Di corsa nello spazio

Timothy Peake è un astronauta inglese. Uno sportivo e appassionato di diverse discipline fra cui la corsa. Il 15 dicembre prossimo raggiungerà la ISS in orbita attorno alla terra e ci starà per qualche mese. Così a lungo da non poter partecipare alla London Marathon che voleva tanto fare. Problemi? Nessuno: Timothy la correrà nello spazio, a bordo della ISS, su uno speciale treadmill. Quel 24 aprile partirà esattamente nello stesso istante in cui partiranno altre decine di migliaia di runner nella capitale britannica. Solo che lui sarà a qualche km sopra di loro in una capsula spaziale, trattenuto al suo treadmill da cinghie che gli impediranno di fluttuare e lo terranno il più possibile “gravitante” sulla superficie di corsa.

Virtuale e spaziale

Timothy non correrà solo per 42.195 m immaginandosi di essere a Londra: il percorso lo vedrà in un display davanti a sé sincronizzato con la sua velocità e addirittura con alcuni veri altri runner – sotto forma di avatar – che la corrono come lui ma sulla terra. Quello di Timothy non è solo un gioco: lo scopo è anche scientifico e serve a capire cosa significhi correre così a lungo nello spazio. Inoltre non sarà esattamente come correrla sulla terra, per quanto già abbastanza faticoso: le cinghie che lo vincolano sono molto fastidiose e dopo 40 minuti diventano insopportabili. “Non penso che batterò il mio personal best. Spero di farla fra le 3 ore e mezza e le 4”, ha dichiarato Peake.

Non è il primo

In rete molti si sono chiesti se Timothy sia veramente il primo uomo a correre una maratona nello spazio. Ebbene: Peake è il primo inglese a farlo. È stato infatti già preceduto da una donna: Sunita L. Williams nel 2007 corse la maratona di Boston (ehm: contemporaneamente alla maratone di Boston) compiendo ben 3 orbite terrestri nel frattempo.

(Photo NASA)

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