La corsa controvento

Quando penso al vento, e cerco di legarlo alla corsa, mi vengono in mente principalmente due pensieri: correre come il vento e Carl Lewis, il figlio del vento. Tutto bello dunque, giusto? Sbagliato!
Sbagliato perchè, nonostante queste due associazioni positive correre in condizioni di vento è la peggiore delle condizioni che si possa incontrare. Si d’accordo la pioggia, il troppo freddo o il troppo caldo, tutte situazioni toste e difficili ma non c’è niente a livello atmosferico che sia peggio del vento in faccia quando si corre.

Un nemico invisibile

Che sia una brezza leggera o che sia la bora, il vento è un elemento di forte disturbo per ogni runner del mondo. In molti casi non si vede nemmeno. Pare non ci sia e invece quando provi ad aumentare il passo ecco che senti quell’attrito, quella difficoltà in più che ti frena. E’ come correre con lo zaino. Tu vorresti spiccare il volo ma non c’è niente da fare, una mano invisibile ti ricaccia indietro riducendo la tua velocità di crociera.

Sì ok, però poi si cambia anche direzione

Vero, però, per quanto si cambi direzione, l’unico vantaggio che si può trarre dal vento lo si ha quando è esattamente alle nostre spalle. Se è di fronte è il male assoluto ma pure se è di lato non è che sia tutto sto piacere. Certo, potreste sfruttarlo per risparmiare sulla messa in piega, ma voglio sperare che dopo una bella corsa segua anche una bella doccia, va da se che la messa in piega se ne va all’istante.

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I rimedi…o meglio, i consigli

Per fermare una forza della natura come il vento non ci sono rimedi efficaci. L’unica cosa che posso scrivere sono alcuni consigli.
Il primo è vestirsi adeguatamente. Un antivento (guarda un po’ si chiamano proprio così) che vi protegga dalle raffiche d’aria può sempre far comodo. Adesso che stiamo andando incontro alla bella stagione io prediligo quelli smanicati. Così si evita di surriscaldarsi troppo.
Il secondo è quello di ripararsi dietro ad altri runner. Questo vale in particolar modo per le gare. Se vi trovate a correre una gara in condizione di vento, vedrete molto spesso un runner affrontare l’aria a testa alta e una serie di altri atleti riparati dietro alla sua sagoma. Ecco, se volete fare il gesto eroico e prendervi l’aria per tutti, liberi di farlo, io però vi consiglierei di instaurare una sorta di collaborazione con i vostri compagni di avventura e tirare un po’ per ciascuno. In questo modo ne trarrete tutti un certo vantaggio.
Il terzo non ti farà andare più veloce ma non sarà meno importante, credimi: indossa degli occhiali. Se già è faticoso correre controvento non vedere nemmeno dove stai mettendo i piedi lo è altrettanto. Inoltre col vento forte aumentano le polveri in sospensione e gli oggetti di poco peso ma comunque fastidiosi (a volte molto fastidiosi) che ti possono finire negli occhi. Gli occhiali non servono solo per proteggersi dal sole e per fare i fighi!

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La velocità sta nei dettagli

In definitiva, degli eventi atmosferici, il vento è il più infido tra i nemici della corsa. Non ci credete ? Provate a fare una serie di ripetute controvento, poi ne riparliamo!

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Giacomo Gobbo (detto Jack Lucarelli): di giorno veste i panni di un comune impiegato del catasto (o qualcosa del genere), uscito dal luogo di lavoro si cambia all'interno di una cabina telefonica e veste i panni di un Runner. L'avvento dei cellulari gli ha complicato enormemente la vita in quanto non trova più cabine all'interno delle quali cambiarsi. E i parcheggi delle aree di servizio sono luoghi per scambisti quindi l'operazione risulta essere altamente pericolosa. Ogni tanto parte in missione per conto di diomede, suo vicino di casa, e va a correre maratone e gare di trail di lunghezza spropositata. Ha un'insana passione per le storie sulla corsa e tende a riproporle, anche qui dentro, conciliando il sonno del pubblico.

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