RunLovers meets Allyson Felix

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Abbiamo intervistato Allyson Felix. Una delle quattro donne più veloci di sempre sui 200 metri, quella che ha vinto la bellezza di 15 medaglie d’oro in competizioni mondiali (nessun errore di battitura, sono proprio quindici), sì, proprio lei!

Cogliendo l’occasione per la sua presenza al lancio europeo delle nuove Nike Flyknit Lunar2, entriamo in un salottino del Nike Store di Berlino e la troviamo rilassata e pronta a chiacchierare con la comunicatività che solamente una grande atleta può avere. Colpisce, Allyson Felix, perché sorride sempre, perché ama parlare di quello che fa, perché non è fisicamente imponente ma capisci in un istante che il suo fisico è una perfetta macchina da velocità. E ti mette a tuo agio anche se tu non smetti di pensare: “minchia, sto intervistando la campionessa olimpica dei 200 metri!” e un po’ ti sudano le mani.

Ecco, lei è così, questo è quello che ci ha raccontato e alla fine si è fatta una selfie con tutti noi.

Come stai innanzitutto dopo l’infortunio di agosto?

Molto meglio, grazie. Ho riiniziato ad allenarmi e sono contenta di aver ricominciato a correre e a fare ciò che mi rende felice.

Tu hai avuto grandissimi risultati. In quale proporzione sono dovuti secondo te al talento e al duro allenamento?

Penso si tratti di un equilibrio: puoi lavorare duramente ma se non hai talento non riesci ad avere risultati ma se hai il talento e sei disposta a lavorare molto allora puoi fare qualcosa di davvero speciale.
Mi piace molto lavorare duro e vedere i risultati. Alla fine ci vogliono entrambe le cose.

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Quando ti alleni ti concentri di più sullo sviluppo della potenza o dell’agilità?

Credo ancora che sia una combinazione di diversi fattori. Ci vuole molto lavoro per sviluppare la potenza. La potenza è importante, ma poi devi scaricarla e per farlo hai bisogno di un corpo flessibile ed elastico. Sono diversi gli aspetti che devi curare e fare andare d’accordo per essere una vera runner.

Ora che ti sei rimessa a che tempo punti per il 2014?

Non penso a un tempo preciso. Spero di avere una stagione di successi non essendoci poi quest’anno alcuna competizione mondiale quindi direi che delle buone performance vanno benissimo.

Insomma il tuo target è vincere.

Ecco sì, direi che sarebbe proprio bello (ride). E non importa il tempo, l’importante è vincere.

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In Italia si pensa che un atleta sia una persona fortunata, uno o una che se la gode senza soffrire particolarmente. Insomma: si pensa che un atleta fa soldi divertendosi e basta. Allora, potresti parlarci di com’è un tuo allenamento tipo e quanto duro è?

Mi alleno 5 ore al giorno: 3 su pista spese fra riscaldamento e poi quello che è previsto per quel giorno, tipo endurance o velocità o entrambe. Poi mi fermo, mangio qualcosa e poi vado in palestra. La palestra è fondamentale per me: ci sto un paio d’ore e faccio pesi, molto movimento ed esercizi usando il peso del mio corpo e altro.
Poi mi riposo un po’. Poi chiropratico o un massaggio, soprattutto per capire se il mio corpo sta lavorando bene. A volte faccio un bagno ghiacciato per recuperare più in fretta ed essere pronta ad allenarmi subito il giorno dopo.
È un lavoro duro ma alla fine è la tua passione, quindi ci si diverte anche molto.

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Cosa deve fare una ragazza per diventare come Allyson Felix?

(ride)  Io ho iniziato al liceo. Non ho iniziato a correre da piccola. Avevo già 18-19 anni. Alla fine perso sia importante soprattutto capire qual è il tuo sport. È importante praticare diversi sport e capire quale è il tuo. Così io ho capito che volevo dedicarmi all’atletica.
Si tratta di fissarti delle priorità ed essere disposta a fare sacrifici e lavorare duramente. Allora riuscirai ad ottenere risultati.

Ascolti musica allenandoti? Chi preferisci? È importante per te?

Sì, soprattutto durante il riscaldamento o lo stretching la ascolto. Mi piace Jay Z e Beyoncé. Tutto ciò che ha ritmo e che ti prepara a correre forte va benissimo.

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Un ringraziamento particolare va a Nike Italia che ci ha permesso di realizzare questa intervista.

(Photo Credits Pascal/Nike e Andrea Schilirò)

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