Correre a Nairobi

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Nairobi, 6.30 del mattino, il sole é già splendido, così come il canto delle cicogne sugli alberi.
Il mio lavoro On The Road mi porta a correre ovunque io sia nel mondo: tutto ció richiede tanta flessibilità, e nonostante le scarpe siano le prime ad entrare in valigia, non sempre riesco a correre  tanto quanto vorrei. I runners sanno quanto sono importanti la routine, i percorsi conosciuti, le tabelle di allenamento e la costanza. tutte cose che mi è impossibile seguire a causa dei lunghi spostamenti in aereo ai quali seguono field trips in luoghi dove una donna che corre per strada sarebbe culturamente inappropriata, oltreché pericoloso. Per cui ogni volta che passo da casa, a Nairobi, le corse hanno un sapore diverso, piú rilassato e familiare. Ed è giusto approfittarne al massimo e perché no, strafare, e allenarsi ogni giorno!

Infilo le scarpe, la moto, raggiungo la pista d’atletica del Nairobi Sport Club. Parcheggio ed entrata gratuiti, aperti dale 5 del mattino alle 10 di sera, dio li benedica!, sono cose che ti cambiano la vita!
Pochi minuti di riscaldamento, e via, si parte… Il ritmo delle scarpe tra acacie e nuvole e cielo terso è musica per le mie orecchie. Per concentrarmi focalizzo l’obiettivo che ho in testa, una volta sono 10km, una volta sono 7, un’altra volta solo 5 rapidi. Per distrarmi osservo le persone che come me macinano i giri della pista d’atletica: corro in mezzo a businessmen indiani, a donne velate che fanno jogging, ad adolescenti palestrati e ad esili aspiranti maratoneti.. E per curiosità mi chiedo se anche loro per motivarsi pensano all’elegante Kimpsang che taglia il traguardo a New York. E chissà se come me si domandano se un giorno anche lui ha corso su questa pista, o ancora, se anche lui si sente a casa solamente quando corre. Perché se c’è una cosa che ho imparato da tutto questo girovagare é che non importa dove io sia, “casa” é ovunque io possa infilarmi le scarpe e correre, on the road.

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Cristina Lussiana

Nairobi


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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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