Africa Extreme 2015: L’ avventura è vita

Tempo di lettura: 2 minuti

Gli avventurieri sono una categoria di persone strane: dedicano la propria vita a spostare l’asticella dei limiti (propri e di tutti noi) sempre un po’ più in là.
Sono atleti, certamente, ma anche motivatori, psicologi, filosofi moderni.
Se Alex Bellini è un avventuriero gentile e pacato, che pondera le proprie parole e molto osserva, Danilo Callegari è quasi il suo opposto.
Danilo è forza esplosiva, energia allo stato puro, mani che gesticolano quando parla delle sue imprese e dei suoi progetti.
Danilo è soprattutto sorriso! Un largo, smagliante e sincero sorriso. Che rivolge a tutti, ma che diventa splendente quando parla di ciò che fa.
E lui fa tante cose.

L’ultima, in ordine di tempo, è Africa Extreme, un’avventura di 51 giorni attraverso l’Africa. Detta così sembra (quasi) semplice. Servono i numeri per rendere appieno la portata dell’impresa:
50 km di nuoto continuativi in 24 ore, con partenza da Zanzibar Town e arrivo a Bagamoyo.
1.200 km di corsa endurance pari a 27 maratone. Partenza da Bagamoyo fino al Campo Base del Kilimanjaro, coprendo una maratona al giorno. Danilo correrà lungo strade sterrate che percorrono l’arido e inospitale entroterra della Tanzania e salirà e scenderà su altopiani attraversando immense zone di savana.
Salita del Kilimanjaro (5.895 mt) senza campi intermedi, con partenza dalle pendici della vetta africana (1.600 mt) e arrivo direttamente in vetta con 4.000 mt di dislivello positivo.

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(Hai l’espressione sbigottita, vero?)

Africa Extreme, che già di per sé è un’impresa al limiti dell’epico, fa parte di “7 Summits Solo Project”, il progetto con cui Danilo Callegari si propone di raggiungere le sette vette più alte dei 7 Continenti unendo all’impresa alpinistica vera e propria altrettante sfide di outdoor estremo, e di diversa tipologia.
Africa Extreme è la terza tappa di questo percorso, cominciato nel 2011 con il South America Extreme: la conquista del Cerro Acocangua (6.962 mt. ) dopo 4.500 km in bicicletta e 280 km in canoa sul lago Titikaka.

Il progetto è poi proseguito poi nel 2012 con Europa Extreme: la scalata dell’Elbrus, che con i suoi 5.642 metri è la vetta più alta della catena del Caucaso, a cui seguirono 4.000 km in bicicletta attraverso Russia, Ucraina, Romania, Ungheria, Slovenia e infine Italia, con arrivo nella “sua” Pordenone.

E ora, appunto, l’Africa.
Il viaggio per il continente nero è iniziato ben prima dello scorso 3 ottobre, quando Danilo e lo staff che lo accompagna è partito per la Tanzania.
Il viaggio di Africa Extreme è cominciato mesi fa, con una preparazione ad hoc fatta di continui allenamenti giornalieri in tutte le discipline e culminata con i test preparatori: una prima traversata di 20k a nuoto a Lignano Sabbiadoro a metà luglio, l’ascesa da Gressoney alla capanna Margherita e ritorno (3.400 mt di dislivello positivo ed altrettanti in negativo) in meno di 24 ore a fine luglio, ed il running test (5 maratone in 5 giorni) ad agosto.

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Ora Danilo sta ricaricando le batterie dopo aver portato a termine la prima frazione, nuotando per 50k dall’isola di Zanzibar alle coste della Tanzania in 23 ore: nulla lo ha fermato, né le onde alte metri, il mare grosso, la medusa che lo colpito in volto.
Perché come dice Danilo “l’avventura è vita… E i limiti sono solo nella nostra mente”

Per seguire Africa Extreme
http://danilocallegari.com/africa-xtreme-2015/
facebook.com/Danilo-Callegari

Credit photo: Lorenzo Franco Santin

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Nata in sella a una moto da cross, sa smontare una forcella e modificare un carburatore. È premio Nobel in organizzazione della giornata e ottimizzazione del tempo. I ben informati dicono che i suoi orologi hanno 29 ore e che riesce a scrivere anche quando dorme.Divisa tra lavoro, famiglia e vita quotidiana, corre veloce e osserva. Tutto. Parla di: Lifestyle su girls.runlovers.it

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