Fare le scale fa bene

Lo confessiamo: noi RunLovers abbiamo una regola che non andrebbe divulgata (un po’ ce ne vergognamo).
Se l’ascensore è al piano puoi prenderlo, se le scale mobili sono in movimento, prendile. 

Però, giuriamo, se non si verificano queste due condizioni le scale le facciamo sempre. Perché fare le scale fa bene nella vita di tutti i giorni e fa ancora meglio se le usi per allenarti. Quindi se il tuo percorso urbano prevede qualche scalinata, falla. Non te ne pentirai.

Perché fare le scale fa bene

Salire le scale sollecita muscoli e cuore e quindi sviluppa due aspetti della corsa che normalmente vengono allenati solo con le ripetute e gli allunghi. E non solo.
Portare il cuore al limite allena infatti il fisico ad elevare la sua soglia anaerobica e a farti consumare meglio l’ossigeno. Richiedendone di più, ne incameri di più e il tuo corpo impara ad utilizzarlo meglio. Ricordi infatti quanta fatica facevi a fare le scale di casa prima di iniziare a correre? E quanta meno ne fai oggi che corri da qualche tempo? Ecco: il tuo fisico ha bisogno di meno ossigeno perché quello che gli dai lo amministra meglio. Hai aumentato la tua VO2 max e pensavi solo di correre…

Non solo un beneficio per il cuore

Ma non è solo il cuore che alleni facendo le scale. Alleni anche i muscoli, in particolare i glutei che devono farti vincere la forza di gravità. E alleni soprattutto il tuo equilibrio: quando salti da uno scalino all’altro inconsciamente fai affidamento proprio al tuo senso dell’equilibrio per atterrare sullo scalino seguente senza sbagliare mira. E così alleni anche un altro aspetto fondamentale della corsa che è più difficile perfezionare con la corsa in piano se non con esercizi mirati: quello dell’equilibrio.

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Come Rocky

Ora è chiaro che Rocky non sbagliava a concludere la sua gloriosa corsa proprio sugli scalini del Philadelphia Museum of Art: voleva allenare il suo fisico ad essere scattante, in equilibrio e implacabile nel momento in cui avesse avuto bisogno di lui. Come te, no?

 

(Image Credit: Escher, Convesso e Concavo)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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