Mizuno Wave Rider 17: le due facce della luna

Se dico Wave Rider 17, i sostenitori Mizuno si dividono subito in due fazioni: chi la ama moltissimo e chi invece preferiva i modelli precedenti. In effetti l’introduzione della nuova mescola U4ic all’intersuola ha modificato la dinamica di questa scarpa – cavallo di battaglia Mizuno nelle ultime stagioni – dandole due differenti anime e comportamenti. In entrambi i casi trovo le Rider 17 molto equilibrate nella combinazione tomaia – intersuola – suola.

Tomaia o calzino? Entrambi!

La tomaia delle Wave Rider 17 è molto traspirante e permette al piede di tenere la giusta temperatura nelle condizioni di utilizzo normale ma la sua caratteristica – comune anche alle versioni precedenti – è la totale mancanza di cuciture, togliendo così elementi che possono generare attriti fastidiosi. Infatti gli elementi strutturali sono termosaldati alla tomaia e ridotti all’essenziale: il “solo dove serve” è una filosofia che mi piace molto e che permette, come in questo caso, un notevole abbassamento del peso totale della calzatura (siamo sui 250 grammi). Questo non significa che non sia protettiva, sta’ pure tranquillo, le Rider 17 sostengono dove serve, con efficacia, e danno un ottimo supporto, qualunque sia il runner che le indossi.

Mizuno-Wave-Rider-17-02

La versione Speedy Gonzalez, ottimizzata

Il cambiamento radicale delle nuove Rider sta nel sistema suola/intersuola. Dalla tradizionale tecnologia AP+ che tante soddisfazioni ha dato alla casa giapponese, ora l’intersuola è realizzata nel nuovo materiale U4ic: la nuova mescola permette una riduzione del 30% del peso rispetto alla precedente tecnologia, pur mantenendo le caratteristiche di ammorizzazione e protezione. Parallelamente, il nuovo materiale dissipa meno energia nella fase appoggio-rullata-stacco migliorando l’efficienza della scarpa e rendendola una scarpa con cui affrontare tranquillamente anche gare veloci oltre che qualunque tipologia di allenamento. Questa percezione arriva anche dalla suola, totalmente modificata rispetto al modello precedente: i Flex Controller, che rendevano la rullata più omogenea, sono stati sostituiti dalla tecnologia Smoothride che ha lo stesso utilizzo ma è meno “invadente”. Spariti anche gli inserti in carbonio, sostituiti da una plastica morbida.

Non temere però, le Rider 17 non hanno “venduto l’anima al diavolo”: sono sempre delle scarpe di impostazione tradizionali, con drop 12 mm, e molto protettive. Semplicemente sono state ottimizzate e rese più leggere.

L’unica cosa che mi lascia un po’ perplesso, mia opinione personale, è che la scarpa è un po’ rigida alla flessione e quindi ai ritmi lenti trasmette un feeling strano, come se pesasse di più, il che si trasforma in una sensazione di grande protezione. Però non appena acceleri (al di sotto dei 5’/km) passa tutto e ti sembra di volare, protetto.

Mizuno-Wave-Rider-17-03

E quindi la devo comprare?

Se sei un runner tradizionale (e sufficientemente veloce da poterla apprezzare) e vuoi una scarpa che ti permetta di fare qualunque allenamento, devi assolutamente tenere le Wave Rider 17 in considerazione. Attenzione però alla numerazione che, a mio avviso, è più aderente a quella UK che a quella italiana (EU). Anche l’estetica è molto migliorata rispetto ai modelli precedenti e, si sa, anche l’occhio vuole la sua parte.

Il prezzo è allineato al mercato: di listino costa 150€ ma la si trova tranquillamente attorno ai 120€.

Mizuno-Wave-Rider-17-05Mizuno-Wave-Rider-17-06Mizuno-Wave-Rider-17-07Mizuno-Wave-Rider-17-08

Mizuno-Wave-Rider-17-04

Altri articoli come questo

2 COMMENTS

  1. Uso le wave rider 17 da febbraio e sono il mio primo paio di Mizuno, mi fanno incazzare perchè potrebbero essere eccezionali e invece ci sono dei dettagli non trascurabili che te le fanno odiare.
    Se faccio allenamenti poco più veloci dei 5’/km e supero i 13 km mi fanno venire le vesciche, e sono le uniche scarpe con cui mi capita. D’estate non si possono utilizzare è come fare una sauna ai piedi sono una sofferenza, ti togli i calzini e vedi due patate lesse al posto dei piedi.
    Poi nella parte del collo del piede non c’è sostegno, usandole sul mio solito percorso dall’allenamento rispetto alle mie scarpe precedenti in curva mi devo praticamente fermare, e l’ho capito dopo una settimana di storte a ogni curva.
    Anche la suola nella zona dell’avampiede dopo sei mesi e solo 350 km praticamente non ammortizza più, la sensazione in fase di appoggio ormai è diventata come quella che si prova con le Nike Flyknit Racer, unica nota positiva è il tallone che è super ammortizzato ed è come correre con un cuscino.
    Un vero peccato perchè sono tutti dettagli che rovinano una scarpa che all’inizio mi dava ottime sensazioni, mi sembra come se in Mizuno stavolta avessero fatto il passo più lungo della gamba.

  2. Sono incazzato!Ho già dovuto buttare via in anticipo un paio di Mizuno per via della tomaia troppo delicata,adesso anche il nuovo paio di Mizuno acquistate stanno facendo la stessa fine!Si bucano in corrispondenza dell’alluce,io le unghie me le sono sempre tagliate.Il negoziante mi ha consigliato delle calze rinforzate rivelandomi che è una politica da parte delle case produttrici di scarpe per farle durare di meno …….andiamo bene.sarei curioso di sapere se questo difetto è stato riscontrato da altri.Premetto che non no ho iniziato ieri a correre e pur non essendo “nessuno”15 maratone le ho corse e so bene o male quanto mi possono durare un paio di scarpe da running(le Mizuno prima facevano un “rinforzino”proprio in corrispondenza dell’alluce……

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.