Nike Flyknit Lunar2, progettate per l’atleta

Come nasce una scarpa da running? Alcune (le più rare) sono modelli nuovi – mai visti sul mercato – che introducono tecnologie e approcci innovativi; altre semplicemente sono nuove colorazioni di calzature già in commercio; altre ancora (quasi tutte) sono evoluzioni di modelli esistenti. Ho usato la parola evoluzione perché in alcuni casi non è detto che l’evoluzione sia migliorativa, soprattutto se tu eri tanto affezionato al modello precedente. Non è questo il caso, tranquillo. Comunque sia, c’è una cosa sola veramente importante ed è pure la più banale: la scarpa dev’essere pensata per correre e non solamente per l’happy hour newyorkese dove presentarsi per dire “What’s up, bitches, I’m a runner”. Purtroppo la “bellezza” di una scarpa da running a volte viene percepita come una “non specificità”. Beh, è sbagliato. Punto.

Se hai superato incolume il pistolotto sull’estetica – porta pazienza ma lo volevo dire da un bel po’ e magari ci torneremo un’altra volta più diffusamente – torniamo a come nasce una scarpa da running e com’è nata la Nike Flyknit Lunar2 in particolare.

Performance-centrica

Nike Flyknit Lunar2

Ho avuto la possibilità di fare una chiacchierata con Sean McDowell, Vice-President e Creative Director Running per Nike, che ha messo l’accento su come queste Flyknit Lunar2 siano nate dagli atleti e per gli atleti.

“Partiamo sempre dall’atleta. Abbiamo parlato con moltissimi atleti per capire quali fossero le loro necessità, i loro desideri e, cronometro alla mano, le abbiamo sviluppate con loro” (Sean McDowell)

In effetti il risultato è un’ottima scarpa, sicuramente orientata alle performance. La indossi e la senti leggera (siamo sull’ordine del 250 gr.), confortevole, aderente e supportiva. La tomaia, pur rimanendo nella famiglia Flyknit, è molto cambiata rispetto al modello precedente: ora la linguetta è integrata nella tomaia, l’occhiello aggiuntivo per l’allacciatura ne favorisce l’aderenza e la calzata ma – soprattutto – l’aggiunta di un elemento flywire (le strutture laterali di supporto) dà al piede una grande sensazione di stabilità.

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Per fartela breve, appena la indossi, capisci che le Flyknit Lunar2 sono pensate per farti correre più veloce.

E la tomaia Flyknit è senza dubbio una delle principali (e più efficienti) innovazioni della calzatura da running degli ultimi 2 anni. Leggera, traspirante e comoda, permette una notevole riduzione di peso senza perdere in supporto e stabilità. Praticamente è un “calzino intelligente” applicato a una suola e nelle Lunar2 dà una notevole dimostrazione della sua funzionalità.

Morbida e reattiva

nike flyknit lunar2

Quando inizi a correre percepisci subito la maggiore presenza della suola Lunarlon rispetto alla Lunar1, morbida e riposante ma non per questo goffa o lenta. La scarpa reagisce molto bene alla spinta, soprattutto quando viaggi a ritmi al di sotto dei 5’/km, tanto da far pensare abbia due anime. Una più tranquilla per chi vuole fare le sue corsette senza l’assillo del cronometro; un’altra aggressiva e veloce per chi spinge più forte.

Scendendo ulteriormente, la suola è totalmente cambiata – con una struttura ad anelli concentrici – e si adatta ai diversi punti di pressione in fase di appoggio e stacco.

Come va?

nike flyknit lunar2

La Nike Flyknit Lunar2 riesce a unire la performance con la comodità. Un ecosistema in cui tomaia, supporto, intersuola e suola lavorano insieme in modo estremamente bilanciato per permetterti di concentrarti sull’unica cosa che importa veramente: correre. La cosa sorprendente è che, nonostante tutte le innovazioni tecnologiche che contiene, la Lunar2 è una scarpa sincera: non ha bisogno di adattamenti particolari, la infili e corri. Certo, queste scarpe non sono ideali per i “lunghi-lenti” di atleti particolarmente pesanti – l’adeguatezza di una scarpa dipende sempre dal tipo di utilizzo che ne farai – ma in genere, a mio avviso, saranno perfette per percorrenze fino ai 20/25 km.

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Unico neo? Il prezzo: 160 euro di listino (ma le puoi trovare anche sui 130/140€). Un po’ alto ma totalmente giustificato dal contenuto tecnico della scarpa e dalla tomaia Flyknit, in linea con i “top di gamma” delle altre case produttrici. (Ma se le compri nel Nike Store di Milano Porta Nuova, con una speciale macchina a vapore, adatteranno la tomaia perfettamente per il tuo piede)

Dove finisce lo sviluppo di una scarpa?

nike flyknit lunar2

Ho iniziato spiegandoti che lo sviluppo della scarpa inizia dalle performance ma dove finisce? Sì, proprio lì: nell’estetica! ;)

E in questo caso Nike ha fatto un ottimo lavoro: l’aspetto delle Lunar2 è molto curato, le colorazioni sono originali e certamente sono influenzate dalla moda. Ma, in fondo, se oltre a farti correre veloce sono anche belle non puoi certo lamentarti, no?!

Nike Flyknit Lunar2

IN BREVE
Comodità
9
Estetica
9
Calzata
9
Tomaia
10
Suola
9
Peso percepito
9
Rapporto qualità/prezzo
7
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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

1 COMMENTO

  1. Concordo, io le ho prese per caso ad uno store nella nike ai saldi: risultato ? pagate 40 euro… come vanno? comode…reattive è come non averle…penso che siano il top di gamma…

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