Come sopravvivere al Natale (forse)

Possiamo farcela, sì.

Tempo di lettura: 6 minuti
Articoli come questo invaderanno il web a breve ed è inutile prendersi in giro. Un RunLovers però, senza girarci tanto intorno, può concedersi qualcosina in più. Non intendo pandoro a colazione per tutte le feste e neanche spatolate di mascarpone che ingolfano la trachea (aggiungerei un gigantesco purtroppo). Sta di fatto che -lavoro permettendo sempre- tra feste, ponti, pomeriggi in famiglia, una corsetta salta fuori sempre tra una tombolata e una scala quaranta. Quando sono tutti riversi sulla poltrona a boccheggiare buttando giù l’ultima ciotolina di frutta secca con coraggio -da supereroi quali siamo- possiamo infilare guanti, giacca antivento e via. Tralasciando le ovvietà -che comunque ci sorbiremo di default perché tocca ricordarle sempre- riassumiamo tutto in dodici punti salienti? Coraggio e andiamo!

 Le bibite e l’alcol

Limitare il consumo di bibite gasate e bevande alcoliche. Linguaggio comune vuole che “vino rosso fa buon sangue”, certo. Ma lo hanno, vi assicuro, anche gli astemi il buon sangue. Quello che leva il medico di torno è la mela. Senza cadere in ignoranti estremismi bisognerebbe ricordare a prescindere che -d’accordo un bel bicchiere di vino perché è festa per tutti- ma diciamo che i veri sportivi se ne concedono davvero poco. Tra brindisi, ritrovi tra amici e tavolate con i parenti si potrebbe giustamente alzare il gomito un tantinello in più.

 L’acqua

Bere tantissima acqua. Sì lo so. Una frase che fa venire l’orticaria anche a me ma è uno dei segreti più semplici e facili da ricordare e soprattutto davvero efficaci. Almeno due litri di acqua al giorno, soprattutto sotto le feste. Fai fatica a bere? Prova l’acqua aromatizzata. Con la melagrana è buonissima ed è pure il periodo giusto. Con un po’ di succo di limone e zenzero tritato sottile per una sferzata di energia; tra l’altro lo zenzero vanta -oltre le infinite proprietà terapeutiche- la capacità di disintossicare. Non è forse il momento di rassegnarsi e andarlo a comprare?
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 La colazione

Fare una ricchissima colazione. Un controsenso? Assolutamente no. Saltarla, nonostante le abbuffate è sbagliatissimo. Solo così possiamo arrivare più sazi al pranzo. Il porridge -composto da avena, alimento immancabile per i runner- non ha bisogno di essere zuccherato ed è proteico. Piccole quantità saziano a dismisura e prepararlo è talmente semplice che fare un cappuccino con la schiuma in confronto sembra una chimera. Acqua, avena e un po’ di latte, di qualsiasi origine esso sia. Frutta fresca e anche un po’ di noci.

 Nessun cibo è proibito

Nessun cibo è proibito durante le feste altrimenti che gioia sarebbe? La moderazione è sempre la chiave di tutto. Di tutto un po’ senza cadere nell’ingordigia. La regola di mangiare prima un bel piatto di insalata non vale in questa occasione perché immaginarsi sotto gli occhi sbigottiti dei parenti che stanno già spalmando il lardo di Colonnata sul crostino caldo fa sempre tanta tristezza e crea divario familiare, ma si potrebbe pure fare la furbata di mangiarla in casa lontano da occhi indiscreti. Io l’ho fatto, oh! E non me ne vergogno (altrimenti come li perdevo 80 chili se avevo voglia di mangiare pure mia nonna glassata nel miele?).

 Il sale

Limitare il consumo di sale. Già la ritenzione idrica è in agguato tutto l’anno, figuriamoci in questo periodo. Siamo tutti belli gonfi come palloni aerostatici e le corse potrebbero essere compromesse (non se rotoliamo però! Quello rimane un vecchio e infallibile metodo). Come fare? Giù di spezie! Meno sale e più spezie. Zenzero, curry, curcuma, paprika e pepe nero (senza eccedere) saranno dei fidi alleati. Insaporiranno senza appesantirci ulteriormente e quando siamo in casa, magari, evitiamolo. Cena con i parenti la sera? Magari il sale a pranzo lo saltiamo, che dici? Non collasseremo senza.

 Salsette et similia

Le salsette sono buone. E quindi due tartine ce le mangiamo. Con la maionese? E’ festa, su! I cannelloni della nonna sono indimenticabili e quindi fino a sei per farla contenta ce li mangiamo, d’accordo. Poi c’è l’arrosto o il pesce. Poi c’è l’insalata di rinforzo dove qualcuno ha il coraggio di mettere anche l’uovo sodo (sì, vengo dal sud amici, pazienza. I tortellini in brodo al sud si mangiano come contorno e non come primo durante le feste) e vuoi deludere la zia? Mangiamo pure quella. Magari però al dolce ci fermiamo, che ne dici? Lo lasci per il pomeriggio? Inutile sovraccaricarsi. Abbiamo fatto felice mamma, nonna e zia. Se abbiamo una famiglia numerosa il fegato farà BOOOM prima di Santo Stefano.

 La frutta

La frutta. Ovvia con la frutta. Portare (o chiedere con cortesia) in tavola la frutta è sempre la scelta giusta. Certo saltarla dopo un pasto del genere una cattiva idea non è, ma fingiamo con eleganza di partecipare al momento del dolce trangugiando una sana macedonia (o coinvolgendo tutti con l’alberello Kiwi. Ottima scusa no? Anche per farla mangiare ai più piccolini). E soprattutto limitiamo il richiamo dei pistacchi, noccioline e tutto quel meraviglioso cesto di vimini che viene preso d’assalto. Adesso non voglio fare terrorismo psicologico ma basta guardare le calorie dei pistacchi e sommarle a quelle del pranzo-cena festivi e riusciamo a soddisfare il fabbisogno calorico di tre giorni.
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 Le scale

Le scale. Un vero RunLovers fa sempre le scale. Direi di farle soprattutto durante le feste. Già l’ambiente è caldo (e non dovrebbe superare i 20 gradi) tra caminetti, stufette e copertine ma se non abbiamo la possibilità di correre e in più siamo preda di nonna, mamma e zia e ci aggiungiamo pure l’ascensore finisce che in mezzo ai pacchi troviamo anche un abbonamento alla famosissima depressione natalizia. Dopo essere saliti sulla bilancia (e comunque non va fatto! Magari a pesarci ci pensiamo dopo che ne dici? Psicologicamente farlo a ridosso delle feste è devastante. Usa i vestiti come metro di misura. Deprime talvolta ma giusto un po’ meno della bilancia).

La scarpetta

La scarpetta la evitiamo? No. Non intendo quella ai piedi. Sì, è buono il sugo della zia ma contando che il pane -in questo tripudio di carboidrati- tanto necessario non è ci manca pure che ci lasciamo sedurre dalla scarpetta. La nostra unica scarpetta, quella della nostra vita, è ai piedi. Non in mano.
Insomma il pane, davvero, limitiamolo.

 Le tisane

Le tisane. No non fare quella faccia. Non sono orrende le tisane. Ce ne sono di buonissime, speziate e anche al sapore di biscotto. Basta saper scegliere e se vuoi nei commenti te ne consiglio qualcuna. Ce ne sono anche al sapore di cioccolato che non hanno nulla da invidiare alla cioccolata calda (non è vero ma devi convincertene). Rilasseranno le pareti delle stomaco leggermente compromesse e ti daranno un senso di tranquillità. Per tutte le occasioni: digestive, rilassanti, disintossicanti e drenanti. Ne trovi tantissime anche online. Ne faccio fuori almeno quattro al giorno, ergo qualora cercassi qualcosa di specifico e sfizioso non hai che da chiedere. RunLovers al tuo servizio sempre! (Comunque si chiama Chocotea ed è buonissima! SO che te lo stavi chiedendo)

Panettone o Pandoro?

Il panettone è buono. Pure il pandoro. Nessuno dice che non bisogna mangiarlo e arricchirlo con creme e goccine di cioccolato. Solo che non per forza bisogna consumarli tutti. Hanno una data di scadenza piuttosto lunga e comunque puoi adoperarli per colazioni future e puoi pure farli diventare altro. Cosa sto dicendo? Sì. Con il pandoro si possono fare i cake pops e con il panettone pure dei piccoli tartufini. Seguiranno ricette di riciclo qui su Runlovers e pure in chiave proteica. Quindi direi: fermati. Ne puoi mettere pure qualcuno da parte. Non siamo adorabili cricetini che fanno scorta.

 E dopo le ovvietà?

In ultima analisi. Divertiti. Corri. E goditi la tua famiglia. Sorridi e non pensare ai tre chili in più. Vanno via in poco tempo e con qualche corsa. Inutile mentirsi: ci sono anche quelli fissati. Gli irriducibili che mangiano petto di pollo guardati male dai parenti. Certo ognuno è libero di fare ciò che vuole -a tavola questa è una sacra legge da rispettare sempre- ma la condivisione e il divertimento sono alla base di tutto e l’unione pure. Segui giusto qualche accorgimento. Non strafare solo per il semplice fatto che il tuo organismo messo improvvisamente sotto stress potrebbe risentirne dopo nelle corse.
E in linea generale. Ascolta il tuo corpo. Cedi ma rimani fermo.
L’equilibrio? Sì. Quel maledetto equilibrio difficile da gestire ma se fatto con il sorriso, la spensieratezza e soprattutto la conoscenza e la percezione di sé sarà un Natale bellissimo.
Qui su RunLovers stiamo spadellando natalate e si andrà a oltranza. Sei pronto?
Ti va di portarci nel tuo Natale? Mostrandoci i tuoi piatti? Ci piacerebbe moltissimo. Usa l’hashtag #runloversfood sia su twitter, facebook e Instagram. Ti aspettiamo!

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1 COMMENT

  1. complimenti per l’interessante articolo; come suggerito, mi da qualche indicazione di tisana?:) io sono ferma alle Sogni d’Oro e mi hanno un po stufato

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