Come on baby, light my run!

So che al momento la cosa che vi presenterò non vi interessa perché l’estate ci sta riempendo di tantissimissima luce e di giornate molte lunghe.

MA: visto che noi Runloveri sappiamo che non bisogna dare mai niente per scontato e ci premuriamo di voi, eccovi qua l’ultimo ritrovato per tutti coloro che corrono in modalità “gufi della notte”.

Di cosa si tratta?

Molto semplice: di una t-shirt (anche se qui sembra più una giacca da running, ma suvvia, non siate puntigliosi) con incorporata una luce.
Non i soliti materiali riflettenti, ma bensì una sorta di abat-jour. Un po’ come quelle con cui ci tiravano scemi da piccoli, che si illuminano con una cordicella e tu non puoi non seguire con i tuoi occhi beati la meravigliosa e rassicurante luce.

L’olandese Pauline van Dongen ha progettato questo capo di abbigliamento in modo da renderlo funzionale ma elegante: tanto per intenderci, non sarete più salutati come gli asfaltatori della A14 mentre correte. Pauline stessa ha avuto questa idea proprio perché come runner, era stanca di correre con improbabili bande da braccio catarifrangenti e giubbetti da ANAS dove anche i peli morivano per mancanza di ossigenazione.

La designer ha provato la sua nuova creazione alla 10km femminile di Amsterdam sabato 16 Maggio 2015, per poter fare le ultime modifiche prima di metterla in vendita al pubblico.

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La Phototrope (questo il nome della creazione su cui possiamo migliorare, direi) si basa su un sistema di strisce LED integrate in un jersey tecnico e materiale rifrangente, che ne aumenta ancora di più la luminosità.
Aspettiamo di sapere il prezzo finale e la distribuzione per confermare che ci piace tantissimo!
Se siete curiosi, eccovi un assaggio:

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=zO80nmgCbZs&w=560&h=315]

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Annalisa Zannoni (detta Anne): lo sguardo che pietrifica, la voce che stordisce, i tentacoli che stritolano. Sono tutte caratteristiche...che non le appartengono. I tentacoli forse ma non ho mai guardato troppo bene. Anne vive in vari posti, basta che si trovino tutti sulla linea di partenza di una maratona qualsiasi. Di professione fa l'ottimista. Ha da tempo iniziato il suo processo di trasformazione in donna bionica, sostituendo con delle protesi fatte di sushi le articolazioni infortunate. E' a buon punto ma ultimamente si è fermata sul processo di bionicizzazione delle caviglie dove è richiesto del wasabi aggiuntivo. Presto però sarà ultimata e allora il suo progetto di conquista del mondo potrà continuare. E noi la seguiremo come in quel quadro dove c'era la libertà con le poppe di fuori (che però è di schiena e quindi tutti corrono per vedere cosa c'è davanti), anche se Anne è più pudica.

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