Correre nell’ora che non c’è

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Sabato notte ho corso coi ragazzi del Nike Running Club per le strade del centro di Roma.

È stata una corsa nell’ora che non c’è; sospesa nel tempo. O meglio, una corsa che ha congelato il tempo, fermando le lancette alle due di notte, orario di partenza e orario di arrivo di questa divertente e originale Freeze Run di Nike a cui ha partecipato oltre un centinaio di autentici Runlovers: perchè se vai a correre alle due di notte di una fredda serata di fine ottobre o sei Stakanof che prepara il Passatore nei ritagli di tempo libero o lo fai per un’autentica e forse leggermente patologica passione per il running.

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Partendo da Via del Vantaggio, abbiamo attraversato nel buio il cuore della città eterna, passando per piazza S. Agostino, via della Scrofa, piazza Navona, piazza del Pantheon, via del Corso, piazza Venezia e via dei Fori imperiali. Dai mercati di Traiano siamo saliti sul colle del Quirinale per poi scendere verso fontana di Trevi. Abbiamo attraversato via del Tritone; ci siamo arrampicati sulla salita di trinità dei monti per poi scendere a perdifiato dal Pincio a piazza del Popolo e tornare quindi a via del Vantaggio.

8 Km a perdifiato tra i vicoli e le piazze di Roma, senza curarci del passo, della cadenza o della falcata.

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Ciò che contava era correre, insieme, nonostante fosse notte fonda, accendere i vicoli e le piazze romane coi bracciali luminosi a radiofrequenza che Nike ha fornito a tutti i partecipanti; scuotere un po’ la città dal suo pigro torpore col ritmico suono dell’asfalto (e dei sampietrini) battuto da più di duecento scarpe da running.

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Non è stata una gara: non avevamo chip o pettorali. Non c’era un premio per chi fosse arrivato primo. Abbiamo semplicemente corso perchè ci piace correre e qualche volta ci va di farlo in compagnia di gente altrettanto pazza quanto noi.

Fantastici i ragazzi (e le ragazze) del Nike Running Club, che oltre a sgolarsi lungo tutto il percorso per consentire ai runner di correre in totale sicurezza, hanno fatto anche da pacer in modo che tutti potessero tenere il proprio ritmo preferito, ma hanno anche improvvisato qualche variazione al percorso per fare in modo che i gruppi dai più veloci ai più lenti potessero incrociarsi e ricompattarsi spesso.

La Nike Freeze Run ha congelato il tempo e ha regalato ai runner romani una corsa nell’ora che non c’è. Ha ricordato che correre ci fa sentire liberi e che siamo liberi di correre ogni volta che lo vogliamo. Anche per questo ci piace. Anche per questo corria

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