Nike Air Zoom Elite 7 – La prova

Cosa ci fai con delle Nike con ammortizzazione secca e molto avvolgenti, quasi brutali? Ci corri, di brutto.

Le Nike Zoom Elite 7 potrebbero sembrarti delle Air Zoom Pegasus 31: nel design, nella suola, nell’intersuola. Potrebbero sembrare. Ma non lo sono.
Però guardandole potresti essere tratto in inganno: la suola è la stessa (apparentemente), il design della tomaia non è proprio uguale ma molto simile. C’è solo lo swoosh spostato in avanti (curiosità: si chiama “Television logo” ed è messo lì perché sia più visibile quando un atleta che le indossa viene inquadrato, esattamente come avviene in quelle da basket). Sono solo estetiche le differenze allora? Sono quasi uguali allora? No.

Le Zoom Elite 7 sono le Zoom Elite 7

IMG_9337

Ti basta indossarle e allacciarle per capire che hai messo il piede in una scarpa completamente diversa: è più avvolgente, è più secca, è… diversa.
Poi ti guardi il piede è noti innanzitutto l’allacciatura, che è asimmetrica: è spostata infatti verso l’interno del piede, in modo da lasciare all’esterno una spalla più generosa. L’ammortizzazione è più secca. Il serraggio del piede è fermo. È come salire sulla tua Porsche 911 (chi non ne ha una?) e accorgerti che si è trasformata in una GT3 Rs: meno fronzoli, niente aria condizionata, niente impianto stereo, cinture a 4 punti per contenerti meglio in curva.

Per i lunghi, per il racing

Le Elite 7 sono sincere sin dall’inizio: sono scarpe che ti dicono subito quel che ti vogliono far fare. Racing. Con loro si corre. Ti avviluppano il piede – stringendolo quasi – e non danno minimamente quella sensazione tipica di molte Nike: non sono “morbide e comode, quasi cedevoli”. Sono secche. Hanno una missione: scaricare a terra la tua potenza, senza perderne neanche un po’.
Basta correrci un po’ per capire che l’intersuola ha solo lo stesso design di quella della Pegasus 31, ma una consistenza completamente diversa: più dura, più bruta. Non a caso è una scarpa che non vuole stare ferma. Sembra quasi scomoda finché stai fermo. Poi ci corri e rivela la sua natura: ti porta, ti sostiene, ti assiste. E si ammorbidisce, dandoti la sensazione di essere sempre in controllo.

LEGGI ANCHE:
Inov-8 Road 233: l'evoluzione del piede

Togliere peso, aggiungere stabilità

Fa14_RN_Elite_7_FemaleFtw_Heel.jpeg_32211

La tomaia è costituita da una mesh in layer singolo, molto traspirante e leggera. I punti critici come il puntale e i fianchi sono rinforzati con inserti termosaldati secondo un disegno caratteristico di questa linea 2014 di Air Zoom, che risponde però ad una logica funzionale e non solo estetica. Rinforza, segue le linee di carico del sistema di allacciatura FlyWire e blocca il tallone. Il collo è imbottito generosamente e la linguetta è fissata all’interno della tomaia in modo da restare in posizione anche dopo molti km (sì, infilarsi le Air Elite 7 richiede che le slacci, rendi lasca l’allacciatura, allontani le due parti e poi, ma solo poi, puoi inserirci il piede). Il bordo superiore della linguetta a contatto con il collo del piede è sottilissimo, quasi tagliente, se non fosse per il rivestimento quasi felpato che evita gli sfregamenti (bel dettaglio).

Fa14_RN_Elite_7_FemaleFtw_Upper.jpeg_32213

La conchiglia è posteriormente sagomata in modo da permettere al tendine di achille di flettersi senza essere costretto o “segato” da un bordo anatomicamente non corretto (grazie, grazie, grazie).

Fatte per correre

Ma, a parte il fatto che sono avvolgenti, secche ecc., da cosa si capisce che le Elite 7 sono fatte per correre? Per esempio dalla suola: esternamente la scolpitura diventa un binario che chiude il bordo con una gomma a mescola più dura che contiene l’appoggio laterale.

LEGGI ANCHE:
ASICS GEL-Kayano 25: la recensione

Fa14_RN_Elite_7_FemaleFTW_Sole.jpeg_32209
Il drop di 8 millimetri è da racing, o comunque da scarpa che porta il runner a lavorare più di avampiede, quindi più da velocista. E l’unità Zoom è montata proprio nell’avampiede (mentre non c’è sul tallone, come sulle Pegasus 31): le Elite sono progettate per rendere meglio quando lavorano in quella zona. Lì si esprime la risposta massima dell’intersuola e della sua unità Zoom integrata.

Due anime in una

Fa14_RN_Elite_DSC_1112_no_tattoo_rgb_32214

Le Air Zoom Elite 7 hanno una doppia natura: da velociste e da lunghi. Per bassi chilometraggi ti assistono con la loro spartana presenza, nei lunghi si ammorbidiscono, pur continuando a sostenerti molto bene. Lunghi veloci? Ehi, dove l’ho già sentita questa? Gara o tempo run: lavorare al massimo o a regimi molto sostenuti. Una scarpa dal solito bellissimo design Nike eppure con un’anima tecnica molto sviluppata. Come dice Seb Tesche, uno dei suoi disegnatori, “Una scarpa tecnica non deve per forza essere brutta per funzionare, no? Che male c’è se è pure bella?”.
Già, che male c’è?

Le Nike Air Zoom Elite 7 sono in vendita nello store Nike a 131 euro.

Fa14_RN_Elite_W_LAT_32168 Fa14_RN_Elite_M_LAT_32169 Fa14_RN_Elite_ECR6595_rgb_32207 Fa14_RN_Elite_ECR6464_rgb_32217

IN BREVE
Comodità
8
Estetica
9
Calzata
9
Tomaia
8
Suola
9
Peso percepito
9
Rapporto qualità/prezzo
8
CONDIVIDI
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.