Storia di un tradimento (o di un cambio di pettinatura)

Articoli correlati

Quando l’obiettivo di correre forte incontra i 30 anni

La passione e il rapporto "d'amore" con la corsa ti fanno andare oltre i tuoi limiti. Ecco cosa significa essere velocisti a trent'anni.

I motivi per assumere un runner

Un bel contributo di Giulia Panna che, oltre a essere una runner, si occupa di risorse umane. È una bella riflessione - scritta in linguaggio "tecnico" - sulle caratteristiche che hanno molti runner e che sono utili nel lavoro e nella vita.

Il ritiro in gara. Guida – semiseria – per accettazione e superamento

Può succedere di ritirarsi durante una gara e non è un gran problema. Capita a tutti, anche a Sara che però, in questo caso, ci scrive la sua guadi per superare l'evento.

Come un giorno ho cominciato a respirare, correndo

L'asma può impedirti di correre? Per lei non è stato così.
RunLovers
Ognuno corre come vuole, semplicemente, naturalmente. Semplicemente, naturalmente, Runlovers parla di cosa si parla quando si parla di corsa.

Tempo di lettura: 2 minutiQuando ho iniziato a correre non ero mica sicuro mi sarebbe piaciuto. 
Gli amici ciclisti l’han preso come un tradimento. Quando vedevano le tracce del mio Garmin disegnare anelli concentrici del diametro di qualche chilometro anziché di centinaia, mi dicevano: “chissà che noia! molla quella roba lì, torna in sella, torna in te!”.
 E io niente. Non ne volevo mica sapere di tornare in me.
Tutt’altro: andavo avanti. A suon di ripetute, medi progressivi, lunghi lenti, persino lunghissimi alla Tergat. Cose da pazzi.

L’immagine del tradimento

La sera quando vedevo le mie specialissime in carbonio in cantina, mi sentivo come un marito che ha tradito la moglie. Non riuscivo a guardarle negli occhi. Mi si stringeva il cuore.
Eran tutti certi: ce lo siamo giocato. Ha appeso le pedivelle al chiodo. Definitivamente.
E invece… invece si sbagliavano: tra pochissimo sarò nuovamente con loro, pronto a pestare sui pedali più forte che mai. La bicicletta non l’ho mica abbandonata. Cosa credevate? Anzi.

Prima però, dovevo fare qualcosa di importante.

Tra una manciata di giorni mi aspetta una maratona. La mia “prima” maratona. Quella di Milano.
E perché questa stramba idea di correre, e per giunta 42 chilometri, quando io il “mio” sport ce l’avevo già? 
La risposta è semplice.
Perché ho visto quelle facce. 
Quelle dei corridori stravolti alla Milano Marathon di un anno fa.
Mi è bastato un attimo, mentre li ho visti passare sotto casa, per capire che quella faccia la volevo anche io. Ero in trance.
Così ho iniziato a correre. A ottobre, appena finita la stagione della bici. 
Ho corso giorno dopo giorno sempre di più.
All’inizio ero timido, incerto, mi sembrava di muovermi su un campo da gioco non mio. Sbagliavo molte cose. Altre le azzeccavo. 
Poi via via ho acquistato fiducia, determinazione, sicurezza. E i lavori sono diventati via via sempre più precisi, utili, proficui. 
Ho corso in pista, al parco, a 2000 metri di quota e al livello del mare, ho partecipato alla mia prima mezza e poi alla seconda, poi ho fatto i miei primi trenta e infine, udite udite, settimana scorsa, addirittura i 36.
E ogni volta tornavo a casa felice. Quasi avessi pedalato.

Posso spiegarti tutto

Mi sono accorto che non stavo tradendo proprio nessuno. 
Anzi, la mia amante era sempre la stessa. Lei.
La fatica. Aveva solo cambiato pettinatura. 
Correndo avevo scoperto un altro sport bellissimo. Uno sport, certo diverso dalla bici, ma con le sue regole i suoi rituali e i suoi intensi perché. 
”Datevi un obiettivo e preparatelo” in fondo è l’unica massima che mi aiuta a sentirmi meglio. Perché tradirla ora?

Giacomo Pellizzari (@ciclopericoloso)

(Image: Cattura di Cristo di Michelangelo Merisi da Caravaggio)

- Advertisement -

Altri articoli

2 COMMENTS

  1. Io ero uno di quelli… con la faccia stravolta ed era la mia prima, e per ora, unica maratona.
    Hai ragione, conosco la bici e la fatica, e ogni volta si torna a casa contenti.
    In bocca al lupo per questa prova :o)

  2. È esattamente ciò che (timidamente) sto vivendo io in questo periodo… Sono ancora nella fase “tanto è solo un momento” ma sono consapevole di essere sull’orlo del baratro… La mia specialissima mi guarda con la coda dell’occhio mentre apro la porta e vado via con le mie Vomero ai piedi (non sono pazzo!).

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

- Advertisement -

News più recenti

New Balance Fresh Foam More v2 e Trail v1: do more

Su strada e fuori strada: New Balance presenta due importanti novità che promettono ammortizzazione, sicurezza e leggerezza

Lo strano caso delle scarpe LIDL

LIDL ha messo in vendita delle sneaker per cui tutti sono impazziti, fino a pagarle cifre assurde

Il latte di mandorla siciliano

Sorseggiato con del ghiaccio sotto il patio e un libro in mano guardando le onde. Ecco la vera Estate siciliana

L’alimentazione dopo l’allenamento

In che maniera e con cosa bisogna alimentarsi dopo un allenamento? Vediamo nel dettaglio come gestire l'allenamento anche nell'alimentazione

Il caldo può farti correre meglio

Correre con il caldo non è solo un ottimo allenamento mentale ma anche fisico: ecco perché, secondo la scienza

Brooks Glycerin 18, missione morbidezza e protezione

Più morbide, più leggere, sempre reattive e versatili: ecco la 18a versione delle Brooks Glycerin

Wilson Kipsang squalificato per 4 anni

Dopo le indagini, la sentenza: quattro anni di squalifica per Wilson Kipsang
- Advertisement -

Scelti dalla redazione

Ti scrivo su Telegram

Nasce il canale ufficiale Runlovers su Telegram. Lì ti avviseremo in tempo reale sull’uscita di nuovi post, news, appuntamenti e approfondimenti.

La bici nell’Ironman

Per molti versi, la prestazione in un ironman si decide nella frazione in bici. Ecco come affrontarla, pianificarla e gestirla al meglio.

Correre con il caldo

Se non vuoi rinunciare a correre anche d'estate e col caldo, almeno fallo seguendo i consigli di RunLovers.