Tempo run – Cos’è e a cosa serve

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Quando fai attività fisica consumi glicogeno e grassi (per molti questo è il motivo principale per farne – consumare grassi). Il glicogeno ti fornisce energia immediata, i grassi la immagazzinano e la rilasciano solo dopo processi di una certa complessità. C’è una linea rossa che divide il consumo dei grassi e del glicogeno. Se riesci ad individuare questa linea rossa puoi sapere dove si trova e spostarla: questo è il senso del tempo run.

La sottile linea rossa

Allenarti su quei precisi ritmi e spostarli in modo da sfruttare meglio l’ossigeno nei tuoi muscoli (fare aerobica) e da ritardare la produzione di lattato che il tuo corpo non riuscirà a smaltire in poco tempo, provocandoti affaticamento: ecco su cosa lavora la tempo run. In altre parole: quando entri in zona anaerobica inizi a produrre lattato in concentrazioni tali da non riuscire ad eliminarlo in breve tempo. Quindi sarai presto stanco. Più alzi questa soglia, più tardi ci arriverai.

Trova la tua linea rossa

Quanto più ti abitui ad allenarti restando sulla tua linea rossa, tanto più aumenti la soglia lattacida (il nome scientifico della tua bellissima linea rossa, che distingue il tuo sforzo anaeorobico da quello aerobico). In altre parole prepari il tuo corpo a resistere di più: quanto più alzi infatti la soglia anaerobica (quella zona nella quale è più difficile mantenere uno sforzo senza esserne sfiancati) tanto più… resisterai.
Come farlo? Allenandoti e ascoltando il tuo corpo.
Come trovare la tua linea rossa? Fai così:

  1. Inizia l’allenamento con qualche minuto di riscaldamento camminando
  2. Corri alla tua normale andatura (senza particolare sforzo) per 10-15 minuti cantando “Volare, ohhh” o una canzone che ami
  3. Aumenta la velocità abbastanza da riuscire a cantarla ma staccando le parole e interrompendoti tra un respiro e l’altro. Devi riuscire a canticchiarla in maniera riconoscibile. Se non ce la fai hai superato la linea rossa, se la canti ancora tranquillamente sei ancora sotto la tua linea rossa.
  4. Corri così per 20-25 minuti. Alla fine segna i tempi e le velocità e, se hai il cardio con te, anche il battito cardiaco.
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Ora sai una cosa in più di te, ossia dove si trova la tua soglia lattacida (all’incirca):  a che velocità e con che battiti del cuore.

Cosa modifica la tua soglia lattacida

La tua soglia non è costante: come abbiamo visto non è individuabile con un calcolo matematico ma serve esperienza e la capacità di ascoltare il tuo corpo. La puoi modificare ma anche dei fattori esterni possono farlo: condizioni meteo, temperatura, tipo di terreno. La cosa migliore è verificarla in diverse condizioni e sapere quindi in anticipo dove si trova la tua soglia in quei frangenti (temperatura esterna, condizioni meteo, tipo di percorso; altitudine ecc.).

Per questo è fondamentale ascoltare il tuo corpo e provare ripetutamente l’esercizio. E poi allenarsi, lungo la sottile linea rossa, per almeno un all’allenamento ogni 2/3.

(Photo Credits from Flickr by Anthony Albright)

 

 

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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