Come si è comportata l’Italia agli europei di atletica di Zurigo

Si sono appena chiusi i campionati europei di atletica che si sono svolti la settimana scorsa a Zurigo. Sono stati dei campionati molto belli (lo sono sempre) dove abbiamo visto molte gare e molti italiani impegnati. Abbiamo visto molte vittorie, alcune imprese e qualche delusione. L’Italia si è comportata più o meno come ci si aspettava, alcuni nostri atleti si sono ben comportati, altri forse un poco meno ma, nel complesso, si comincia a vedere un po’ di movimento attorno alla nostra atletica.

Il medagliere

L’italia chiude il campionato europeo con 3 medaglie totali. Due ori ed un argento. Raccoglie così lo stesso numero di medaglie dell’ultima edizione ma aumentandone il valore (un oro in più ed un bronzo in meno). La medaglia più bella è senza dubbio quella di Daniele Meucci nella maratona. Perchè è giunta l’ultimo giorno, era la meno pronosticata delle tre ed anche per come si è svolta la gara che è stata parecchio spettacolare e sicuramente molto esaltante. Ciò non toglie nulla al bellissimo oro di Libania Grenot nei 400 metri piani ottenuto da favorita e con una gestione davvero molto attenta dei turni preliminari. Come sempre grandissima Valeria Straneo che non ha deluso le attese, da vicecampionessa mondiale si è confermata a livello europeo trovando sulla sua strada una sola atleta più forte di lei. Si potrebbe quindi definire un leggero miglioramento rispetto alla passata edizione degli europei ma c’è anche da considerare che Straneo ha 38 anni e che Grenot e Meucci gareggiano in prove nelle quali il resto del mondo viaggia molto più veloce rispetto al continente europeo. Molto difficile dunque ripetersi fuori dall’Europa.

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Belle prestazioni

Al di la delle medaglie, quello che ci si aspettava (o almeno, che io mi aspettavo) era vedere delle buone prestazioni. Vedere del movimento attorno all’atletica italiana per avere un po’ più di speranze relativamente a queste discipline. E un po’ di belle prestazioni ci sono state. Mi è piaciuta moltissimo, per esempio, Federica Del Buono capace a soli 19 anni non solo di centrare la finale dei 1500 (dove era la più giovane) ma anche di arrivare quinta assoluta. Stesso risultato raggiunto nella 20 km di marcia da Eleonora Giorgi (@eleagiorgi)  che si sta confermando ad alti livelli e lascia pensare che il grande risultato possa arrivare molto presto. Nella marcia femminile abbiamo inoltre un’altra atleta su cui puntare, si tratta di Antonella Palmisano che, sempre nella 20 km, è arrivata settima. Buono anche il ritorno alle competizioni di Alessia Trost (@alessiatrost) che centra la finale dopo un periodo di infortuni. Da lei ci si aspettano grandi risultati per il futuro ormai da un po’, speriamo l’attesa stia ormai per finire. Infine voglio segnalare la bella prestazione di Giulia Viola, che coglie il suo personale nei 5000 metri (15′ 38″) arrivando 8^ assoluta. Un buon risultato, anche alla luce dei suoi 23 anni, e un’altra atleta da tenere d’occhio nelle prossime gare.

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Chi non è andato bene

Più che un singolo atleta a non essere andate bene sono alcune discipline, vale a dire i salti, i lanci e le prove multiple. Se escludiamo pochi casi, in queste discipline non avevamo nemmeno un atleta a rappresentarci in finale e, in alcuni casi, nessuno neanche nelle qualificazioni. Al momento, in questo tipo di prova, abbiamo un solo atleta di livello europeo (e forse mondiale) che è quel Daniele Greco che non ha effettuato nemmeno un salto a questi europei perchè infortunatosi (purtroppo ancora una volta) durante il riscaldamento. Speriamo non ripercorra le tracce di altri atleti che apparivano come delle belle promesse ma che tali sono poi rimaste. Purtroppo sono queste discipline quelle nelle quali gli atleti europei possono dire la loro anche a livello mondiale, dove cioè non ci sono nazioni o continenti extra europei a dominare la scena. Ed è un vero peccato notare come per l’Italia non ci siano ricambi, tant’è vero che nel lancio del martello, a rappresentarci c’era ancora l’ottimo Nicola Vizzoni. Niente da dire su di lui ma considerando i suoi 41 anni di età non c’è da essere molto fiduciosi su un ricambio a breve.

Poche sorprese

Alla fine della manifestazione, salto triplo a parte, i nostri pronostici sono stati abbastanza azzeccati. Si sperava di poter vedere un atleta rivelazione tra i nostri ma grosse sorprese non ci sono state. C’è da lavorare duro per risollevare le sorti della nostra atletica. Quel che conforta è aver sentito i nostri atleti nelle interviste post gara confermare molto spesso lo stesso concetto. Se questa è l’attitudine si può provare a sperare.

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(credits immagine principale: European Athletics Facebook)

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Giacomo Gobbo (detto Jack Lucarelli): di giorno veste i panni di un comune impiegato del catasto (o qualcosa del genere), uscito dal luogo di lavoro si cambia all'interno di una cabina telefonica e veste i panni di un Runner. L'avvento dei cellulari gli ha complicato enormemente la vita in quanto non trova più cabine all'interno delle quali cambiarsi. E i parcheggi delle aree di servizio sono luoghi per scambisti quindi l'operazione risulta essere altamente pericolosa. Ogni tanto parte in missione per conto di diomede, suo vicino di casa, e va a correre maratone e gare di trail di lunghezza spropositata. Ha un'insana passione per le storie sulla corsa e tende a riproporle, anche qui dentro, conciliando il sonno del pubblico.

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