Adidas Energy Boost 2 – La recensione

Tempo di lettura: 2 minutiProbabilmente la suola con tecnologia Boost (ne abbiamo già parlato abbondantemente) è una delle innovazioni principali degli ultimi due anni. Quando la provi, è molto difficile non restarne impressionati: la reattività e la capacità di restituire l’energia dell’appoggio verso lo slancio sono notevoli. In questa nuova versione, troviamo alcune modifiche alla tomaia per renderla più leggera (275 gr.), resistente e protettiva, rispondendo con i fatti ad alcuni utenti che avevano lamentato una perdita di capacità di contenimento, soprattutto ai ritmi più elevati. Ora le nuove Energy Boost si candidano a essere “la scarpa”, quella che scegli per fare tutto: dai lavori veloci, ai lunghi, alle gare.

Comoda e bella sopra…

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La calzata è tipica di adidas: pianta stretta, tallone sostenuto, mediopiede ben fasciato e dita che si possono muovere liberamente. Il tessuto della tomaia è estremamente morbido; infatti, con un’allacciatura “comoda”, possono accompagnarti a passeggio per giorni interi ma – nel momento in cui le assicuri al piede – diventano una scarpa da running purosangue che sostiene e protegge il piede in modo puntuale e sicuro.

Dettaglio non trascurabile: sono belle. Il design minimalista, tipico del Nord Europa, e le colorazioni essenziali le rendono un piacere per gli occhi, oltre che per i piedi.

… veloce sotto

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La suola sostiene bene l’arco plantare e il battistrada aderisce molto bene all’asfalto, in ogni condizione, trasmettendo ulteriormente la sensazione di sicurezza. E quando ti senti sicuro cosa fai? Acceleri! Ed è proprio quando acceleri che le nuove Energy Boost danno il meglio di sé, infatti sono il modello adidas con la maggiore percentuale di Boost presente attualmente nel mercato. Il ritorno dell’energia dall’appoggio allo stacco è evidente e facilita il corretto movimento del sistema piede-caviglia-ginocchio-gamba, contribuendo ulteriormente ad abbassare il peso percepito della scarpa.

Per molti ma non per tutti

È una scarpa innovativa e all’inizio può disorientare soprattutto i runner più tradizionali, abituati a correre con lo stesso modello di scarpa da anni. In questo caso, il consiglio è solamente uno: provale! Vanno provate anche perché la particolarità della pianta può richiedere l’acquisto delle Energy Boost fino a un numero in più (come nel mio caso) rispetto alla tua misura abituale ma, tranquillo, non c’è alcuna controindicazione in questo. Semmai, se sei un runner particolarmente pesante e abituato a scarpe pesanti e protettive, considerane l’acquisto solamente per i lavori più veloci o per le gare.

Il prezzo non è per tutti, circa 150€, ma è ampiamente giustificato da tutta la tecnologia che contiene quindi, a mio avviso, possiamo parlare di un ottimo rapporto qualità/prezzo. In fondo nel mercato esistono scarpe più costose e certamente meno innovative e performanti di queste.

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Sandro Siviero
Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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4 COMMENTS

  1. Queste scarpe sono adatte ad un pronatore di 72 kg che corre 8-10 km al giorno o è meglio altro? Magari le Nike Lunarglide 6?

  2. io e le boots=amore ed odio. tutto bene sulle distanze brevi (fino ai 25km le avevo testate). domenica usate in maratona…un disastro…magari le dovevo prendere mezzo numero in piu’, magari sono fissata io..cmq, dopo il passaggio della 1/2 ho iniziato a sentire un fastidio al ginocchio dx….per un paio di km, finche’ correndo male immagino, tutta la gamba sx ha iniziato a farmi male…e oramai ero al 32esimo…speravo passasse..niente, cosi’ mi sono trascinata all’arrivo…
    ho comperato le scarpe 4 settimane fa, usate in pista, usate fino ai 25km…tutto bene, ma domenica mi hanno distrutto, e rovinato la gara…mai piu’.

    • Uguale in mezza fantastica … dopo mi ha dato problemi.. e io al 32 esimo in maratona mi son dovuto fermare .. ma resta una gran scarpa..

  3. Io non le ho mai provate sulle lunghissime distanze, facendo solo allenamenti tra i 6 e i 15 chilometri, ma al contrario di Paola le utilizzo solo per andature lente e nei lunghi e comunque malvolentieri.
    Corro tendenzialmente di avampiede con un ritmo sui 4:30- 4:50 e in questo senso si sono rivelate disastrose. Il drop percepito è superiore al dichiarato e ci si trova con pochissimo supporto all’avampiede, con la conseguenza di distendere troppo la caviglia. Le controindicazioni di questi sforzi sono stati molteplici crampi ai polpacci.
    Il loro utilizzo in pista è oltremodo fastidioso poichè non danno alcun supporto laterale ed il piede scivola verso l’esterno delle curve.
    La scarpa risulta comunque bella e ben curata oltre che qualitativamente apprezzabile.
    Inoltre segnalo che altro tipo di podisti, che utilizzano maggiormente il tallone e/o la rullata, più pesanti di me, ne sono decisamente innamorati.

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