone del mondo che si tiene ogni anno in Colorado. Con una particolarità: un anno si corre in un senso, l’anno dopo nell’altro.

Quest’anno era in senso antiorario, per la cronaca.

Il 100 sta per 100 miglia: esatto, 160 km e 930 metri. Diciamo quasi 161. Che Kilian ha coperto in 23 ore e 28 minuti, staccando il secondo Mike Foote di due ore.
Quasi 161 km per circa 10360 metri di dislivello positivo fino alla vetta più alta a 4281 metri. Quindi, se quasi un giorno sembra tanto, pensa che in un giorno ha scalato praticamente il monte Bianco, attraverso nevi e ghiacciai. A un certo punto a causa della neve non ha visto bene il percorso e ha preso una deviazione che gli ha fatto perdere 40 minuti. Cosa vuoi che siano per Kilian? Ha comunque stabilito il record del percorso battendo il se stesso dell’anno scorso.

Ma non è tutto

La cosa straordinaria è che quest’impresa eccezionale l’ha stabilita dopo aver vinto 5 giorni prima la Mount Marathon a Seward, in Alaska.
Non si tratta proprio di una maratona: i concorrenti devono infatti ripetere l’impresa di alcuni pazzi che all’inizio del ‘900 si sfidarono a chi riusciva prima a salire dal porto di Seward sulla montagna, 921 metri più su. Il primo che la vinse ci mise meno di un’ora.

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Ahahah: 921 metri e la chiamano maratona?
Aspetta: la pendenza media è di 34° (pendenza del 67,45%!!!) e devi scalarla fra le rocce, i ghiaioni, il fango e, a volte, schivando anche un orso che si fa un giretto.

Questa pazza gara si tiene ogni 4 luglio dal 1915 e nel 2012 il francese Michael LeMaitre è scomparso correndola. Scomparso, nel senso che non l’hanno più ritrovato, davvero.

E se il primo c’aveva messo meno di un’ora, Kilian l’ha vinta in 41 minuti e 48 secondi.

Non è una semplice 5k, insomma.

(Photo credits from Facebook, profilo ufficiale di Kilian Jornet)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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