Il maratoneta più forte di tutti

Una delle discussioni più frequenti in ambito sportivo è chi sia il più grande atleta della storia nella sua disciplina. A pensarci bene è una discussione che riguarda prevalentemente sport nei quali la questione è tutt’altro che oggettiva. Nel calcio ad esempio l’annosa questione chiama in causa Pelè e Maradona; nel tennis viene spesso citato Federer come il migliore di ogni epoca mentre nel basket sua “ariosità” Michael Jordan sembra aver messo tutti d’accordo.
In realtà sono discussioni che difficilmente possono avere un riscontro reale perchè i protagonisti si sono mossi in condizioni diverse tra loro. L’unica cosa che si può fare è confrontare atleti contemporanei.

Nella maratona?

Tralasciando quindi i campioni del passato (Bikila e Gebrselassie, tanto per far due nomi), il panorama odierno è rappresentato secondo il mio modo di vedere da 4 atleti principali.
Tre sono atleti del Kenya: Geoffrey Mutai, Patrick Makau e Wilson Kipsang.Il quarto è etiope ed è Kenenisa Bekele.

E Mo Farah?

Mo Farah viene da molti indicato come un possibile protagonista in maratona ma secondo me non ha grandi chances di battere i rivali. Il suo esordio in maratona, avvenuto in aprile alla Maratona di Londra, è stato piuttosto deludente (ha chiuso ottavo a 4 minuti dal primo) e le sue caratteristiche sembrano essere più quelle di un mezzofondista che di un atleta di lunga distanza. Basti pensare che le sue migliori prestazioni sui 5 e 10 mila metri, le gare dove ha raccolto i maggiori successi, sono lontane anni luce dai record del mondo fatti siglare nelle due discipline mentre la distanza nella quale più si è avvicinato al record del mondo sono i 1500 metri.

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Kenya contro Etiopia

Lo scontro è quindi tra le due nazioni che più hanno contribuito alla storia della maratona: Kenya ed Etiopia.
In termini di tempi assoluti Mutai è quello che avrebbe il crono migliore. Dico “avrebbe” perché il suo 2h 03′ e 02” è stato siglato alla maratona di Boston il cui tracciato non è omologato per il record del mondo. Ad oggi, dunque, la miglior prestazione sulla distanza appartiene a Kipsang che lo scorso settembre a Berlino ha fermato il crono in 2h 03′ e 23”. Il terzo keniano della lista, Makau, ha un personale di 2h 03′ e 38”, ma dei tre è il più giovane essendo classe 1985 (Mutai è dell’81 e Kipsang dell’82).

A rappresentare l’Etiopia troviamo uno dei più talentuosi atleti della storia della corsa. Si tratta di Kenenisa Bekele che sta per raccogliere alla grande l’eredità lasciatagli dall’illustre connazionale Haile Gebrselassie. Per prima cosa Bekele è il detentore del record del mondo di 5 e 10 milla metri piani (nei 10 mila, tanto per dire, ha un tempo più veloce di 30” rispetto al miglior tempo sulla distanza di Mo’ Farah che ha vinto le ultime olimpiadi – Bekele era infortunato) e poi al suo esordio nella maratona, a Parigi in aprile, non solo ha vinto la gara ma ha anche fatto segnare il record del tracciato con il tempo di 2h 05′ e 03”.

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Senza contare l’Unknow Runner

Questi i 4 nomi da tenere d’occhio quindi per le maratone che arriveranno a partire dall’autunno. Dei 4 citati il mio favorito è Bekele: è quello con più talento e per il quale nutro più ammirazione visto il suo trascorso in pista. Ma c’è da considerare che l’Africa sforna campioni a ciclo continuo. Non mi stupirei dunque arrivasse qualche nome nuovo a sparigliare le carte rivoluzionando il panorama della maratona.

Non resta che aspettare le prossime gare e vedere chi dimostrerà di essere il più forte di tutti.

 

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Giacomo Gobbo (detto Jack Lucarelli): di giorno veste i panni di un comune impiegato del catasto (o qualcosa del genere), uscito dal luogo di lavoro si cambia all'interno di una cabina telefonica e veste i panni di un Runner. L'avvento dei cellulari gli ha complicato enormemente la vita in quanto non trova più cabine all'interno delle quali cambiarsi. E i parcheggi delle aree di servizio sono luoghi per scambisti quindi l'operazione risulta essere altamente pericolosa. Ogni tanto parte in missione per conto di diomede, suo vicino di casa, e va a correre maratone e gare di trail di lunghezza spropositata. Ha un'insana passione per le storie sulla corsa e tende a riproporle, anche qui dentro, conciliando il sonno del pubblico.

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