Nathan forever

“L’avventura del futuro, il futuro dell’avventura”

Alzi la mano chi ha capito immediatamente la citazione qui sopra. Chi ama i comics sa che si tratta dello slogan di Nathan Never, fumetto cult editato a partire dai primi anni Novanta da Sergio Bonelli Editore. Io non amo particolarmente la fantascienza ma, per qualche motivo che ignoro (chiedo lumi agli psicanalisti runner all’ascolto), la fantascienza mi affascina.

Prendi Blade Runner ad esempio: quella visione così cinica eppure reale del futuro, quegli scenari dove le macchine predominano sull’uomo e la tecnologia diventa mainstream e parte integrante del quotidiano. Interpretati con il senno di poi autori come Asimov, Dick e Clarke possono essere definiti profeti. Nathan Never vide la luce proprio ispirato da Rick Deckard, il protagonista di Blade Runner (Harrison Ford nel film) e per mano della cosiddetta “banda dei sardi”, il trio di disegnatori composto da Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna.

Un supereroe e la Sardegna, due elementi fondamentali della nostra storia

Eggià, perché oggi voglio raccontarti una storia. E il protagonista di questa storia è, a suo modo, un supereroe. E si chiama Nathan. Nathan Farrugia è un IronMan e un triathleta maltese non nuovo a imprese sportive che hanno dell’incredibile, ancor più se pensi che sono tutte votate ad obiettivi di charity.

Correre 27 maratone in 27 giorni consecutivi in 27 diverse città… non è da supereroi??? (hai la stessa espressione che ho fatto io vero?)

Lo scorso 13 giugno Nathan è partito da Macinaggio, a nord della Corsica, per la sua ultima impresa sportiva, l’Eurosport UltraMed Challenge, un triathlon di 666 km attraverso Corsica e Sardegna fino a Teulada, sulla costa sud occidentale dell’Isola. Scopo di questa impresa è raccogliere il maggior numero di fondi destinati a progetti per bambini disabili o con difficoltà, tramite una raccolta fondi online e con una campagna di sensibilizzazione. Ad aiutare Nathan tanti supporter e amici, tra cui Andrea, coordinatore della tappa sarda e mio amico da lungo tempo (ma di lui ti racconterò prossimamente).

La tappa in Corsica, che prevedeva quasi 200 km di corsa, mette a dura prova Nathan: il caldo e una brutta crisi causata dalla disidratazione fermano Nathan al secondo giorno, dopo aver percorso 160 km e costringendolo al ricovero.

L’impresa, organizzata fin nei minimi dettagli, sembra perduta ma Nathan non ne vuole sapere di abbandonare. Ora, più che mai, diventa una sfida da portare a termine. Una sfida solidale, ché qui ci sono bambini da aiutare. Dopo due giorni di ricovero riparte e ad attenderlo ci sono le Bocche di Bonifacio da attraversare a nuoto. E non è esattamente come fare “qualche vasca”.

Seppur a fatica Nathan raggiunge la riva a Santa Teresa di Gallura, dove lo aspetta la sua bici e una strada lunga (solo) altri 440 chilometri. E zero assistenza, terminata con l’approdo sulle coste sarde.

Non so tu ma io non oso nemmeno immaginare cosa siano 440 km con il ‘fondoschiena’ sempre appoggiato sulla sella. E dopo aver nuotato in mare aperto e con correnti non proprio “amichevoli”. Ma, proprio come nel fumetto della Bonelli, Nathan tira fuori le ultime energie rimaste e l’arrivo a Tueredda avviene pressoché in solitaria, al tramonto, su una spiaggia deserta.

Perché gli eroi, che tanto si prodigano per gli altri, alla fine sono soli.
E l’avventura, l’impresa appena compiuta, è già il passato.
Il futuro è un’altra avventura, ancora da scrivere.

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per saperne di più su Nathan:
www.ultramedchallenge.com
http://inspire.org.mt

 

 

Immagine di Copertina di Mario Atzori

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