Anche i runners competitivi sono delle belle persone

Qui su RunLovers lo diciamo spesso, la corsa è bella perché ci fa sentire bene e non importa se sei veloce o se sei lento. Se corri e ami la corsa sei un RunLovers. Punto. Partendo da questo presupposto potrebbe venire da pensare che chi corre in maniera meno spensierata e maggiormente rivolto all’agonismo sia una brutta persona. Sia un freddo calcolatore che guarda solo a se stesso e considera gli altri runners come un possibile ostacolo al suo obiettivo ma, ve lo posso assicurare, non è così (non sempre perlomeno).

Nick Symmonds è sicuramente un agonista ma sa anche fare le ripetute con le lattine di birra
Nick Symmonds e il suo concetto di agonismo

Agonismo non è una parolaccia

Ci si può allenare duramente, pianificare le proprie gare con scrupolo, usare migliaia di apparecchi elettronici per monitorare le proprie prestazioni e puntare ad un risultato personale senza perdere il sorriso e il piacere di correre. Anzi, competere aggiunge un ulteriore elemento che rende la corsa ancora più elettrizzante e quindi più bella. E non c’è niente di male a volersi migliorare o a cercare di arrivare davanti a quel tizio che tutte le volte vi batte in volata. Quando ci riuscirete si aprirà una nuova sfida, lui vorrà ristabilire le gerarchie e voi ovviamente no.

Bekele Komon
Questi due mi arrivano sempre davanti alle marce paesane

 

La sportività è più grande quando c’è competizione

Uno degli aspetti che più mi piace del mondo dello sport è proprio la sportività. E’ un concetto che non sempre si vede applicato e forse appartiene più al mondo anglosassone che al nostro ma, per fortuna, mi pare di vedere qualche passo incoraggiante in questo senso anche tra di noi, nel mondo della corsa in particolare. E’ infatti piuttosto frequente vedere un runner che si complimenta con chi lo ha preceduto anche solo di pochi metri e con il quale ha duellato per tutta la lunghezza della gara. Oppure di altri atleti che gioiscono più di te se sei riuscito a migliorare il tuo personale su quella distanza. Sono tutti elementi bellissimi perché lasciano da parte possibili invidie o delusioni e si tramutano in ammirazione e rispetto.

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La competizione è elegante

E quindi il mio pensiero, in sostanza, è questo, non vi vergognate di competere, di puntare ad un risultato personale o ad un miglioramento rispetto ad un amico (o ad un nemico). La competizione fa bene a tutti. Se poi riuscite a farlo senza animosità ed in maniera sportiva tanto meglio.

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Giacomo Gobbo (detto Jack Lucarelli): di giorno veste i panni di un comune impiegato del catasto (o qualcosa del genere), uscito dal luogo di lavoro si cambia all'interno di una cabina telefonica e veste i panni di un Runner. L'avvento dei cellulari gli ha complicato enormemente la vita in quanto non trova più cabine all'interno delle quali cambiarsi. E i parcheggi delle aree di servizio sono luoghi per scambisti quindi l'operazione risulta essere altamente pericolosa. Ogni tanto parte in missione per conto di diomede, suo vicino di casa, e va a correre maratone e gare di trail di lunghezza spropositata. Ha un'insana passione per le storie sulla corsa e tende a riproporle, anche qui dentro, conciliando il sonno del pubblico.

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