È capitato

A volte si inizia a correre per la prima volta per caso, quasi sovrappensiero. Come è successo a Jessica.

È capitato che un giorno, mentre passeggiavo tra i corridoi del negozio di articoli sportivi della mia città, mi sono guardata allo specchio, e quello che ho visto non mi è piaciuto per niente. Avevo 16 anni. Ancora piccola, ancora insicura. Troppo insicura. Una vita passata tra libri di scuola e vita sociale sotterrata da miliardi di insicurezze, di dubbi, di voglia di fare del bene e di non sapere come iniziare.

Ecco, è capitato, non so per quel genere di scherzo del destino o che si voglia, che quello specchio in cui mi sono guardata, io che evitavo il più possibile di lanciare sguardi al mio riflesso nelle vetrine, si trovasse giusto giusto accanto ad un enorme scaffale contenente gli ultimi modelli di scarpe da corsa.

Sono entrata in quel negozio per rinfrescarmi dal caldo atroce di un pomeriggio di luglio e ne sono uscita con un paio di New Balance nuove fiammanti. Grigie scure, con bande di uno strano rosa salmone. Non saprei descrivervi le caratteristiche tecniche di quelle scarpe, non sono un’esperta in quel campo, ma erano belle, erano in saldo, e a me bastava: potevo iniziare a correre.

Per chi dice che correre è facile, andate a quel paese. Non è mai facile, soprattutto all’inizio. È dura, estremamente dura, cambiare le tue abitudini, alzarti dal divano, imparare ad ascoltare il tuo corpo,le tue necessità, comprendere il tuo ritmo e modificare le tue abitudini alimentari per una vita più sana. Ma è bello. Dio, quanto è bello! Se tornassi indietro lo rifarei dieci, cento, mille volte. Non ho solo perso 6 chili. Non mi sono solo sentita fiera, orgogliosa di me stessa. Non ho solo sorriso guardando le mie foto in costume con gli amici.

Ho decifrato quell’unico codice che lo studio non poteva aiutarmi a spiegare: ho scoperto me stessa.

Non c’è cosa migliore di sapere chi sì è davvero e andarne fieri, ve lo giuro. Corro da quattro anni ormai. Con il mio ritmo, con le mie caratteristiche. A volte per un’ora, a volte per due, a volte per venti minuti. Dipende dal tempo, dall’umore, da con chi sono. Cambia il mondo intorno a me e cambio io. Ma la corsa, la corsa no. Lei rimane la stessa che mi ha spinto ad essere migliore, che mi ha fatto capire come iniziare e di quanto sia importante non pensare a come si finirà. Lento o veloce, in salita o in discesa, con il sole o con la pioggia, con le vecchie New Balance o con le nuove Asics rosa e blu fluo (sì, amo farmi notare dai passanti).

Con la calma dopo un temporale, in piena estate.
Con la rabbia dopo che ti si è rotto lo schermo del telefono, cadendo sul marciapiede.
Così, come quando ti innamori.
È capitato. E nel frattempo, io ho corso.

Jessica Morandini

 

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3 COMMENTS

  1. Bene, bravissima Jessica, continua così è non demordere, neanche nei momenti difficili che potrebbero arrivare. Quei momenti ti aiuteranno a fare un salto nella tua crescita interiore. La corsa mi ha cambiato in meglio la vita ed ora non ne posso fare a meno, ma allo stesso modo mi ha aiutato a crescere ed a resistere psicologicamente nei momenti in cui non posso correre.

  2. Jessica hai riassunto con le tue bellissime parole quello che provo io, e non sono mai riuscita a descrivere. Leggendo mi ci sono ritrovata in tutto quello che hai scritto, il mio rammarico è non aver cominciato prima, ora è un anno che corro e la mia vita è cambiata in meglio ed il cambiamento non è solo visibile a me, ma anche alle persone che mi stanno vicino, penso che con il migliorare se stessi si impara a dare il meglio anche alle persone a noi vicine.

  3. A me ha cambiato la vita.
    Ma sopratutto, la testa.
    Inizialmente era il mio svuota-pensieri.
    Oggi é il mio modo speciale di centrarmi.
    Di andare oltre i limiti esterni ed interni.
    Di avere controllo, di andare lontano e tornare.
    Consapevole e felice.
    Stanca e serena.
    Correre è una riconversione tra anima e corpo.
    Tra pensiero e azione.
    Tra movimento e obiettivo.
    Tra fare e realizzare.

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