Il Podista, alias il Runner patologico

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Dicesi “Podista” l’essere umano dedito alla corsa iscritto ad una qualunque società di atletica leggera della propria città e tesserato con la FIDAL o enti similari, per partecipare – a livello amatoriale – alle gare di corsa sulle varie distanze.
Egli/Ella resta pur sempre un “Runner”, e così continueremo a chiamarlo, ma ne esprime i più vari aspetti patologici e degenerativi al punto da far rimpiangere ad amici, mogli, mariti, compagni/e e amanti i tempi in cui era ancora un bradipo sedentario piazzato sul divano di casa.
Di solito un Runner Ideale™ inizia ad ammalarsi quando l’amico “Podista” davanti a una birra (che beve il Runner) e una centrifuga di frutta, verdure e legumi (che beve il Podista) inizia a contagiarlo con frasi del tipo: “Scusa, ma visto che ormai corri tanto spesso, perchè non partecipi a ….? (inserite voi una gara a piacere, sull’ancora ragionevole distanza di 10km). Se poi l’amico Podista è anche bastardo dentro potrebbe aggiungere il colpo di grazia con uscite quali: “Se vuoi ti preparo io una tabella io per prepararti bene“.
Ove questo seme di follia attecchisse nulla potrà più fermare il diffondersi della patologia. Con buona pace di Darwin e di tutte le teorie sugli effetti positivi dell’evoluzione animale.

Una vita, un sacrificio

Il podista non corre: si allena! Non lo fa quando ne ha voglia, ma ogni volta che ne ha la possibilità o che lo prescrive la tabella.
Il podista non va a sensazione ma segue scrupolosamente la sua tabella di allenamenti, in cui sono riportati anche i giorni di riposo che rispetterà con la diligenza di un professionista kenyano, rifiutandosi talvolta persino di andare a lavorare o di alzarsi dal letto/divano.
La “Tabella” sta infatti al podista come la bibbia sta al buon cristiano o il corano al musulmano: è scrittura sacra da osservare con fede e dedizione maniacale a pena di non superare i propri record personali nelle gare/obiettivo che si è prefissato a inizio stagione.
La tabella è la Regola, e il suo rigoroso rispetto prevale su ogni cosa, ivi compresa famiglia e vita sociale. Pertanto, le sue probabilità di riprodursi crollano vertiginosamente, salvo che il/la sua partner non sia anch’esso/a un/una podista. In tal caso, dalla loro unione potrebbe nascere un figlio di podisti (della difficile infanzia che attende questa povera creatura, fatta di fine settimana trascorsi coi nonni o altri parenti sin dal suo primo vagito perchè mamma e papà saranno impegnati in gare dall’altra parte del mondo, e di altre inutili sofferenze ne parleremo però un’altra volta).
Mentre il Runner Ideale™ corre esclusivamente per il proprio piacere ed è in assoluta pace con se stesso, il podista è alla costante ricerca della migliore prestazione.
Non avendo alcuna speranza oggettiva di vincere alcuna gara a cui partecipa, il podista gareggia esclusivamente per battere se stesso o eventualmente altri amici podisti. Egli è quindi il peggior nemico di se stesso e non sarà più in grado di ritornare a quello stato di equilibrio e pace interiore che provava come runner.

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Ma al peggio non c’è mai limite. Così, col tempo, ogni podista assumerà caratteristiche sempre più peculiari che consentiranno non solo di differenziarlo dagli altri esseri umani, ma anche di distinguerlo tra tutti gli altri podisti.

Perché amico caro, non esiste un solo tipo di Podista, come evincerai dal Grande e Definitivo Catalogo dei Podisti.
A presto.

(Photo Credits from Flickr by Andrew Dyakov)

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