TomTom Runner, tutto quello che serve

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Sandro Siviero
Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

Tempo di lettura: 3 minutiIo e il mio TomTom Runner non abbiamo iniziato con il piede giusto. Infatti appena ho aperto la scatola e ho visto che era il modello “in rosa” ho pensato «ok, sei il solito orologio un po’ sbruffone che arriva in una confezione che assomiglia più a una teca trasparente e poi – quando ti accenderò e ti porterò a correre – ti dimostrerai inadeguato. E poi… ROSA?!?!?! A MEEEE?!?!?». Sì, l’approccio è stato un po’ snob da parte mia ma le piccole dimensioni e la leggerezza dopo l’unboxing mi facevano pensare a un giocattolino.

Lo accendi…

Metto in carica il TomTom Runner, mi registro ai servizi per il salvataggio dei dati e attendo il segnale di batteria carica. Attendo… Mentre aspetto, leggo il manuale e vedo che l’unica interfaccia di comunicazione è il Bluetooth Smart. Mi aspettavo un tradizionale ANT+ e quindi la mia opinione passa in modalità “BOH” dato che nella confezione non c’era alcuna fascia cardio ma – niente paura! – tiro fuori il sensore WTEK HS2-BT che userò come cardio per tutto il test. Passano venti minuti (!) e l’orologio è pronto per la prima esplorazione dei menu. C’è un solo macrobottone (che è anche il ricevitore del segnale satellitare) che ti permette di navigare molto semplicemente tra le diverse voci semplicemente andando verso destra, sinistra, su e giù.

Non l’ho mai usato però l’interfaccia utente è facile: tutto è dove te lo aspetti. Per le opzioni vai verso il basso, per selezionare vai verso destra, idem per iniziare a correre.

Configuro il profilo con tutti i miei dati e sistemo le opzioni ma non vedo li voci “Lap automatico” e “Autopause”. La prima è una tipologia di allenamento mentre la seconda per ora non c’è (dico “per ora” perché è una funzionalità facilmente implementabile su un nuovo firmware).

TomTom Runner

… e vai!

È ora di provarlo. Accoppio il sensore WTEK con il TomTom Runner e parto! In realtà faccio un click in più perché, quando dici all’orologio che vuoi iniziare, lui ti chiede se vuoi fare Corsa (outdoor), Tapis Roulant (Indoor) o Cronometro (utile per chi nuota, dato che questa device è impermeabile fino a 50 mt). Ciascuna attività ha il suo menu per configurarne le caratteristiche, nella corsa puoi impostare l’allenamento libero, a giri (ecco il Lap automatico!), durata, distanza, intervalli. E si parte!

L’aggancio con i satelliti è abbastanza veloce già dalla primissima uscita e subito il TomTom Runner si esprime al meglio, come a dirmi «chi era il presuntuoso poco fa?». Gli chiedo scusa e inizio ad apprezzarne le qualità: il display a cristalli liquidi è sempre perfettamente leggibile, le schermate con i dati (4, non personalizzabili) sono complete e danno tutte le informazioni che servono. È leggerissimo e – se non fosse per la vibrazione a ogni chilometro – quasi non se ne percepisce la presenza. Veloce nell’aggiornamento dei dati al cambio di passo, non mi fa rimpiangere nemmeno un momento accessori più costosi o pesanti.

La presenza degli allenamenti “a obiettivo” è divertente: ti dice quanto ti manca al traguardo, ti accompagna, è “motivante”. Insomma, tanto mi aveva lasciato perplesso “out of the box”, tanto ora mi piace. Oltretutto è bello (e la scatola simil-teca è assolutamente giustificata).

Arrivato a casa

Arrivo, scarico i dati e… WOW! La rilevazione è davvero accurata: ha segnato con estrema precisione anche i punti esatti dove ho attraversato la strada. Lo sciacquo e lo metto in “modalità orologio”. Ci esco a correre anche il giorno successivo. E quello dopo ancora. E ancora. E ancora. E ancora. E la batteria non si esaurisce! Il lavoro fatto da TomTom in termini di consumo energetico è semplicemente stupefacente: l’ho ricaricato dopo 10 giorni.

Vorrei fare un piccolo inciso sulla connettività. TomTom sta rilasciando la sua app per smartphone che permetterà al Runner di connettersi a internet senza essere collegato alla sua base e al PC.

Quindi, se non sei un runner super-impallinato che vuole la totale completezza di personalizzazione e il settaggio del calendario degli allenamenti, ma corri per divertirti e ti piace monitorare con precisione i tuoi allenamenti (senza sacrificare la possibilità di usare uno strumento che ti permetta di farlo seriamente), il TomTom Runner è davvero un ottimo acquisto e con i suoi 169 € di listino ha un rapporto qualità/prezzo molto, molto interessante. E, personalmente, l’accoppiata TomTom Runner + WTEK HS2-BT ti permette di avere un set nuovo e completo.

E se non ti piace rosa, togli il cinturino e ne compri un altro tra gli accessori dispinibili. In base al tuo umore!

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