Bolt vs Owens: chi vincerebbe?

Cosa accadrebbe se Usain Bolt corresse i 100 metri piani contro una leggenda del passato come Jesse Owens?

Il giornalista di Sport Illustrated David Epstein se l’è chiesto e ha immaginato questa sfida impossibile fra due ere e due miti dell’atletica. Le domande a cui voleva rispondere erano due: 

1. Chi vincerebbe?
2. Di quanto esattamente vincerebbe?

L’uomo va sempre più forte?

Bolt è stato capace di correre i 100 nel 2009 in 9″58 (record ancora imbattuto) mentre il personale Owens lo stabilì nel ’36 ed era di 10″2. Una differenza in termini spaziali di circa 4,26 m, poco più di 4 falcate. Se insomma entrambi riuscissero in un’ipotetica sfida testa a testa a esprimere il loro massimo pochi metri li dividerebbero (letteralmente pochi passi). Però 4,26 metri su 100 metri sono esattamente un 4,26%: Owens sarebbe più lento di Bolt del 4,26%.

Però

C’è un grande “però”: le condizioni in cui questi due record sono stati stabiliti sono molto diverse. Bolt li ha corsi su una superficie progettata per farlo correre al massimo delle sue possibilità, partendo da blocchi appositamente studiati, con scarpe ingegnerizzate su di lui. Owens correva invece su ghiaino e i blocchi di partenza se li faceva materialmente lui con una cazzuola da giardiniere, scavandoli nella ghiaia.

Bolt vs Owens, la sfida

Se i due campioni corressero nelle medesime condizioni oggi la differenza, ha calcolato Epstein, si ridurrebbe, e molto: a circa 1 sola falcata. Tra lo 0,5 e l’1%. Ricorda quanto era sulla carta: 4,26%. Ora si è ridotta a meno di un quarto, un metro o poco più.

Cosa dedurne? Che Bolt non è tanto più veloce di Owens? Che l’uomo in 60 anni non si è poi tanto velocizzato? È certo solo che l’uomo ha messo a punto allenamenti e preparazioni che l’hanno effettivamente fatto correre più veloce. Scarpe più performanti. Superfici più adatte. Eppure gli incrementi prestazionali non sembrano così vertiginosi, no?

Beh, non esageriamo: Bolt vincerebbe comunque. Un metro prima del traguardo sui 100 metri non è un metro qualsiasi: in una ultramaratona di 100 km un metro è un’inezia, ma su soli 100 metri ogni metro ha un nome: primo, secondo, terzo ecc. E tutti e 100 contano maledettamente tanto.

 

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