The running dead

Tempo di lettura: 2 minutiQuesta mattina mi sono svegliato con l’irrefrenabile voglia di scrivere un articolo sulla simpatia di Fifì, il mio gattino. Poi però mi ha chiamato il mio amico Leonardo, urlando dalla gioia: “sono riuscito a superare il test del moribondo!“. Se non sai cos’è, te lo riassumo brevemente: consiste nel correre 10 km in meno di un’ora. Partendo dall’assunto (calcolato con metodi che farebbero impallidire un ingegnere strutturista) che un uomo di 80 anni in forma – quindi un moribondo? – dovrebbe riuscire a percorrere 10 km in 60′, se non ce la fai sei praticamente morto.

[inserire qui risate preregistrate da sit-com americana]

In realtà, per definire il test del moribondo, si fa riferimento al concetto di “età fisica” contrapposto a quello di età anagrafica ma – in tutta sincerità – l’epistassi si è impadronita di me nel momento in cui ho cercato di capire su quali calcoli si basasse. Ho decisamente un problema con la matematica applicata alla corsa.

O forse ho semplicemente un problema con la matematica.

Il passaggio e il runner anarchico

Molti runner considerano “il moribondo” una sorta di passaggio di iniziazione tra l’essere un principiante e il diventare un runner (anche se il test era nato soprattutto per dirti se sei in forma oppure no) e sono liberissimi di farlo. Personalmente ho una visione del running molto più “anarchica”.

Per me, se ti diverti quando corri, lo fai con una certa regolarità e cerchi di avere una maggiore consapevolezza, sei un runner a tutti gli effetti. Dai, su, è poi così importante il cronometro? La tua vità migliora così tanto se passi da 4’50″/km a 4’45”?

Sono profondamente convinto che la corsa – almeno per come la intendo io, nel suo lato più ludico – abbia una grande componente di sfida a se stessi, di tendenza al miglioramento ma la cosa che trovo più strana è il definire “moribondo” chi non ha ancora prestazioni da 6’/km. Penso che ci si senta tremendamente vivi anche quando si fanno 5 km in 35′. E che ci sia grandissima gioia quando riesci a raggiungere i 10 km senza mai fermarti. Momenti in cui ami la corsa e, appunto, ti senti vivo.

Non fraintedermi, amo la competizione e la rispetto profondamente. Soprattutto per la passione e il sacrificio che servono per andare forte. Quello che non tollero – perché sono un runner anarchico – è soltanto che mi si dica cos’è la corsa e che si mettano delle formule matematiche in calce al mio divertimento.

Preferisco il test dello zombie

Voglio dire, se ti diverti a superare il test del moribondo, che figata dev’essere fuggire da un’orda di zombie? Tanto quelli sono sicuramente già morti e vanno parecchio piano! Credimi, l’ho fatto ed è molto molto molto più divertente. ;)

Chiaramente, se non sei d’accordo, gli insulti puoi scriverli nello spazio qui sotto!

 

(photocredits immagine principale: Andrea Schilirò per FlashRun Rome)

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Sandro Siviero
Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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18 COMMENTS

  1. Curioso, il tempismo del tuo articolo: dopo mesi di (appagante) struttura, oggi ho (serenamente) scelto l’anarchia e non so per quanto tempo.

    A conferma di quanto hai scritto, non mi sento meno “runner” di prima. Ammesso che lo sia mai stato, s’intende.

  2. Il nome è abbastanza brutto, se lo chiami “Fit People Test” come è stato ribattezzato ultimamente è quasi peggio, però una prova di questo tipo, una sfida a tempo, ogni tanto fa bene anche agli anarchici secondo me.

  3. Finalmente qualcuno l’ha detto. ^_^
    Corro da 9 mesi, sono sovrappeso di parecchio (ma sto scendendo) il mio miglior 10k l’ho chiuso in 1h01’… eppure… mi diverto, mi piace, sono riuscito finora ad evitare infortuni e il primo dicembre scorso mi sono tolto la soddisfazione di fare la mia prima mezza.
    Per essere un moribondo, mi sento parecchio bene. ^_^

  4. Grazie a questo post ho deciso di uscire a correre alle 23:15. Devo dire che il centro storico di Roma, in una notte di gennaio con 11°, mi ha regalato grandi gioie. Grazie runlovers (p.s. alcuni turisti mi hanno fatto pure il tifo)

  5. Sono felicissima oggi per la prima volta ho superato il test del moribondo è sicuramente proverò a migliorare un saluto a tutti .Robi

  6. Ciao! ho iniziato a correre da un paio di mesi e domenica ho superato il test del moribondo… ma sì un po’ di sfida ha dato un tocco in più al divertimento :-)

  7. Ieri ho corso per la prima volta 10 km, senza mai fermarmi, con una tale gioia che al termine ho pianto. Ah, ho corso in 1h05min47sec. Del moribondo mi importa proprio poco, questo per me è stato un traguardo incredibile, soffro di condropatia femoro rotulea e per correre devo fare attenzione e rinforzare tanto i muscoli delle gambe, per questo motivo ero stata ferma un po’ ma ho ricominciato e pian piano ho ripreso fiducia in me, ieri sono stata tremendamente felice e questo basta! Moribondooooo… PRRRRRRRRRR (sonora pernacchia :-D )

  8. Grazie Sandro!!!! Dopo due anni di corse intervallate tra odio e amore (mi spiace ma io resto sempre più pesciolino) da qualche settimana vedere il tempo costantemente sotto i 7 (????) e leggere che va bene anche fare 5 km in 35 min mi sento autorizzata ad autodefinirmi “runner”, con la tua benedizione!!!!
    ??❤️

  9. Anarchy on the road!!! Dopo anni di agonismo, tabelle, diete e mentalità militare (che non rinnego ne critico) sono anch’ io passato alla corsa felice, quella che ti mette di buon umore dopo una giornataccia, o che ti da la voglia di alzarti anche quando fuori è buio. E mi sento runner come sempre…zombie siete avvisati!

  10. Non lascerei mai a casa l’orologio, ma a causa del “piriforme”, mi sono fermato ripartito e poi ripreso tante volte in questi ultimi 6 mesi, ora cerco solo di godermi la corsa e fra due settimane proverò per la prima volta la mezza senza un minimo di preparazione grazie alla mia Amica che mi ha convinto… si adesso mi ritrovo perfettamente nella definizione di runner anarchico…

  11. Nella mia visione della corsa tutto mi serve nella misura in cui mi tiene in costante sfida con me stessa. Niente di eccessivamente forzoso e forzato …quanto basta per farmi sentire in competizione con me stessa per un obiettivo. Ora …il test del moribondo è questo per me….uno sprone a dare di piu…

  12. Ho detestato l’inventore di questo “test”, perché a causa sua x piu di un anno mi sono sentito “moribondo”. Dopo averla superata, riconosco che la prova dei 10 km in un’ora si è rivelata un potente stimolo che mi ha portato ad allenarmi come forse non avrei fatto altrimenti. Per me è stata molto dura. Ma gli obiettivi aiutano a vivere..

  13. Per me il test del moribondo è stato ed è una grande rottura e certo non uno stimolo. Dopo 4 anni di corsa posso affermare che non lo supererò perchè non ho la velocità dei 10 km/h nel fiato. A seconda della forma fisica corro tra gli 8,7 e i 9,6. Ho appena finito la mezza di Valencia a 9,42 km/h senza fermarmi o traformare la corsa in passo mai, a velocità pressochè costante. Qusta è la mia velocità. Certo, chi riesce a correre distanze brevi ad alta velocità e corre il percorso fermandosi più volte ha grossi margini di miglioramento ma chi ha trovato la sua velocità di soglia ha un’oscillazione della velocità minima. Quindi perchè rompere con questo test del moribondo? Per far smettere di correre chi non è in grado fisicamente di raggiungerlo? Per la cronaca correndo a 9,42km/h a Valencia sono arrivata 13400/15356 quindi nell’ultima parte della corsa ma con più di 1900 persone dietro quindi mettetevi le scarpe e venite a correre anche se non superate il test!

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