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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

Tempo di lettura: 3 minutiDiciamocelo: il peso forma, il sentirsi a proprio agio nel proprio corpo è uno dei molti – forse uno dei principali – motivi che ci spingono a correre. O anche se non il principale e anche se non ci porterà mai a correre per restare in forma e bilanciare gli eccessi di una dieta un po’ allegra, comunque ci procurerà più di qualche pensiero.

Il concetto di peso forma

Ci sono due motivi principali per occuparsi del proprio peso forma: perché non si sta bene nel proprio corpo e perché il medico ci ha prospettato una fine imminente se non la smettiamo di pucciare il cannolo nel whisky. Per colazione.
Insomma, con l’aumento del peso corporeo iniziamo ad interessarci sempre più a questo fenomeno: del perché si aumenta di peso.
Iniziamo per esempio a capire che il peso è un valore grossolanamente indicativo: nasconde più cose di quante ne dica. Approfondiamo un po’ e scopriamo che (WOW) che non siamo composti uniformemente di una materia omogenea: siamo fatti di ossa, organi, muscoli, liquidi e grasso, semplificando molto.

Le ossa grosse

Una delle più tenere giustificazioni all’incapacità di perdere peso è questa (rullo di tamburi): “Ho le ossa grosse”. Allora, sfatiamo un mito: le ossa costituiscono circa il 20% del peso corporeo, con oscillazioni di circa 2 kg da individuo a individuo. Non così tanto da giustificare pesi corporei oltre la soglia media e corretta per la tua altezza.

La percezione del peso

Non ci poniamo il problema del peso finché non sentiamo che ci mette a disagio. Per contenerlo o riportarlo nei valori di guardia ci rivolgiamo ad un dietologo, seguiamo una dieta, facciamo moto. Perdiamo peso, siamo felici, ci rilassiamo, ci diciamo “Ormai ci son riuscito, oggi mangio di più, oggi non esco a correre” e ritorniamo al punto di partenza. La classica parabola: si parte da un punto e si ritorna allo stesso.
Credo che in buona parte la cosa sia dovuta al fatto che ci mettiamo a dieta a scapito di troppe privazioni: oltre che fisicamente, stare a dieta è estremamente stressante per la nostra stessa psiche. Alla soddisfazione per l’esserci riusciti può subentrare molto velocemente la frustrazione per non riuscirci più. O perché non si ottengono i risultati sperati.

Il peso perfetto

Ti hanno detto che il tuo peso forma è il risultato di una formula: tanta massa grassa, tanti kg totali in ragione di età, sesso e altezza. Tutto vero, se tu fossi una macchina. Ma hai una mente che lo governa e che percepisce la realtà e come tu ti rapporti ad essa. Una mente che ti fa sentire in equilibrio se diversi fattori lo sono: il senso che hai della tua fisicità e le privazioni che sei disposto a sopportare per sentirti bene. Vuoi essere in forma ma avere sempre la sensazione che ti stai negando qualcosa? O vuoi concederti ogni eccesso? Allora accetta di essere fuori forma.

Il punto di equilibrio

Essere in forma significa esserlo fisicamente e anche psicologicamente: per questo si può esserlo anche se si è leggermente sovrappeso. Pare un paradosso ma c’è chi lo pensa perché quello scostamento dai parametri virtuosi è ampiamente compensato dalla sensazione di essersi tolto qualche voglia o almeno di non essersi privato di tutto. Perché anche la psiche vuole la sua parte, eccome.
Una volta che si è corretti e consapevoli nel mangiare e non si pensa che togliersi uno sfizio sia mangiarsi un kg di cassata siciliana e berci dietro mezza bottiglia di vodka si può tranquillamente indulgere, ma con misura.
Perché una cosa è vera: le privazioni devono essere compensate in qualche modo: da un cedimento o da una frana emotiva. E conseguente punizione/gratficazione alimentare. E il circolo riprende.

Conosci te stesso

Come arrivare a questo peso forma? Attraverso la consapevolezza di ciò che mangi e di come puoi smaltirlo. E conoscendo i tuoi limiti in termini di accettazione di quante e quali privazioni puoi sopportare, e di quante deviazioni dalla retta via sei disposto a concederti. Accettati magari più in carne ma soddisfatto/a. Non guardare con invidia e odio chi mangia tanto e non ingrassa. E soprattutto smettila di dire che hai le ossa grosse!

(Photo Credits from Flickr by Helga Weber)

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