Ampla Fly, la nuova strana creatura

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Passano gli anni, cambiano le mode, cambiano le scarpe. Però *sostanzialmente* le scarpe non sono cambiate poi molto, no? Migliorano e si affinano, ma qualcosa di veramente strano che ti fa fermare a riflettere e a guardare non si vedeva da qualche anno. Fino ad oggi. Oggi ho visto distrattamente questa immagine e ho pensato fra me e me “WTF”. E la cosa stupenda è che pure sul sito di Ampla si esprimono proprio così, esplicando poi l’acronimo con un più civile “What’s This For” invece del più brutale “What The Fuck”.

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Il fascino discreto della fibra di carbonio

L’ispirazione deve essere venuta a David Bond e Tom Hartge (che non sono nuovi nell’industria del running avendo lavorato per Nike, Adidas, K-Swiss e Patagonia) osservando le protesi che molti atleti disabili usano per poter correre: la fibra di carbonio ha infatti grandi doti di resistenza e di elasticità ed è capace di accumulare energia cinetica e di restituirla senza sostanziali perdite. In altre parole: quando corri il tuo peso scaricato a terra diventa 3/4 volte quello da fermo – cosa succederebbe se potessi usare tutta questa energia che sviluppi? Ampla ha tentato di dare una risposta con la Ampla Fly: il suo avampiede è in fibra di carbonio e la sua intersuola è letteralmente spezzata in due. Quando stacchi il piede da terra, dice chi le ha provate, senti una piacevole spinta verso avanti.

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Efficienza nella corsa e nei materiali

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I migliori atleti usano intelligentemente le proprie energie. È dalla loro osservazione e dagli studi del dottor Marcus Elliott di Harvard che quelli di Ampla sono giunti alla conclusione che lo strumento della corsa (dopo le gambe, le scarpe) poteva essere migliorato al punto da far correre meglio chi non ha le doti e la preparazione di un runner d’elite.

Funzioneranno? Per ora si sa solo che dovremo aspettare fino alla primavera del 2015 e che costeranno 180$.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

1 COMMENTO

  1. Ovviamente saranno bandite dalle manifestazioni podistiche o almeno spero. Saranno un vantaggio per chi le indossa che non ha nulla a che fare con la preparazione dell’atleta. A parita’ di preparazione fisica, chi le indossa sara’ piu’veloce e questo non e’ sportivo !
    Sono sicuramente un interessante sviluppo ingegneristico ma non ne capisco il motivo. Da runner, mi giovo della tecnolgia solo per proteggere meglio il mio corpo dalle intemperie o per salvaguardare la salute delle mie articolazioni ……….

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