Cosa succede ai Mondiali di Atletica di #Beijing2015 – Prima giornata

In Cina sono in corso i Mondiali di Atletica. Ad inaugurarli c’è stata venerdì notte (italiana, ma a Pechino era già sabato) la maratona. A correrla due italiani straforti e strabravi che sono andati benissimo: Ruggero Pertile – il senior, placido e perfetto, che solo alla fine ha ceduto ad un pianto commosso – e la nuova guardia: Daniele Meucci, pisano, 29 anni, un grande futuro davanti.

Maratona uomini

La regina di tutte le specialità olimpiche, anche se non siamo alle olimpiadi, si correva in una Pechino insolitamente tersa e con poco smog. 30°C e oltre, umidità all’85%. Pertile e Meucci sono rimasti nel gruppo di testa per tutta la gara, a volte conducendolo pure. I giochi si sono decisi come previsto dopo il 30°km: iniziano a staccarsi i primi che tentano l’attacco ma a sorpresa è una gara che mette in ombra i kenyani detentori di record mondiali (che finiscono seppelliti nelle retrovie, come Denis Kipruto Kimetto – detentore del record del mondo a Berlin 2014 con 2:02:57 – che non conclude nemmeno la gara come Wilson Kipsang Kiprotich, altro record del mondo fino a quello di Kimetto). Invece si mettono in luce Tsepo Ramonene dal Lesotho che tiene la testa della competizione fino a farsi superare negli ultimi km dal 19enne eritreo Ghirmay Ghebreslassie, alla sua terza maratona (esatto, terza).

Per gli italiani però non c’è delusione, anzi: Pertile e Meucci si scontravano con dei mostri sacri ma hanno dimostrato di non farsi intimidire e anzi, hanno fatto la loro gara imponendo il loro ritmo o meglio fregandosene di quello imposto da altri: andavano, come treni, specie il regolarissimo Pertile e il più sfortunato Meucci che era reduce da un infortunio al piede a marzo, che aveva recuperato ma non era al 100% e che soprattutto non aveva mai avuto un malore in gara. Fino a ieri, quando ha accusato problemi di stomaco e si è dovuto fermare per un po’. Pure Pertile si era perso, tanto che lo davano per ritirato. Invece ha ripreso dalla 9ª posizione come un’implacabile locomotiva e ha chiuso in 4ª. Assolutamente grandioso.

L’arrivo al Bird’s Nest, lo stadio olimpico di Pechino, non era segnalato in alcun modo tanto che i primi hanno continuato anche dopo la linea della fine (ripetiamo: non segnalata in alcun modo). Pensa cosa deve essere non vedere l’arrivo di una maratona: quando scatti per un eventuale sprint finale? Ecco, non lo puoi capire e infatti Meucci ha mandato platealmente al diavolo l’organizzazione proprio perché non ha potuto sprintare perché, semplicemente, non capiva dov’era l’arrivo. E non poteva capirlo, poveretto.

Quindi: organizzazione di #Beijing2015: pollice verso.

Pechino si è rivelata una maratona “abbastanza” lenta: nessun record del mondo e tempi finali mediamente alti. Sempre di velocità supersoniche parliamo comunque ;)

1. Ghebreselassie, Eritrea, 2:12:27
2. Tsegay, Etiopia, 2:13:07
3. Mutai, Uganda, 2:13.29
4. Pertile, Italia 2:14.22
8. Meucci, Italia 2:14.53


100 metri

Prime batterie dei 100 e prime cattive notizie per l’Italia: tutti i suoi atleti sono fuori. D’accordo che si sarebbero trovati eventualmente Justin Gatlin (che chiude in 9.83 girandosi pure a guardare chi ha bruciato in accelerazione e pavoneggiandosi un po’) e un certo Usain Bolt (che non spinge tanto ma si qualifica vincendo la batteria con un 9.96), ma il veneto Riparelli fa i 100 in 10.41, davvero troppo per banchettare in finale con i grandi della specialità (che è oggi alle 15.15, su Raisport ed Eurosport).


10.000

I diecimila metri hanno sempre il loro re: Mo Farah li chiude in 27.01.13, correndo l’ultimo km a 2.28. Due minuti e ventotto secondi per fare un km. Neanche in scooter gli stai dietro. Grandioso, mondiale, una conferma – l’ennesima – che sui 10k è il più forte del mondo.

Schermata 2015-08-23 alle 00.48.27

P.S.: se ti stai chiedendo cosa c’entra l’immagine di copertina con i Mondiali, beh: è Pechino e siccome siamo originali abbiamo deciso di far vedere cosa c’è fuori dallo stadio, con belle immagini trovate in giro. Questa è di Jens Schott Knudsen e si chiama “Chongqing at Midnight”.

Altri articoli come questo

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.